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Registr. Trib. Roma n.338/2007 del 19-07-2007
INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

Indagine conoscitiva su condizioni ed esigenze degli italiani nel mondo, in Commissione Esteri l’audizione del Presidente Inps Tridico

SENATO DELLA REPUBBLICA

 

“L’Italia paga ai connazionali all’estero 340 mila pensioni; soltanto la Germania ne versa altrettante all’indirizzo di ex lavoratori italiani”

 

ROMA – Il Presidente dell’Inps, Pasquale Tridico, ha parlato davanti alla Commissione Esteri del Senato nell’ambito del seguito dell’indagine conoscitiva su condizioni ed esigenze degli italiani nel mondo. Tridico ha esordito ridimensionando l’entità del fenomeno dei pensionati italiani all’estero quale “fenomeno in realtà marginale dal punto di vista statistico” e più in generale rispetto alla mole di pratiche lavorate dall’istituto previdenziale. “L’Italia paga ai connazionali all’estero 340 mila pensioni; soltanto la Germania ne versa altrettante all’indirizzo di ex lavoratori italiani. Le pensioni dall’estero sono il quadruplo di quelle pagate dall’Italia per l’estero” , ha precisato Tridico sottolineando come il fenomeno vero sia quello dell’emigrazione italiana in età lavorativa e non tanto quello della fuga dei cosiddetti pensionati in cerca di mete esotiche. Tridico ha evidenziato come per le pensioni a livello comunitario vige il regolamento n.883 del 2004; con i Paesi extracomunitari ci sono invece accordi bilaterali, un’ipotesi quest’ultima da prendere forse in considerazione anche per quanto riguarderà il Regno Unito a seguito della Brexit (fino al 31 dicembre 2020 resta tutto invariato). “Quando si parla di pensioni – ha aggiunto Tridico – ci si riferisce a quelle d’invadilità, di anzianità ed a quelle versate ai cosiddetti superstiti”. Dunque, dopo aver rilevato che la materia concernente la sicurezza sociale dei lavoratori – che abbiano svolto parte della loro attività in Italia e parte all’estero – è disciplinata sia da regolamenti comunitari che da convenzioni internazionali bilaterali con singoli Stati, Tridico ha dato conto delle modalità attraverso le quali l’Inps provvede al pagamento delle pensioni all’estero, modalità che, essenzialmente, sono le stesse previste per i pensionati residenti in Italia e il cui fornitore del servizio di pagamento è Citybank.

Il Presidente dell’Inps è poi passato ad illustrare i trend quinquennali delle pensioni pagate in regime di totalizzazione ed in convenzione internazionale. I dati emersi, che prefigurano le tendenze future del fenomeno, mettono in evidenza una diminuzione percentuale consistente, sia del numero e sia dell’ammontare, delle pensioni erogate in determinati Paesi di antica migrazione: Australia, Svizzera, Belgio e Gran Bretagna. Altri Paesi (Germania, Spagna e Romania) denotano invece un incremento quantitativo e d’importi. Relativamente alla differenziazione di genere, si rileva una sostanziale parità tra uomini e donne. “Il dato più significativo che emerge – ha rimarcato Tridico – attesta in maniera inequivocabile come il numero e l’importo complessivo delle pensioni pagate in Italia da istituzioni estere siano significativamente superiori di ben quattro volte a quelli delle pensioni che l’Inps paga all’estero”. A fronte di un pagamento complessivo all’estero di 340 mila unità, corrispondono circa  247 mila pensioni pagate dalla Germania, oltre 253 mila pagate dalla Svizzera e circa 74 mila pagate dalla Francia. Si tratta di dati che, di nuovo, confermerebbero l’insussistenza del fenomeno legato alle cosiddette ‘mete esotiche’. Per quanto riguarda la problematica delle doppie imposizioni fiscali, delle pensioni pagate a persone non residenti in Italia, si ricorda che in tal caso valgono le eventuali convenzioni bilaterali tra Stati.

La senatrice Laura Garavini (IV-PSI), eletta nella Circoscrizione Estero-Europa, ha chiesto se l’Inps sia preparato ad affrontare l’imminente entrata in vigore, il 31 dicembre 2020, della Brexit che, notoriamente, sta suscitando notevoli incertezze nei nostri cittadini all’estero, i quali sono preoccupati dell’eventualità che non vengano conteggiati i loro periodi contributivi pro-rata. La senatrice ha chiesto, inoltre, rassicurazioni per quei connazionali contrattisti che lavorano all’estero e che, “all’entrata in vigore del regolamento comunitario n. 883 del 2004, rischiano di vedere fortemente menomati i loro diritti pensionistici, a meno che non venga garantita loro una qualche forma di assicurazione locale ad hoc”. In sede di replica Tridico ha dunque informato che “la scadenza della Brexit non deve indurre ad eccessive preoccupazioni, innanzitutto perché l’Inps e il Ministero del Lavoro hanno istituito su tale questione un apposito tavolo di lavoro permanente”. Tridico ha poi evidenziato come sia assai probabile un trattato bilaterale con il Regno Unito, del tipo analogo a quello già esistente con la Svizzera, oppure ex novo. Relativamente alla questione dei contrattisti, infine, ha fornito una rassicurazione segnalando che, d’intesa con il Ministero del Lavoro, “verrà prevista una deroga per tutti i lavoratori residenti in gran parte dei Paesi comunitari, purché abbiano una contribuzione attiva con l’Inps”. Adolfo Urso (FdI) ha voluto conoscere, più in dettaglio, il possibile andamento della “forbice” ossia del gap tra l’ammontare, sia in numero che in importo, dei trattamenti pensionistici che l’Inps eroga all’estero ed il medesimo ammontare che, al contrario, gli istituti esteri erogano in Italia. Ha chiesto infine il punto di vista di Tridico in merito all’incentivazione fiscale per i pensionati che decidano di risiedere in determinate aree del territorio nazionale, sulla falsariga di quanto disciplinato in alcune legislazioni estere, come quella del Portogallo. In merito al fenomeno per cui, praticamente, molti Paesi esteri costituiscono “contributori netti” nel pagamento di trattamenti pensionistici, rispetto a quanto l’Inps paga all’estero, Tridico ha fatto notare come sia già adesso possibile evidenziare una rilevante tendenza incrementale (per esempio con la Germania), che va ad ampliare la citata “forbice” (mentre con la Svizzera l’incremento è meno evidente). Sul riferimento al trattamento fiscale di vantaggio esistente in Portogallo, infine, il Presidente Inps ha concluso reputando “opportuno che il legislatore intervenga in maniera più o meno simile per rendere maggiormente attraenti determinati territori della Penisola”. (Simone Sperduto/Inform)

 

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