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INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

Incontro Di Maio-Schallenberg: comune visione d’intenti sull’apertura ai Balcani occidentali e sulla questione libica, posizioni diverse sugli aiuti europei post pandemia

FARNESINA

ROMA – Si è svolto nei giorni scorsi alla Farnesina l’incontro, già previsto a marzo ma rinviato per la pandemia, tra il Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, Luigi Di Maio, e il Ministro degli Affari Esteri austriaco,  Alexander Schallenberg. Si è parlato delle relazioni bilaterali tra i due Stati, dei fenomeni migratori e del turismo, infine della questione relativa all’allargamento dell’Ue ai Balcani occidentali e della crisi libica. Di Maio ha ricordato la vicinanza e il supporto all’Italia da parte dell’Austria in questi mesi difficili e lo spirito di collaborazione per i rimpatri dei nostri connazionali ma anche sulle problematiche dei frontalieri. “E’ stata ribadita l’importanza della libertà di circolazione di persone e merci soprattutto al Passo del Brennero che è uno snodo fondamentale per l’Italia”. Il discorso si è poi spostato sulla questione della crisi economica e dei piani europei per farvi fronte. “Si tratta di piani ambiziosi – ha sottolineato Di Maio – che la Commissione europea sta vagliando per rilancio: condividiamo la tenuta del mercato unico e la salvaguardia del lavoro così come il benessere dei nostri cittadini sebbene su alcune questioni abbiamo posizioni divergenti”, ha aggiunto il Ministro riferendosi alle linee di altri Paesi e nello specifico al fatto che per esempio l’Austria preferirebbe la linea dei prestiti, come tra l’altro indirettamente confermato dalle parole dello stesso Schallenberg. “L’Italia sostiene con decisione il pacchetto della Commissione e gli obiettivi condivisi sulla transizione al verde ed il passaggio al digitale. Quando parliamo di Recovery Plan e di Next Generation parliamo del futuro dell’intera Europa e non di un singolo Stato”, ha evidenziato Di Maio andando alla questione dell’attesa riforma del sistema di asilo europeo sul quale è auspicata una nuova proposta basata sul principio di solidarietà e di responsabilità estesa anche a quei Paesi che non sono necessariamente di primo ingresso. “Il problema dell’emigrazione va affrontato in modo organico”, ha ammonito il Ministro. Per quanto riguarda il dossier sui Balcani occidentali, si è convenuto sull’apertura dei negoziati per l’allargamento dell’Ue ad Albania e Macedonia del Nord. Sul fronte libico, Di Maio ha ricordato il proprio messaggio teso alla moderazione rivolto allo stesso Sarraj. “Agiamo all’interno delle linee delle Nazioni Unite e del processo di Berlino. Sono riprese le discussioni sulla missione militare congiunta 5+5. Serve altresì un nuovo rappresentate speciale del segretario Onu: un posto vacante da troppo tempo. L’operazione Irini va implementata anche in funzione del blocco all’ingresso di armi in Libia”, ha sottolineato Di Maio.

Alexander Schallenberg ha espresso le proprie condoglianze agli italiani per la perdita di familiari durante la pandemia. “Sono stato molto colpito dalle normative messe in atto dal Governo italiano per far fronte all’emergenza; sono ottimista sulla possibilità di continuare a smantellare i divieti e le precauzioni che sussistono tuttora nei confronti della Lombardia dove auspico di riuscire rapidamente a togliere l’avviso che sconsiglia di effettuarvi viaggi, non appena i numeri e le nostre istituzioni sanitarie lo consentiranno. Il virus non è scomparso e non possiamo adagiarci sugli allori”, è stato il monito di Schallenberg ricordando come l’Italia sia il secondo partner commerciale austriaco e l’Austria, dal canto suo, sia il quinto investitore in Italia. “Le premesse per continuare a collaborare ci sono – ha aggiunto il Ministro austriaco – e l’Austria è favorevole ad un compromesso sensato sulla questione degli aiuti europei”.  “Non si creino divergenze tra Stati: evitiamo che ogni trattativa sia per forza considerata una crisi perché è del tutto motivato dibattere su queste soluzioni”, ha evidenziato Schallenberg parlando delle polemiche sovranazionali di questi mesi sul Recovery Fund. “Dopo l’emergenza sanitaria, che è stata condivisa, ora va affrontata congiuntamente anche quella economica: tra prestiti e trasferimenti la scelta sia equilibrata ed evitiamo che l’Ue diventi l’unione dei trasferimenti, trovando un giusto compromesso”. Sia sull’apertura ai Balcani occidentali che sulla questione libica, compreso l’embargo delle armi,  il Ministro austriaco ha confermato invece una piena e comune visione d’intenti. Sulla questione migratoria il discorso verrà ripreso dopo la crisi pandemica, come del resto auspicato da Schallenberg. (Inform)

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