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Registr. Trib. Roma n.338/2007 del 19-07-2007
INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

Interrogazione dei senatori Pd Fabio Porta (ripartizione America meridionale) e Francesco Giacobbe (ripartizione Africa, Asia, Oceania e Antartide) per i connazionali che rientrano temporaneamente in Italia: “garantire una completa assistenza sanitaria anche a chi risiede nei Paesi extra Ue”

ELETTI CIRCOSCRIZIONE ESTERO

 

ROMA – I senatori del Pd Fabio Porta (eletto nella ripartizione America meridionale) e Francesco Giacobbe (ripartizione Africa, Asia, Oceania e Antartide) hanno presentato un’interrogazione al ministro della Salute Roberto Speranza per chiedere che l’assistenza sanitaria dei cittadini italiani residenti nei Paesi extra-UE che rientrano in Italia per brevi periodi includa non solo le cure ospedaliere urgenti, ma tutte le prestazioni sanitarie, comprese quelle medico-generiche e specialistiche.

Porta e Giacobbe sottolineano nella premessa della loro interrogazione che sia la Costituzione italiana che la legge istitutiva della sanità pubblica sanciscono che “gli emigrati, che rientrino temporaneamente in patria, hanno diritto di accedere ai servizi di assistenza sanitaria della località in cui si trovano intendendo, si presume, che tale assistenza debba essere erogata in qualsiasi luogo del territorio della Repubblica e che la residenza all’estero non è preclusiva di tale diritto”.

Rilevano tuttavia che “nonostante le garanzie costituzionali e normative i cittadini italiani residenti stabilmente all’estero e iscritti all’Aire (Anagrafe degli italiani residenti all’estero) perdono il diritto all’assistenza sanitaria italiana sia in Italia che all’estero, all’atto della cancellazione dall’anagrafe comunale e della iscrizione all’Aire”. “Se da una parte però – ricordano i due esponenti democratici – al cittadino italiano il quale acquisisce la nuova residenza in uno dei Paesi della UE viene garantito il possesso della tessera TEAM che consente a tutti i cittadini dell’Unione Europea, che si trovino temporaneamente in un altro Stato Membro, l’accesso ai servizi sanitari del Paese ospite alle stesse condizioni dei residenti, dall’altra i cittadini italiani che stabiliscono la propria residenza in un Paese extra-UE e si iscrivono all’Aire, quando rientrano in Italia hanno diritto – in virtù del Decreto del Ministero della Sanità del 1 febbraio 1996 – solo alle prestazioni ospedaliere urgenti per un periodo massimo di 90 giorni per ogni anno solare, qualora gli stessi non abbiano una copertura assicurativa propria pubblica o privata e a condizione che siano pensionati o nati in Italia”.

In questo modo – sottolineano Porta e Giacobbe – “i cittadini italiani che trasferiscono le residenza in uno Stato extra-UE con il quale non è in vigore alcuna convenzione per l’assistenza sanitaria con l’Italia o è in vigore una convenzione parziale sia in termini soggettivi che rispetto ai rischi coperti (è il caso di tutte le convenzioni bilaterali stipulate dall’Italia in materia di assistenza sanitaria), quando rientrano in Italia temporaneamente si vedono garantite solo le prestazioni ospedaliere urgenti e devono provvedere autonomamente per tutte le altre prestazioni sanitarie di cui avessero bisogno nel corso della loro permanenza in Italia”.

I senatori del Pd chiedono al ministro Speranza se non ritenga che “il Decreto ministeriale del 1° febbraio 1996 che limita la copertura alle sole cure urgenti sia in contrasto con quanto sancito dalla Costituzione e dalle legge istitutiva del SNN che prevedono l’eguaglianza dei cittadini italiani nei confronti del sistema di tutela della salute”. Chiedono pertanto che “l’assistenza sanitaria ai cittadini italiani residenti all’estero nei Paesi extra-UE, i quali rientrano in Italia per brevi periodi non debba essere estesa a tutte le prestazioni sanitarie, comprese quelle medico-generiche e specialistiche, e non solo a quelle ospedaliere urgenti (come avviene d’altronde per i cittadini italiani emigrati in un Paese della UE) nei casi in cui non siano in possesso di una copertura assicurativa propria, pubblica o privata e a prescindere dal loro stato di pensionato o emigrato, cioè nato in Italia”. (Inform)

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