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In  III Commissione il Vice Ministro degli Esteri Marina Sereni sul riadeguamento salariale degli impiegati a contratto del Maeci

CAMERA DEI DEPUTATI

 

La risposta all’interrogazione di Fucsia FitzGerald Nissoli (Fi, ripartizione America settentrionale e centrale) che ribadisce la necessità di intervenire per valorizzare con azioni concrete il personale a contratto, “spina dorsale della rete diplomatico-consolare”

 

ROMA – Il Vice Ministro degli Esteri Marina Sereni ha risposto in Commissione Esteri della Camera dei deputati all’interrogazione di Fucsia FitzGerald Nissoli (Fi, ripartizione America settentrionale e centrale) sul riadeguamento salariale degli impiegati a contratto del Maeci.

Nissoli chiedeva iniziative per provvedere a tale riadeguamento, segnalando l’esiguità del fondo destinato allo scopo, risorse che lei stessa aveva cercato aumentare nell’ambito dell’esame del decreto Milleproroghe 2021 attraverso un emendamento che non era stato approvato. Segnalava inoltre la necessità di correttivi per far fronte all’applicazione del regolamento CE n.883/2004, rilevando come quest’ultimo abbia determinato “perdite nette di capacità di acquisto dei lavoratori”, che hanno dovuto affrontare quest’anno anche le difficoltà legate alla pandemia.

Il viceministro Sereni ha ricordato che l’adeguamento retributivo del personale a contratto è collegato al rispetto dei parametri di riferimento contenuti nell’articolo 157 del decreto del Presidente della Repubblica n. 18 del 1967. “Tale dispositivo – sottolinea Sereni – rappresenta l’unico strumento di cui l’Amministrazione possa avvalersi per adeguare le retribuzioni del personale a contratto tenendo conto delle condizioni del mercato del lavoro locale, del costo della vita e delle retribuzioni corrisposte nella stessa sede da rappresentanze diplomatiche, uffici consolari, istituzioni culturali di altri Paesi, in primo luogo di quelli dell’Unione Europea”.

Per quanto riguarda invece gli effetti dell’applicazione del regolamento n. 883/2004, “l’Amministrazione ha già disposto nel 2020 adeguamenti retributivi a favore di tutti i dipendenti in servizio nei Paesi Bassi e in Danimarca, ricorrendo alle risorse aggiuntive già stanziate dal decreto-legge n. 162 – Milleproroghe 2020”. “Per i restanti 19 dipendenti in servizio in Belgio, ove i dati che verranno raccolti rispettassero i parametri di legge, l’Amministrazione potrà disporre un adeguamento retributivo avvalendosi delle risorse già stanziate per il 2021 dallo stesso decreto-legge – rileva il Sottosegretario.

Sereni ribadisce inoltre, “a conferma della costante attenzione riservata alla categoria di personale a contratto”, che “negli ultimi anni la Farnesina non solo ha pienamente impiegato le risorse aggiuntive richiamate dall’interrogante, ma si è anche adoperata per individuare risparmi sui relativi capitoli di bilancio”. “In tal modo – aggiunge – è stato possibile disporre di consistenti interventi di revisione delle retribuzioni del personale a contratto in servizio su tutta la rete estera, raggiungendo livelli retributivi in linea con i parametri dell’articolo 157, tra cui rientra anche la garanzia di assumere e soprattutto continuare a impiegare personale qualificato ed affidabile”.

“Ulteriori revisioni stipendiali – conclude Sereni – potranno essere prese in considerazione facendo ricorso non solo alle risorse aggiuntive già stanziate per il 2021, ma anche a nuovi risparmi finanziari al cui conseguimento l’azione dell’Amministrazione si impegna costantemente”.

In sede di replica Nissoli, pur dichiarandosi soddisfatta della risposta, precisa che non intende mettere in discussione la volontà del Maeci di valorizzare gli impiegati a contratto, ma richiamare il fatto che tale volontà ad oggi “non si palesa in azioni concrete”. “Questi lavoratori costituiscono la spina dorsale della rete diplomatico-consolare, sopperiscono alle istanze di connazionali, interloquiscono con le aziende e offrono un appoggio a chi cerca l’Italia oltreconfine – ricorda Nissoli, ribadendo il loro prezioso contributo all’erogazione dei servizi in questo tempo di pandemia. La deputata ribadisce quindi la richiesta di un incremento del fondo per l’adeguamento salariale e sollecita la conclusione al Senato dell’iter di riforma della disciplina relativa a tale categoria di lavoratori. (Inform)

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