direttore responsabile Goffredo Morgia
Registr. Trib. Roma n.338/2007 del 19-07-2007
INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

Indagine conoscitiva sulle dinamiche del commercio internazionale e l’interesse nazionale: audizione in Commissione Esteri di Enzo Angeloni, Direttore Generale del Maeci per la Promozione del Sistema Paese

CAMERA  DEI DEPUTATI

 

 

ROMA – Si è tenuto presso la Commissione Esteri della Camera dei Deputati un incontro nell’ambito dell’indagine conoscitiva sulle dinamiche del commercio internazionale e l’interesse nazionale. A parlare di queste tematiche in audizione il Direttore Generale del Maeci per la Promozione del Sistema Paese, Enzo Angeloni. I lavori sono stati presieduti da Piero Fassino, Presidente della Commissione Esteri. Sono intervenuti quindi, per porre quesiti e formulare osservazioni, i parlamentari Simona Suriano (M5S), Simone Billi (Lega – ripartizione Europa), Fucsia Fitzgerald Nissoli (FI – ripartizione America settentrionale e centrale). “Apertura dei mercati internazionali, attrazione di investimenti e flussi turistici e organizzazione eventi promozionali: in questo contesto assume un ruolo centrale il Patto per l’Export orientato al Made in Italy e sottoscritto lo scorso giugno su impulso del Maeci. Alla base di tutto c’è una cabina di regia codiretta da Maeci e Mise, costituita nel 2014 per coordinare le politiche di internazionalizzazione del Paese”, ha spiegato Fassino ricordando le oltre 300 sedi estere tra Ambasciate, Consolati, Istituti di Cultura, Ice, Simest e Sace.

Il Direttore Generale Angeloni ha ricordato le importanti novità introdotte dal dl n.104 del 2019 che ha trasferito le competenze dal Mise al Maeci per quanto riguarda l’internazionalizzazione e il sostegno pubblico all’export con la funzione di indirizzo e vigilanza dell’Agenzia Ice e l’amministrazione della finanza agevolata. “La razionalizzazione dell’intera rete è stato il primo effetto della riforma, con una regia unica che agisce in modo corale, i tavoli settoriali e il Polo dell’Export nonché la diretta supervisione delle Ambasciate sulla rete Ice. Un altro effetto positivo è nell’approccio più sistemico alla programmazione verso i mercati e sarà più semplice procedere verso un Piano Paese con priorità indicate dalla cabina di regia su alcuni mercati di grandi dimensioni dove mantenere alta la priorità”, ha spiegato Angeloni menzionando le attività di promozione integrata della rete diplomatico-consolare quale “core business” che ha portato ad oltre 10 mila eventi nel 2019 in 115 Paesi. Oltre a questi aspetti ci sono poi la digitalizzazione delle aziende e una promozione migliore del Sistema Italia. “Tutti i rappresentanti dell’export italiano sono stati ascoltati nel corso di aprile insieme al Sottosegretario Di Stefano, attraverso diversi tavoli virtuali. Sei sono i pilastri del Piano per l’Export: comunicazione, formazione, informazione, e-commerce, sistema fieristico, finanza agevolata e promozione integrata”, ha aggiunto Angeloni considerando il Patto come un cantiere dinamico finanziato con circa 1,9 miliardi di euro: una particolare menzione è andata al Fondo 394 che è stato esteso anche alle iniziative sui mercati dei Paesi Ue, con procedure semplificate e aumento dei massimali, abbattimento delle garanzie e creazione di un fondo perduto. “In una fase in cui le aziende hanno chiesto liquidità, questo strumento – ha spiegato Angeloni riferendosi al Fondo 394 – aveva cumulato tutte le caratteristiche per soddisfare questa richiesta. Il Fondo è stato rifinanziato tramite i diversi decreti e tra maggio e giugno abbiamo chiesto a Simest una campagna di pubblicità di questo Fondo che fino all’anno scorso aveva una platea non molto estesa. Dall’inizio di gennaio le domande pervenute sono circa 13 mila per un ammontare di oltre 4 miliardi di euro: un incremento di oltre il mille per cento in volume rispetto alle domande pervenute in tutto il 2019”, ha aggiunto il Direttore Angeloni parlando della patrimonializzazione come strumento finora più ambito.

Dunque una richiesta così massiccia in questo 2020 tanto che, per quelle pervenute dal 17 settembre, potrebbero non esserci coperture finanziarie sufficienti: “un problema a conoscenza del Ministro Gualtieri, dovremmo però riuscire a sostenere la copertura entro la fine dell’anno”, ha precisato Angeloni. “Vogliamo lanciare per un anno intero una campagna informativa incentrata sul digitale: la gara è in fase di finalizzazione con la partecipazione di sessanta aziende e chi vince dovrà produrre giornalmente contenuti informativi per un anno. Un altro aspetto è la formazione delle aziende e la priorità della Farnesina è colmare il deficit di competenze digitali del Paese e delle aziende stesse per lanciarle sui principali marketplace anche con l’ausilio di figure come quella del digital temporary export manager”, ha aggiunto Angeloni ricordando la pubblicazione di un e-book proprio sull’export diffuso gratuitamente sul sito della Farnesina e la creazione del portale unico export.gov.it, mentre entro fine anno partirà un ciclo di incontri formativi online su digitalizzazione e opportunità offerte dai mercati esteri dedicati allo sviluppo delle piccole e medie imprese. Anche gli enti di gestione del sistema fieristico potranno accedere al Fondo 394, sebbene per il momento il settore sia in attesa di tempi migliori per la pandemia. “Fondamentale è divenuta la collaborazione con le Regioni per la diffusione dei contenuti del Patto per l’Export”, ha sottolineato Angeloni.

Suriano (M5S) ha chiesto dati sull’impatto di queste misure e sul Fondo 394 relativamente a un identikit delle aziende e quale coordinamento ci sia all’estero con Camere di Commercio e Ice. Nissoli (FI) ha ricordato l’importante funzione del personale dei Consolati anche per le attività di export e come sia in atto un’emergenza amministrativa per la penuria di personale nella rete estera del Maeci, carenza appesantita anche dall’emergenza Covid. Di contro, secondo Nissoli, si sta assistendo però a un mutato interesse del Governo nel sostegno all’internazionalizzazione e all’economia. “Tuttavia le misure del Cura Italia in assenza del supporto del personale amministrativo rischiano di essere vanificate e pertanto la promozione del Sistema Paese e il personale in loco hanno un legame imprescindibile”, ha aggiunto Nissoli auspicando un potenziamento del personale a disposizione del Maeci all’estero. Billi (Lega) ha ricordato come “l’export sia un indispensabile volano per la ripresa economica e per uscire dalla crisi sia sanitaria che economica provocata dal Covid, quindi è fondamentale fare rete con tutte le associazioni e le istituzioni coinvolte nella promozione del Made in Italy: tra queste anche le Camere di Commercio, che si sono avvalse di parte dei fondi e che hanno una conoscenza dei mercati locali molto dettagliata”. Il Presidente Fassino ha evidenziato come purtroppo spesso l’Italia abbia avuto in passato come propria caratteristica una mancanza nel fare sistema, dovuta anche al fatto che buona parte del sistema imprenditoriale italiano sia costituito da piccole e medie imprese abituate ad agire per lo più individualmente.

“Lo sforzo sistemico riguarda tanto le aziende quanto l’apparato pubblico. Il Covid ha accelerato ulteriormente la necessità di fare sistema: la tragedia che stiamo vivendo porta una spinta verso la digitalizzazione. All’estero riusciamo spesso a fare sistema perché i diversi attori finora menzionati, come ad esempio le Camere di Commercio, si impegnano in questa direzione. Il nuovo ruolo di Sace poi, alla luce del decreto Liquidità, avrà una funzione importante per l’export. Sul Fondo 394, oltre l’80% delle aziende che ne hanno richiesto lo ha fatto per la prima volta ed è inoltre per lo più rappresentato da piccole e medie imprese”, ha replicato Angeloni evidenziando un divario tra Nord e Sud da questo punto di vista. “Gli Istituti di Cultura, grazie al fondo per la promozione integrata, sono ancor più partner della nostra rete e devono focalizzarsi sull’industria culturale”, ha aggiunto Angeloni precisando che, per quanto riguarda il personale amministrativo del Maeci, ci sono stati di recente circa quaranta nuovi inserimenti proprio nell’area della promozione culturale; inoltre, probabilmente, si concluderà a dicembre un concorso per l’area contabile del Maeci. Per quanto riguarda invece l’Ice, che è il cuore della promozione e dell’internazionalizzazione delle nostre imprese, secondo Angeloni problemi di personale non ce ne sarebbero. (Simone Sperduto/Inform)

Facebooktwitterredditpinterestlinkedinmail
Powered by Comunicazione Inform | Designed by ComunicazioneInform