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INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

In III Commissione il sottosegretario agli Esteri Ricardo Merlo risponde all’interrogazione del deputato Billi (Lega, ripartizione Europa) sulla riapertura del Consolato italiano a Manchester

CAMERA DEI DEPUTATI

 

Fra i firmatari anche Luis Roberto di San Martino Lorenzato di Ivrea (Lega – ripartizione America meridionale). Merlo conferma la riapertura, ma dopo lo svolgimento del referendum costituzionale di settembre

 

ROMA – Il sottosegretario agli Esteri Ricardo Merlo ha risposto in Commissione Esteri alla Camera dei deputati all’interrogazione presentata, tra gli altri, dai deputati leghisti eletti nella circoscrizione Estero Simone Billi (ripartizione Europa) – primo firmatario – e da Luis Roberto di San Martino Lorenzato di Ivrea (ripartizione America meridionale) sulla riapertura dell’ufficio consolare a Manchester, richiesta “per venire incontro alle esigenze della comunità italiana locale e alleggerire il lavoro del consolato generale di Londra”. Nell’interrogazione si ricorda che la chiusura del consolato italiano in loco risale al 2014, e fu disposta in seguito agli interventi di spending review che avevano coinvolto anche il Ministero degli Affari esteri. Parallelamente in questi anni è cresciuta la collettività italiana nel Regno Unito, che necessita di assistenza anche per le incertezze legate alla Brexit.

Merlo ha ribadito come la Farnesina ha adottato “una serie di misure straordinarie per rafforzare gli Uffici consolari, di carriera e onorari, già operativi nel Regno Unito”, “a seguito della decisione britannica di recedere dall’Unione europea e della conseguente necessità di far fronte all’aumento della domanda di servizi consolari da parte dei nostri connazionali residenti in loco”.

“Inoltre, grazie alle risorse aggiuntive garantite, tra l’altro, dal cosiddetto ‘Decreto Brexit’, la Farnesina ha avviato e sta ora finalizzando le procedure per la riapertura del Consolato a Manchester – ha aggiunto il Sottosegretario, richiamando la pubblicazione avvenuta nei giorni scorsi sulla Gazzetta Ufficiale del relativo decreto, per cui si prevede che il Consolato “possa presto fornire servizi al pubblico, nonostante il rallentamento che hanno subìto, nei mesi scorsi, gli adempimenti amministrativi e tecnici necessari alla sua operatività, a causa della situazione legata all’emergenza sanitaria”.

“Dal punto di vista del personale, è stato individuato il titolare della sede, il segretario di Legazione Matteo Corradini, attualmente in servizio a Pristina. È stato possibile assegnare un’unità di personale a Manchester (sui 4 posti messi in pubblicità) e un’ulteriore unità di ruolo è stata individuata e potrebbe essere assegnata a breve. Per quanto riguarda il personale locale a contratto, è prevista la possibilità di assumere fino ad un massimo di 10 unità, inizialmente a tempo determinato – rileva il Sottosegretario, sottolineando poi come sia “in fase di definizione la scelta dell’immobile da prendere in locazione e nel quale insediare l’Ufficio”.

“La data effettiva della piena operatività dell’Ufficio dipenderà da una serie di fattori, tra cui vi è anche il trasferimento dei dati dell’anagrafe consolare dei residenti nella circoscrizione di competenza del nuovo Consolato, che sarà possibile solo dopo lo svolgimento del referendum costituzionale indetto per settembre.

Si tratta di una questione che seguo da vicino con particolare attenzione – assicura Merlo, ricordando di aver incontrato lo scorso febbraio a Manchester, insieme al direttore generale per gli Italiani all’estero del Maeci Luigi Maria Vignali, la collettività italiana e le autorità locali, che “hanno confermato l’unanime soddisfazione per la prossima riapertura del Consolato”. Al Vice Sindaco della città, Robert Leese, Merlo ha anche rimarcato l’importanza della prossima apertura “anche ai fini della promozione degli scambi commerciali, economici e culturali”.

Il Sottosegretario conferma dunque “l’impegno del Governo per la prossima apertura del Consolato di Manchester”, operazione che “consentirà di migliorare l’offerta di servizi consolari, mitigando al contempo il carico di lavoro del Consolato generale di Londra, il più grande di tutta la rete diplomatico-consolare, con quasi 400 mila connazionali iscritti”.

In sede di replica Billi si dichiara insoddisfatto della risposta, in particolare perché nonostante le risorse stanziate allo scopo con il “decreto Brexit” – pubblicato in Gazzetta Ufficiale nel maggio del 2019, – il consolato non è stato ancora riaperto. Egli ricorda come “attualmente, nel Regno Unito risiedono circa 700 mila connazionali, di cui la metà iscritti all’Anagrafe italiana residenti all’estero (Aire)” e come il loro  numero sia “aumentato esponenzialmente negli ultimi mesi, nonostante le difficoltà connesse alla Brexit ed alla pandemia da Covid-19”. “La Lega – conclude Billi – continuerà a vigilare e a sollecitare la rapida riapertura del Consolato, indispensabile per soddisfare le esigenze dei numerosissimi connazionali, già duramente segnati dalla vicenda del recesso del Regno Unito dall’UE e dalle conseguenze dell’epidemia da coronavirus”. (Inform)

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