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INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

In occasione della Giornata dell’Africa 2026 a Roma l’incontro “Africa, culture in gioco”, Tajani: “Dobbiamo mettere a disposizione dei popoli africani il nostro saper fare”

FARNESINA

(fonte foto Farnesina)

ROMA – In occasione della Giornata dell’Africa 2026, si è tenuto presso l’Istituto Treccani l’evento “Africa, culture in gioco”. La ricorrenza del 25 maggio, che celebra la nascita dell’Organizzazione dell’Unità Africana, è dedicata quest’anno al ruolo dello sport come strumento di dialogo, inclusione, formazione e crescita condivisa tra Italia e continente africano. I rapporti economici tra Italia e Africa sono oggi sempre più solidi e articolati: l’Italia è l’ottavo fornitore del continente africano e il quarto mercato di destinazione delle esportazioni africane.

Nel suo intervento il Presidente dell’Istituto Treccani, Carlo Ossola, ha parlato di sport come di un tema “euforico e liberatorio” sottolineando il rilievo dell’iniziativa soprattutto se declinato alle questioni relative all’Africa, menzionando anche un intellettuale come Pasolini che trattò con lungimiranza anche di questo continente. “La negritudine, dico, che sarà ragione”, scriveva Pasolini nel poema intitolato “La Guinea”. “Si tratta di un continente che sarà la nostra ragione”, ha aggiunto quindi Ossola evidenziando una sorta di destino comune tra le due sponde del Mediterraneo e proseguendo nel solco di quanto declamato da Pasolini. Il Presidente del Comitato Scientifico dell’Istituto per il Dialogo Italia – Africa, Vincenza Lomonaco, ha dal canto suo ricordato come il continente africano si sia imposto negli ultimi anni in maniera importante nella politica estera italiana e come pertanto questa Giornata dell’Africa sia ulteriore conferma dell’impegno del governo. Lomonaco ha poi menzionato il Piano Mattei lanciato nel 2024, che rappresenta una sfida di dialogo. “La sfida è stata quella di individuare un luogo per rendere permanente tale dialogo, basandosi sui pilastri del Piano Mattei: conoscenza, ascolto e collaborazione”, ha spiegato Lomonaco sottolineando come da questa intuizione sia poi nata IDIAF, quale spazio di incontro tra idee per le industrie culturali, il dialogo universitario e quello tra le nuove generazioni italiane e africane. “Puntiamo sulla conoscenza reciproca ma anche sulle diversità che ci arricchiscono reciprocamente. E oggi abbiamo un tema fondamentale come lo sport”, ha aggiunto Lomonaco.  Nel suo intervento il Ministro degli Esteri, Antonio Tajani, ha rilevato come il settore dello sport sia parte del sistema Italia: “lo sport come straordinario ponte culturale tra noi e il nostro dirimpettaio”, ha aggiunto Tajani riferendosi al continente africano e invitando a “guardare all’Africa con lenti africane perché non la si può comprendere guardandola con i nostri occhi”, ha rilevato il Ministro spiegando che proprio questo è stato un errore che in passato ci ha fatto allontanare da questo continente. “Gli africani cercano gli italiani e gli europei come primo interlocutore: a volte sbagliamo a sottovalutare le richieste e l’interesse che ci sono da parte di questo continente così importante e ricco di diversità”, ha proseguito Tajani sottolineando l’importanza della Giornata dell’Africa per trattare di queste tematiche. “L’Africa ha una ricchezza straordinaria che deve sfruttare al meglio per cancellare quei problemi che ancora ci sono: dobbiamo mettere a disposizione dei popoli africani il nostro saper fare”, ha precisato il Ministro invitando a mettere fine ad alcune piaghe quali ad esempio l’alta mortalità infantile. “Non si può accettare che un bambino africano abbia una speranza di vita di uno o due anni”, ha rilanciato Tajani parlando anche della risoluzione della crisi nello Stretto di Hormuz che può aggravare i problemi già esistenti in alcuni Paesi dell’Africa. “Cooperazione allo sviluppo significa investire in accordi vantaggiosi per entrambi”, ha proseguito Tajani segnalando come a volte si parli troppo poco di “guerre dimenticate” quali quella civile in Sudan. Il Ministro ha anche parlato dell’importanza della collaborazione nel campo dell’innovazione e in quello della ricerca universitaria. Tornando allo sport, Tajani ha poi ricordato come l’anno scorso sia stato firmato un primo accordo con l’Università del Foro Italico per consentire a giovani talenti africani di poter studiare in Italia usufruendo di borse di studio e formandosi così come atleti o dirigenti sportivi. Il Ministro ha spiegato che le università possono contribuire a fortificare il legame di fratellanza e paritario tra popoli, menzionando anche il ruolo giocato dall’Università di Perugia che attrae molti stranieri. E’ stata poi la volta del Presidente del CONI, Luciano Buonfiglio, che ha ribadito a sua volta come il CONI sia un partner della Farnesina e del governo per i valori che è in grado di veicolare lo sport nel mondo. “Atlete e atleti trasportano un messaggio”, ha spiegato Buonfiglio sottolineando come un luogo quale il Villaggio Olimpico sia l’esempio dello stare tutti insieme senza nessuna distinzione. “Italia e Africa sono unite da storie: non a caso i Giochi del Mediterraneo sono nati da un accordo tra Italia e Tunisia”, ha ricordato Buonfiglio facendo presente che quest’anno a Taranto saranno ospitati i Giochi del Mediterraneo, con un momento di incontro dedicato proprio ai Paesi africani. Il Decano del Corpo diplomatico africano in Italia, Fessahazion Pietros Menghistu, ha poi spiegato che lo sport non è solo competizione o agonismo ma è molto più di questo: “lo sport avvicina le persone, avvicina le società e le nazioni, promuovendo la convivenza civile e armonica nel mondo”, ha rilevato Menghistu sottolineando che lo sport è a favore della pace universale, un tema che quindi inevitabilmente riguarda anche la diplomazia. (Inform)

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