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In Commissione Esteri l’esame del provvedimento di ratifica dell’Accordo quadro globale di partenariato e cooperazione tra l’Unione europea e il Vietnam

CAMERA DEI DEPUTATI

Ad illustrarne il contenuto il relatore Marco Fedi (Pd, ripartizione Africa, Asia, Oceania e Antartide)

 

ROMA – Avviato alla Commissione Affari Esteri della Camera dei Deputati l’esame del provvedimento di ratifica ed esecuzione dell’Accordo quadro globale di partenariato e cooperazione tra l’Unione europea e il Vietnam, fatto a Bruxelles il 27 giugno 2012.

Ad illustrare l’Accordo, già approvato dal Senato, il relatore Marco Fedi (Pd, ripartizione Africa, Asia, Oceania e Antartide) che rileva come esso sia finalizzato all’instaurazione di “una partnership strategica” tra i contraenti, sia destinato ad integrare il quadro giuridico di riferimento della cooperazione bilaterale, già disciplinata da precedenti accordi stipulati tra le due aree, ma preveda anche “una parte politica comprensiva di impegni vincolanti in materia di tutela dei diritti umani” , trattativa – ricorda Fedi – che ne ha rallentato significativamente i tempi di chiusura.

L’Accordo si compone di 65 articoli organizzati in otto Titoli. Il titolo I – evidenzia il relatore – enumera una serie di valori fondamentali che le Parti riconoscono e si impegnano a rispettare, tra i quali la salvaguardia dei diritti umani fondamentali e gli obiettivi internazionali di sviluppo, nonché i valori sanciti nella Carta delle Nazioni Unite e nella Dichiarazione di Parigi del 2005 sull’efficacia degli aiuti allo sviluppo. Il titolo II pone al centro la cooperazione allo sviluppo, mirata all’eliminazione della povertà e alla crescita economica sostenibile, nel rispetto dell’ambiente e in previsione delle conseguenze dei cambiamenti climatici. La cooperazione allo sviluppo è mirata inoltre – ricorda Fedi – all’integrazione del Vietnam nell’economia mondiale, compatibilmente con i programmi di sviluppo socioeconomico di quel Paese.

Il titolo III è dedicato alle questioni della pace e della sicurezza. In merito il relatore segnala in particolare l’articolo 8, che impegna le Parti a cooperare nella lotta alla proliferazione delle armi di distruzione di massa, mentre con l’articolo 9 le Parti si impegnano a contrastare i traffici di armi leggere. L’articolo 10 dispone in materia di cooperazione nella lotta al terrorismo, da svolgere conformemente alle convenzioni internazionali applicabili, compresi gli strumenti sui diritti umani e il diritto umanitario internazionale: la norma – sottolinea Fedi – richiama esplicitamente la strategia globale contro il terrorismo contenuta nella risoluzione 60/288 dell’Assemblea generale ONU e la dichiarazione comune UE-ASEAN sulla cooperazione per la lotta al terrorismo del 28 gennaio 2003.

Il titolo IV riguarda la cooperazione in materia di commercio e investimenti, tema in merito al quale si rileva come le Parti s’impegnino a informarsi vicendevolmente sull’evoluzione delle politiche collegate al commercio, e che verrà ulteriormente disciplinata dall’Accordo di libero scambio UE-Vietnam in corso di negoziazione. Rilevato inoltre l’interesse del comma 2 dell’articolo 20, nel quale si conviene di intensificare la cooperazione con particolare attenzione alla tutela e alla registrazione delle indicazioni geografiche dell’altra Parte contraente nei rispettivi territori. Il titolo V concerne invece i diversi profili della cooperazione giudiziaria, a partire dalla lotta alla criminalità organizzata, anche di carattere finanziario, e alla corruzione, nella quale si darà luogo all’applicazione dei pertinenti strumenti delle Nazioni Unite, mentre il titolo VI riguarda i numerosi settori di mutuo interesse nei quali s’intende intensificare il dialogo e la cooperazione, quali la giustizia, lo sviluppo sostenibile, la lotta al crimine organizzato, la salute, l’istruzione e la cultura.

In merito al titolo VII, Fedi osserva come esso delinei il quadro istituzionale, ai sensi del quale le parti convengono di istituire un Comitato misto composto da rappresentanti al livello più alto possibile che avrà il compito di garantire la corretta attuazione dell’Accordo, di definirne le priorità d’azione da perseguire, di risolvere le eventuali controversie connesse all’applicazione o all’interpretazione dello stesso. Il titolo VIII reca le disposizioni finali.

Auspicando una rapida conclusione dell’inter parlamentare di ratifica, il relatore ricorda come il Vietnam sia uno dei Paesi dell’area asiatica che ha compiuto molti passi avanti nel riconoscimento dei diritti umani e con il quale il nostro Paese vanta una consolidata tradizione di relazioni e di contatti risalente al 1973, rinnovata dalle missioni del premier Matteo Renzi e del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, considerazioni che vengono condivise dal sottosegretario agli Esteri Benedetto Della Vedova.

Esprime perplessità sull’Accordo Emanuele Scagliusi (M5S), in particolare perché ritiene deriverebbero da esso conseguenze dannose per l’economia europea, con la concorrenza di prodotti low cost, e anche per quella locale. Preoccupazioni vengono espresse inoltre per le condizioni di lavoro e del rispetto dei diritti umani garantiti dalla Parte contraente, Paese in cui vige la pena di morte – ricorda l’esponente del Movimento, segnalando come tali motivi abbiano determinato in Senato il voto contrario del suo gruppo parlamentare a tale provvedimento.

Per Vincenzo Amendola (Pd), invece, l’Accordo rappresenta “un investimento molto rilevante non solo in termini di interscambio commerciale, ma anche per i rapporti politici” e ritiene che “la relazione UE-Vietnam debba essere sostenuta e consolidata, nel quadro dello sviluppo di politiche di partenariato in un’area geopolitica estremamente importante”, ragioni per cui annuncia il voto favorevole del Pd al provvedimento in esame.

L’astensione di Sinistra Italiana-Sel viene motivata da Erasmo Palazzotto, che riconosce da un lato aspetti di “positiva evoluzione dei rapporti tra il nostro Paese ed il Vietnam” presenti nel provvedimento, ma segnala il pericolo che i trattati di liberalizzazione dei mercati attualmente in fase di definizione tra Ue e altre aree geografiche possano contenere “norme che rischiano di compromettere seriamente i diritti umani e civili soprattutto sia nei Paesi con cui i trattati vengono stipulati sia nella stessa Unione europea”. Non essendoci altri interventi in merito, l’esame viene rinviato ad altra seduta. (Inform)

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