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INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

In III Commissione il sottosegretario agli Esteri Ricardo Merlo risponde all’interrogazione di Laura Garavini (Iv, ripartizione Europa) sulla situazione della scuola italiana di Asmara in Eritrea

SENATO DELLA REPUBBLICA

 

L’Istituto italiano, attivo dal 1903, ha recentemente  ricevuto la comunicazione di revoca della licenza di operare da parte del governo eritreo

 

ROMA –Il sottosegretario agli Esteri Ricardo Merlo ha risposto in Commissione Esteri al Senato all’interrogazione di Laura Garavini (Iv, ripartizione Europa) sulle difficoltà che attualmente interessano l’Istituto italiano statale omnicomprensivo di Asmara, in Eritrea, attivo dal 1903 ma che ha ricevuto alcuni mesi fa la comunicazione di revoca della licenza di operare da parte del governo eritreo.

Merlo ricorda in premessa come la scuola sia “elemento qualificante dei rapporti italo-eritrei” il cui percorso bilingue e biculturale, per il ciclo primario e secondario, “vede attualmente impegnati oltre 1.200 alunni (di cui circa l’88% eritrei) e circa 120 dipendenti a pieno regime tra personale di ruolo inviato dall’Italia e personale locale a vario titolo contrattato, con rapporti sia a tempo indeterminato che determinato”.

L’attività dell’Istituto risulta in ultimo regolamentata da un Accordo tecnico sullo status delle scuole italiane in Asmara e del loro personale, siglato nel 2012 e tacitamente rinnovato – come da normativa – dal 2017.

“Lo scorso 25 marzo, il direttore dell’Ufficio di Presidenza dello Stato eritreo ha comunicato alla dirigente scolastica della Scuola italiana il recesso dall’accordo tecnico bilaterale e la revoca della licenza ad operare – segnala Merlo, spiegando come il “motivo addotto sia l’asserita chiusura della scuola da parte italiana”. “In realtà, nei giorni precedenti, di fronte all’emergenza Covid, alle ordinanze locali contro gli assembramenti, e al fatto che diversi docenti si trovavano temporaneamente fuori dal Paese o erano stati posti in quarantena dalle autorità eritree, l’Ambasciatore italiano ad Asmara aveva semplicemente disposto l’interruzione delle attività in presenza, con prosecuzione della didattica con altri mezzi – spiega Merlo, segnalando anche che del provvedimento era stato informato il Ministro degli Esteri eritreo, Osman Saleh, che aveva espresso in quell’occasione “parole di comprensione e solidarietà per la drammatica situazione italiana”. “Le stesse scuole eritree – aggiunge il Sottosegretario – avrebbero sospeso le attività pochi giorni dopo”.

“Anche sul piano formale, la lettera dell’Ufficio di Presidenza dello Stato eritreo contravviene palesemente a quanto previsto dall’Accordo Tecnico intergovernativo del 2012. In base all’Accordo, infatti – spiega Merlo, – ogni eventuale divergenza deve essere risolta attraverso canali diplomatici e, in ogni caso, occorre garantire congrui periodi di preavviso e di salvaguardia dell’anno scolastico in corso”. Il Sottosegretario segnala che nei diversi incontri e contatti con il Ministro degli Esteri eritreo non sono emersi “segnali dirimenti né aperture o chiarimenti da parte delle autorità locali”, mentre solo dopo la lettera inviata dal vice ministro Marina Sereni in cui veniva richiesto sulla questione un chiarimento urgente e ribadita la necessità di proseguire le attività delle scuola, – cui è seguito, il 26 giugno, un suo colloquio con l’Ambasciatore eritreo a Roma, – sia stata rivista da parte eritrea la decisione di impedire ai propri cittadini di sostenere l’esame di Stato, per cui è stato possibile organizzare per loro una sessione suppletiva, conclusasi il 9 luglio.

Da parte di Sereni – segnala Merlo – sono stati espressi la sorpresa e il rammarico del Governo italiano per l’inattesa revoca della licenza alla scuola ed è stata ribadita allo stesso tempo la volontà di affrontare eventuali future problematiche in modo costruttivo e consono ai rapporti bilaterali tra i due Paesi, nella cornice, eventualmente anche rinnovata, dell’Accordo del 2012. “Un ulteriore passo è stato svolto il primo luglio dal Rappresentante Permanente d’Italia alle Nazioni Unite a Ginevra presso il suo omologo eritreo, in occasione della discussione del rapporto sull’Eritrea da parte del Consiglio Diritti Umani – prosegue il Sottosegretario, che rileva però come” il futuro rimane molto incerto e non si possono escludere ulteriori azioni unilaterali da parte eritrea”. “Come spiegato alla parte eritrea, l’incertezza non potrà protrarsi oltre una certa data, considerati i numerosi adempimenti richiesti, sia, come auspicato, per garantire l’inizio del prossimo anno scolastico, sia, nell’ipotesi più sfavorevole, per organizzare la chiusura temporanea o definitiva della scuola. Il processo è in pieno svolgimento e l’esito si conoscerà nei prossimi giorni – conclude Merlo, che informa anche di una lettera del presidente del Consiglio Giuseppe Conte al presidente dell’Eritrea Isaias Afewerki in cui egli esprime preoccupazione circa la situazione della scuola e sottolinea l’aspettativa italiana di un approccio costruttivo da parte eritrea. Sono inoltre in programmazione colloqui fra il ministro degli Esteri, Luigi Di Maio e i vertici eritrei. “Il Governo ha intrapreso un’azione a vari livelli – conclude Merlo – per giungere al più presto a un chiarimento, con l’obiettivo di assicurare la continuità della scuola italiana ad Asmara e tutelarne gli studenti, i docenti e il personale dipendente”. In sede di replica Garavini si dichiara soddisfatta della risposta ed esprime apprezzamento per gli sforzi sin qui compiuti per evitare “la cessazione dell’attività di una delle più grandi scuole italiane nel mondo, che  ha rappresentato, tra l’altro, un cardine nei rapporti di cooperazione tra Italia ed Eritrea”. L’auspicio è di proseguire in questo impegno per scongiurare “un esito deleterio per entrambi le parti”. (Inform)

 

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