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INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

Incontro tra il Ministro degli Affari Esteri Di Maio e il Capo del Dipartimento Federale degli Esteri della Svizzera Ignazio Cassis

ITALIA-SVIZZERA

Tra i temi trattati l’accordo fra il nostro Paese e la Svizzera sulla fiscalità dei frontalieri

CHIASSO – La Svizzera è uno di quei Paesi che, durante quest’emergenza, ha aiutato l’Italia inviando dispositivi sanitari. Nei giorni scorsi ha riaperto anche i suoi confini eliminando qualsiasi blocco agli italiani. Di queste tematiche il Ministro degli Esteri, Luigi Di Maio, ha parlato con l’omologo svizzero Ignazio Cassis, incontrato in conferenza stampa a Chiasso nel Canton Ticino. Il pensiero di Cassis è andato alle famiglie delle vittime del Covid nonché a quanti hanno perso il lavoro. “Dopo il lockdown la parola libertà è ritornata. La frontiera con l’Italia non è mai stata completamente chiusa per quei frontalieri che garantivano i servizi fondamentali. Ogni tanto alcune merci non sono passate e ci siamo trovati a sbloccarle”, ha sottolineato Cassis auspicando che si arrivi quanto prima all’accordo bilaterale tra i due Stati sulla fiscalità dei frontalieri “che giace nei cassetti e compete ai due Ministeri delle Finanze ma noi possiamo giocare un ruolo di facilitazione”, ha rilevato  il Capo dipartimento  svizzero andando alle questioni migratorie. “La Svizzera, come Paese di area Schengen, deve sostenere la riforma del patto di Dublino perché abbiamo bisogno di regole chiare per evitare che ci siano strade di emigrazione irregolari verso l’Europa: un fenomeno che va combattuto alla radice”, ha aggiunto Cassis evidenziando come dalla Camera Bassa del Parlamento elvetico sia stato dato il via libera a 12 miliardi di franchi svizzeri da concentrare in quattro anni in attività di cooperazione in Africa.

“Coordinamento, sincronia e standard condivisi ci hanno permesso di limitare i disagi durante la pandemia. Tute, mascherine e gel disinfettante sono giunti dalla Svizzera come aiuti all’Italia. Quello svizzero, come turismo, è al quinto posto per pernottamenti annui in Italia ; quindi, con la massima trasparenza su tutti dati epidemiologici, consentiremo agli svizzeri di visitare in piena sicurezza il nostro Paese. La capacità di risposta del nostro sistema sanitario è stato rafforzato con l’introduzione dell’applicazione Immuni operativa dal 15 giugno. Sul trasporto pubblico e sulla mobilità in generale assicureremo garanzie per viaggi sicuri”, ha spiegato Di Maio ricordando che sull’accordo per la fiscalità dei frontalieri tornerà a parlarne con il Ministro dell’Economia Gualtieri. “Verificheremo come Governo la migliore soluzione per salvaguardare gli interessi dei frontalieri e il quadro generale dei rapporti tra due Stati con relazioni economiche e culturali eccellenti”, ha aggiunto il nostro Ministro degli esteri guardando con ottimismo anche all’accordo quadro tra Berna e Bruxelles per rafforzare il legame tra Svizzera e Unione europea.

“Il fatto che questo sia un accordo tra Stati (accordo sui frontalieri, ndr) non significa che non possa riguardare le sensibilità territoriali o regionali – ha aggiunto Cassis – e infatti abbiamo ricevuto diversi feedback dalle zone di confine in preparazione di questo incontro”. “I nostri obiettivi sono salvaguardare gli interessi dei lavoratori frontalieri e il quadro delle relazioni tra Italia e Svizzera: questi due principi – ha precisato Di Maio – saranno alla base del confronto tra noi Ministri degli Esteri ma anche tra Gualtieri e Maurer”, tornando sulla questione della rimozione della chiusura alle frontiere. “E’ una misura che gli Stati prendono quando sanno di aver superato il momento più critico della pandemia e quindi la soglia critica dei contagi. L’Italia è stata la prima ad entrare nel vivo della pandemia ma anche la prima ad uscirne”, ha puntualizzato Di Maio che è stato chiamato a rispondere sulla scelta unilaterale dell’Italia di riaprire il 3 giugno, sollevando questa scelta dei dissapori anche proprio nel territorio ticinese. “Sulla riapertura unilaterale ricordo che la possibilità dei cittadini italiani di accedere ad altri Stati è lasciato alla sovranità altrui, in questo caso quella della Svizzera. Il 3 giugno abbiamo detto ai cittadini dell’area Schengen di poter accedere in Italia perché da noi tutte le regioni avevano superato la soglia critica della pendemia. Non abbiamo criticato le scelte degli altri Stati, considerando di comune accordo il 15 giugno una sorta di D-Day ma senza voler forzare le decisioni di nessuno”, ha sottolineato Di Maio che ha parlato anche di Recovery Fund precisando come non sia tanto importante “quanti soldi arriveranno ma quando arriveranno, perché sarà questo ad aiutare i concittadini”. (Inform)

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