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Integrazione e lavoro: accordo tra Interno, Lavoro e Unioncamere per i titolari di protezione internazionale

MIGRANTI

L’intesa promuove percorsi di formazione e tirocini nelle imprese

ROMA – I migranti titolari di protezione internazionale inseriti nel sistema nazionale di accoglienza sono al centro dell’accordo-quadro firmato ieri al Viminale per la promozione del loro inserimento socio-lavorativo attraverso percorsi di formazione per valorizzare le competenze professionali e tirocini nelle imprese.

Il ministero dell’Interno, quello del Lavoro e delle Politiche sociali e Unioncamere, partners dell’intesa firmata rispettivamente dai ministri Marco Minniti e Giuliano Poletti e dal presidente Ivan Lo Bello, supportano in questo modo anche come forma di integrazione sociale l’occupabilità dei titolari di asilo rispetto alla domanda di occupazione che emerge dal mercato del lavoro.

Sul piano operativo, l’obiettivo è quello di promuovere progetti e sensibilizzare le imprese sul fronte della domanda. L’attuazione dell’accordo, che è in linea con il Piano nazionale d’integrazione adottato dal ministero dell’Interno d’intesa con gli enti locali a settembre scorso, prevede il coinvolgimento della rete delle camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura (Cciaa) e l’attivazione di un comitato tecnico composto da rappresentanti delle parti dell’accordo.

A questo scopo è prevista l’attivazione di percorsi di tirocinio nelle imprese finalizzati a promuovere l’incontro fra le competenze professionali dei titolari di protezione internazionale e quelle richieste dalle aziende.

Obiettivo principale dell’Accordo Quadro è quello di promuovere, attraverso la collaborazione interistituzionale tra le parti firmatarie, l’integrazione socio-lavorativa dei titolari di protezione internazionale accolti nel sistema di accoglienza nazionale. Le principali linee di azione fanno riferimento, innanzitutto, alla formazione on the job, quale strumento di politica attiva che favorisce l’accesso al mercato del lavoro e promuove l’inserimento lavorativo.

Nell’ambito dell’Accordo Quadro si prevede, anche attraverso il sistema delle Camere di commercio, l’individuazione e la valorizzazione delle competenze dei titolari di protezione internazionale, con l’obiettivo di promuovere la loro occupabilità a fronte degli attuali fabbisogni occupazionali espressi dal mercato del lavoro e dell’impresa.

L’Accordo viene reso operativo attraverso l’istituzione di un Comitato Tecnico di cui ciascuna amministrazione sottoscrivente farà parte attraverso la designazione di propri rappresentanti.

L’iniziativa, pienamente in linea con il Piano Nazionale d’Integrazione per i titolari di protezione internazionale adottato nel mese di settembre 2017, risponde allo scopo di realizzare il loro effettivo inserimento sociale nel sistema territoriale, promuovendo le opportunità offerte dai progetti e sensibilizzando l’adesione delle imprese. (Inform)

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