ITALIANI ALL’ESTERO
Le interrogazioni sono state poste dei senatori del Pd Alessandro Alfieri e Francesco Giacobbe (ripartizione Africa, Asia, Oceania e Antartide), e dalla deputata di Forza Italia Fucsia Nissoli (America Settentrionale e Centrale)
ROMA – Il senatore del Pd eletto nella ripartizione Africa, Asia, Oceania e Antartide Francesco Giacobbe ha presentato in Commissione Esteri, insieme ad Alessandro Alfieri e Luigi Zanda, un’interrogazione al ministro degli Esteri, Luigi Di Maio sugli stanziamenti previsti dal decreto Cura Italia per le misure di tutela e assistenza rivolte ai connazionali all’estero.
La richiesta, che sarà discussa in Commissione il prossimo 20 maggio, riguarda in particolare i criteri che si intendono seguire per la distribuzione territoriale dei fondi aggiuntivi previsti nel decreto e quelli indicati ai terminali diplomatici e consolari circa la concreta utilizzazione di tali risorse; nonché una possibile ulteriore integrazione delle risorse.
In premessa si ricorda che l’articolo 72 – commi 4-bis, 4-ter e 4-quater – del decreto Cura Italia ha disposto lo stanziamento di 1 milione di euro per l’anno 2020 per le misure a tutela degli interessi italiani e della sicurezza dei cittadini all’estero in condizioni di emergenza e di 4 milioni per l’anno 2020 ad integrazione delle misure di assistenza ai cittadini all’estero in condizioni di indigenza o di necessità e l’autorizzazione fino al 31 luglio 2020 dell’erogazione dei sussidi, nei limiti dell’importo complessivo di spesa, senza prevedere alcuna restituzione anche per i cittadini non residenti nella circoscrizione consolare. Una disposizione – si rileva – di evidente natura emergenziale, in relazione alle conseguenze determinate dall’espansione della pandemia da Covid-19 a diverse realtà nelle quali è più elevata la presenza di connazionali che per molteplici fattori si possano trovare in condizioni di imprevedibile ed estrema necessità.
“La limitazione temporale della possibilità di spesa al 31 luglio 2020 aggiunge al carattere della necessità quello dell’urgenza, a garanzia non solo della corrispondenza a situazioni determinate dall’emergenza sociale dovuta alla pandemia, ma anche della possibilità di concreta utilizzazione dei fondi aggiuntivi stanziati a tale scopo – prosegue l’interrogazione, che ricorda come “la diffusione globale della pandemia e il suo manifestarsi nelle forme più acute sta determinando esigenze di intervento e sostegno di cittadini italiani distribuite in aree molto più vaste rispetto a quelle nelle quali si è concentrato nel passato il soccorso assistenziale erogato in forma diretta e indiretta, vale a dire tramite associazioni di volontariato”.
Oltre ai criteri per la distribuzione territoriale dei fondi aggiuntivi e per la loro concreta utilizzazione, l’interrogazione chiede dunque di sapere se, a seguito di una prima rilevazione di esigenze, il Ministro “ritenga l’ammontare dei fondi aggiuntivi adeguato a corrispondere alle situazioni di più evidente necessità o se invece non ritenga opportuno procedere con un’ulteriore integrazione delle somme nei primi provvedimenti utili”. Un’analoga interrogazione è stata presentata alla Camera dei deputati da alcuni deputati del Pd tra cui Angela Schirò (ripartizione Europa) e Francesca La Marca (ripartizione America settentrionale e centrale). Anche la deputata di Forza Italia Fucsia Nissoli, eletta nella ripartizione America Settentrionale e Centrale, ha presentato interrogazione su questa tematica il 30 aprile scorso. Nell’interrogazione che viene discussa domani 19 giugno in Commissione Esteri, si chiede quali uffici siano preposti per la presentazione delle relative domande, quali criteri saranno adottati ai fini del concreto aiuto, tenendo conto dei limiti di spesa dell’importo complessivo predetto e della vasta platea dei potenziali beneficiari. Si sottolinea inoltre la necessità di definire e circoscrivere la qualificazione di “indigenza” e si chiede quali criteri saranno adottati per la ripartizione delle dotazioni relativamente alle diverse circoscrizioni estere; qual è l’entità dei singoli sussidi e se siano previsti eventuali criteri di priorità per l’accoglimento delle relative domande. Si evidenzia infine la necessità di prorogare la data del 31 luglio 2020 per l’autorizzazione delle domande, scadenza oltremodo ravvicinata per poter adeguatamente informare e dar modo ai cittadini all’estero bisognosi di aiuto di effettuare le domande. (Inform)