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In Commissione Esteri l’interrogazione di Manlio di Stefano (M5S) sull’adeguamento delle retribuzioni del personale a contratto del Maeci in alcune sedi estere

CAMERA DEI DEPUTATI

La risposta del sottosegretario agli Esteri, Bendetto Della Vedova: “Retribuzioni parametrate ai locali livelli stipendiali medi, sia del mercato del lavoro che delle sedi diplomatiche dei Paesi partner”

 

ROMA – Il sottosegretario agli Esteri, Benedetto Della Vedova ha risposto in Commissione Esteri della Camera dei deputati ad un’interrogazione presentata da alcuni esponenti del Movimento 5 Stelle e a prima firma di Manlio Di Stefano riguardante l’adeguamento delle retribuzioni del personale a contratto del Maeci in alcune sedi estere.

La richiesta verte in particolare sulle disparità retributive del personale a contratto assunto nelle sedi di Paesi come Canada, Svizzera, Australia, Argentina, più alto – si rileva nell’interrogazione – rispetto “ai trattamenti economici percepiti dai dipendenti pubblici dei Paesi nei quali prestano servizio, ma anche ai compensi previsti per il personale, con analoghe qualifiche, assunto alle dipendenze di altri Stati partnereuropei”. Al Maeci si domanda dunque se non si ritenga opportuno un riallineamento di tali compensi.

Della Vedova ha in premessa richiamato come le retribuzioni del personale a contratto del Maeci siano stabilite sulla base di “precisi parametri individuati dall’articolo 157 del decreto del Presidente della Repubblica 18/67, ovvero il costo della vita, l’andamento del locale mercato del lavoro e, principalmente, le retribuzioni corrisposte nella stessa sede dalle rappresentanze diplomatiche-consolari degli altri Paesi” e come esse, richiamando la normativa, debbano essere adeguate a “garantire l’assunzione degli elementi più qualificati”. Le retribuzioni, dunque, sono “suscettibili di revisione esclusivamente in caso di variazioni degli stessi parametri – precisa il sottosegretario, rilevando come non sia previsto dalla norma “un ancoraggio degli stipendi all’inflazione” – così come suggerito nell’interrogazione – “né una progressione economica automatica” degli stessi. Allo stesso modo si ricorda come “l’avanzamento di carriera è possibile solo attraverso la partecipazione a procedure di selezione per posizioni di livello, professionale e retributivo, superiore”.

In relazione al trattamento retributivo dei dipendenti a contratto assunti presso le sedi degli Stati Uniti, oggetto di un’interrogazione presentata dal M5S nel giugno 2016 e in cui si evidenziavano criticità relative all’aggiornamento, Della Vedova ribadisce come la Farnesina abbia accordato “in pieno rispetto delle previsioni normative, un aumento retributivo del 5% con decorrenza 1o aprile 2016 a tutti i dipendenti in servizio negli Stati Uniti con contratto a legge locale e a legge italiana assunti dopo il 1997”, portandole a livello lordo mensile di “5.834 euro per gli impiegati di concetto, 5.277 euro per gli impiegati esecutivi, 4.321 euro per gli impiegati ausiliari”. “Tali livelli, individuati sulla base di un’approfondita analisi svolta dall’Ambasciata d’Italia a Washington – segnala il sottosegretario, – sono in linea con le retribuzioni medie garantite ai dipendenti con pari mansioni dalle rappresentanze diplomatiche di altri Paesi Ue, dalle organizzazioni internazionali e dal mercato del lavoro locale negli Usa”. “Il termine di riferimento – aggiunge – è necessariamente costituito dalle retribuzioni medie corrisposte, e non dai salari di ingresso, in modo da tenere conto delle progressioni economiche e di altri eventuali benefici accessori, accordati dagli altri datori di lavoro e non previsti nel nostro ordinamento”. “Quanto alle retribuzioni in vigore presso le sedi citate nell’interrogazione (Canada, Svizzera, Australia, Argentina), esse sono determinate sulla base dei medesimi criteri e sono pertanto parametrate ai locali livelli stipendiali medi, sia del mercato del lavoro che delle sedi diplomatiche dei Paesi partner – conclude Della Vedova.

In sede di replica, Maria Elena Spadoni, cofirmataria dell’interrogazione, si dichiara del tutto insoddisfatta della risposta del sottosegretario. (Inform)

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