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INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

In III Commissione il sottosegretario Ricardo Merlo sulla tutela dei dipendenti a contratto presso le rappresentanze italiane in Germania

SENATO DELLA REPUBBLICA

 

Il Sottosegretario agli Esteri risponde ad un’interrogazione di Laura Garavini (Iv, ripartizione Europa)

 

ROMA – Il sottosegretario agli Esteri Ricardo Merlo ha risposto in Commissione Esteri al Senato all’interrogazione di Laura Garavini (Iv, ripartizione Europa) sulla tutela dei dipendenti a contratto presso le rappresentanze italiane in Germania. Garavini segnala infatti come a questi ultimi, se assunti precedentemente all’entrata in vigore del regolamento europeo del 2010,  vengano richiesti i contributi per la sicurezza sociale dalla Germania con notevole aggravio economico e chiede se l’amministrazione abbia considerato come regolare tali rapporti di lavoro, tutelando gli stipendi e risarcendo le eventuali perdite economiche a loro carico.

Merlo nella sua risposta ricorda come il Regolamento Ce 883/2004 sul coordinamento dei sistemi di sicurezza sociale stabilisce che gli impiegati delle rappresentanze diplomatiche italiane negli altri Stati membri dell’Unione europea, nello Spazio Economico Europeo e in Svizzera, attualmente soggetti al regime di sicurezza sociale italiano, dovranno transitare al sistema del Paese in cui lavorano a partire dal 1° maggio 2020, interrompendo quindi l’iscrizione al regime Inps. Secondo tale Regolamento, i dipendenti possono fare espressa opzione per rimanere soggetti al solo sistema italiano, anche oltre il termine del 1° maggio 2020, ma per permettere tale deroga – rileva il Sottosegretario – è necessaria la conclusione di un accordo bilaterale tra l’Italia e il Paese dove prestano servizio, stipula la cui competenza è del Ministero del lavoro.

Al fine di facilitare la conclusione di tali accordi, e, quindi, esonerare i dipendenti a contratto iscritti Inps dall’imperativa applicazione del regime di sicurezza sociale locale, il Ministero degli Affari esteri e della cooperazione internazionale ha avviato, a partire dal 2014, un dialogo con le competenti Autorità degli altri Paesi Ue, dello Spazio Economico Europeo e della Svizzera. Le autorità tedesche – segnala Merlo – hanno sinora dichiarato la volontà di concedere ai contrattisti a legge locale la possibilità di rimanere iscritti all’Inps, oltre il 1° maggio 2020, solo per coloro che andranno in pensione entro il 30 aprile 2025. Per superare questo limite, l’Ambasciata a Berlino ha incontrato, il 17 gennaio scorso, il locale Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali. Il Governo tedesco ha fermamente ribadito la propria posizione – prosegue il Sottosegretario, – confermando la possibilità di deroga solo ai dipendenti il cui pensionamento è previsto entro il 30 aprile 2025, con qualche limitatissima possibilità di ulteriori eccezioni nel caso in cui tale termine venga superato solo di qualche mese.

Per quanto concerne, invece, la diversa posizione degli impiegati con contratto regolato dalla legge italiana, attualmente destinatari di Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro, nel 2015 il Maeci ha inviato uno specifico quesito all’Avvocatura generale dello Stato sulla adattabilità dei loro contratti al sistema locale.

L’Avvocatura – fa sapere Merlo – ha confermato la possibilità per il Ministero di dare vita ad un contratto ibrido, modificando parzialmente il contratto a legge italiana, “…ivi introducendo clausole di sicurezza sociale disciplinate dalla normativa locale, in base a quanto previsto dalla normativa europea di coordinamento dei sistemi di sicurezza sociale…”. I contratti a legge italiana degli impiegati che non dovessero rientrare nella deroga parziale concessa dalle autorità tedesche dovranno, quindi, essere adattati per recepire questa normativa.

L’applicazione del Regolamento UE 883/2004 comporta spese inderogabili e obbligatorie, alle quali il Maeci – assicura Merlo – farà fronte sulla base di quanto previsto dalla legge, attingendo al capitolo per il pagamento degli oneri sociali a carico dell’Amministrazione, a prescindere dalla quantificazione degli importi. In merito, infine, alla tutela degli stipendi dei dipendenti a contratto della rete diplomatica in Germania, assunti prima del 1° maggio 2010, i parametri stabiliti dall’articolo 157 del Decreto del Presidente della Repubblica n. 18 del 1967 consentono eventualmente di rivedere la retribuzione a prescindere dal regime fiscale o previdenziale applicato, nei limiti delle risorse finanziarie previste nella legge di bilancio. (Inform)

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