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INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

In Commissione Esteri l’avvio dell’esame delle proposte di legge per l’istituzione di una Commissione parlamentare per le questioni degli italiani all’estero

CAMERA DEI DEPUTATI

 

I provvedimenti sono stati presentati da Elisa Siragusa (M5S, eletta nella ripartizione Europa); Fausto Longo (Misto, ripartizione America meridionale); Nicola Carè (Iv, ripartizione Africa, Asia, Oceania e Antartide) e altri; Fucsia Fitzgerald Nissoli (Fi, ripartizione America settentrionale e centrale) e altri; Massimo Ungaro (Iv, ripartizione Europa); Angela Schirò (Pd, ripartizione Europa) e altri. Stabilita la nomina di un Comitato ristretto per la predisposizione di un testo unificato

 

ROMA – La Commissione Esteri della Camera dei deputati ha avviato l’esame di alcune proposte di legge finalizzate all’istituzione di una Commissione parlamentare per le questioni degli italiani all’estero. Si tratta dei provvedimenti presentati da: Elisa Siragusa (M5S, eletta nella ripartizione Europa); Fausto Longo (Misto, ripartizione America meridionale); Nicola Carè (Iv, ripartizione Africa, Asia, Oceania e Antartide) e altri; Fucsia Fitzgerald Nissoli (Fi, ripartizione America settentrionale e centrale) e altri; Massimo Ungaro (Iv, ripartizione Europa); e Angela Schirò (Pd, ripartizione Europa) e altri.

Ad illustrare le proposte la relatrice Simona Suriano (M5S), che in premessa esprime solidarietà a quanti tra gli eletti all’estero non possono prendere parte alla seduta a causa delle limitazioni legate all’emergenza coronavirus e ricorda i dati sull’emigrazione italiana all’estero forniti dalla Fondazione Migrantes per il 2019: tra i 5,3 e i 6 milioni sono gli iscritti all’Anagrafe degli italiani residenti all’estero (Aire) e quindi “pari alla seconda regione d’Italia per numero di italiani, dopo la Lombardia e prima del Lazio”, cui si aggiungono i temporaneamente all’estero e i circa 60 milioni di oriundi italiani, “un unicum nel panorama mondiale ed una straordinaria leva di proiezione e internazionalizzazione del sistema Paese di cui l’Italia dispone e che in questa fase va valorizzata a pieno – rileva. Ricorda poi i tre livelli di rappresentanza degli italiani all’estero: i Comites, il Consiglio generale degli italiani all’estero (Cgie) e i parlamentari eletti all’estero grazie alla specifica legge approvata nel 2001 – 12 deputati e 6 senatori. Le materie che li riguardano sono oggetto dell’attenzione delle Commissioni Esteri di Camera e Senato e, in più, al Senato – ricorda la relatrice – nella passata legislatura era stato istituito un Comitato per le questioni degli italiani all’estero, mentre è “prassi consolidata” che alla Camera venga istituito all’avvio di ogni legislatura “un comitato permanente ad hoc nell’ambito della III Commissione”. Per Suriano, tuttavia, “considerata la complessità di un quadro geopolitico internazionale di tipo multipolare, che impegna le Commissioni Affari esteri su più fronti, e la crescita di ruolo della comunità di connazionali all’estero, appare ragionevole avviare una riflessione su una risistemazione dell’architettura parlamentare, che provveda a centralizzare in una Commissione bicamerale il confronto politico e il ruolo di stimolo sui temi di interesse degli italiani all’estero”. “Dalla prospettiva delle Commissioni permanenti competenti l’istituzione di una Commissione bicamerale – prosegue Suriano – potrebbe portare ad un vantaggioso snellimento del’agenda di attività di tipo istruttorio-conoscitivo sui temi dell’italianità nel mondo, senza penalizzazioni di sorta sul terreno della piena ed esclusiva titolarità nel procedimento legislativo ordinario”. Inoltre, “dal punto di vista dei parlamentari eletti all’estero la Commissione bicamerale offrirebbe lo spazio naturale per il confronto tra le forze politiche e per una doverosa sensibilizzazione dell’opinione pubblica italiana sui temi inerenti agli italiani nel mondo”, e “maggiori vantaggi deriverebbero ai nostri connazionali all’’estero i quali – sottolinea la relatrice, – considerati anche i consistenti numeri citati, troverebbero nella Commissione uno spazio di rappresentanza ideale, capace di dialogare con gli organi di rappresentanza presenti a livello locale, con le regioni e con tutti i numerosi interlocutori coinvolti, nell’interesse di una considerazione sistemica di tutti i temi connessi all’italianità nel mondo”.

Suriano passa poi ad illustrare per sommi capi le proposte di legge soprarichiamate, segnalando come esse presentino “molte analogie ma anche significative differenziazioni” e “ricalcano provvedimenti già presentati in precedenti legislature”.

Nella proposta di legge a prima firma Siragusa, la Commissione avrebbe “compiti di promozione delle politiche di sostegno agli italiani all’estero, nonché di indirizzo e di controllo sull’attuazione di tali politiche, compiti di studio, approfondimento, indirizzo ed iniziativa anche attraverso incontri con le comunità degli italiani all’estero, il Governo, le regioni e le altre amministrazioni pubbliche”. “Le modalità di designazione dei suoi trenta componenti, quindici deputati e quindici senatori, contemplerebbero da parte dei gruppi il rispetto del criterio prioritario per i parlamentari eletti all’estero – aggiunge la relatrice, che sottolinea, sul piano delle funzioni, il ruolo di “dialogo con il Governo, di segnalazione di possibili iniziative normative e di ascolto delle istanze delle comunità degli italiani all’estero” e, per quello dei compiti, l’esame delle materie attinenti alla situazione degli italiani residenti all’estero, di quelli rimpatriati e di coloro che intendano trasferirsi all’estero; la formulazione di indirizzi al Governo in merito agli interventi di ordine economico e sociale da adottare, ma anche per la promozione e diffusione della lingua e della cultura italiane all’estero, anche attraverso il potenziamento delle scuole italiane e degli istituti italiani di cultura; l’elaborazione di criteri per promuovere il coordinamento delle iniziative delle regioni; la valorizzazione del nesso virtuoso tra le comunità italiane all’estero e il sostegno all’internazionalizzazione delle imprese italiane.

La “Commissione di indirizzo e controllo sull’emigrazione italiana nel mondo” proposta da Longo, insieme alla “Commissione sull’emigrazione e sulla mobilità degli italiani nel mondo” del testo a prima firma Carè, e la “Commissione parlamentare sull’emigrazione e sulla mobilità degli italiani nel mondo” proposta da Ungaro, avrebbero anche “compiti di ricognizione e di proposta nelle materie attinenti ai fenomeni di mobilità degli emigranti italiani in ambito nazionale e internazionale, con particolare riferimento ai giovani diplomati e laureati che lasciano il territorio nazionale per ragioni di lavoro, di studio e di ricerca”, facendo emergere “un’attenzione specifica all’integrazione dei connazionali nei luoghi di insediamento, alla prevenzione di fenomeni di emarginazione e discriminazione anche rispetto al godimento di diritti fondamentali, nonché al monitoraggio dei nuovi fenomeni di mobilità e di espatrio che affliggono in particolare il Mezzogiorno”. Inoltre queste tre proposte “appaiono animate – rileva la relatrice – dallo specifico intento di: fare rete con tutti gli italiani, circa un milione, che negli ultimi vent’anni hanno lasciato l’Italia in processi di mobilità sempre più dettati da necessità di tipo occupazionale; di considerare i processi di integrazione a livello locale, il perfezionamento degli strumenti partecipativi e la valutazione quantitativa e qualitativa dei flussi in uscita dall’Italia”. La proposta di legge a prima firma Longo menziona anche “un’attenzione sul tema dell’esercizio del diritto di voto e della partecipazione civile e politica dei connazionali nei Paesi di insediamento”.

Nella proposta di legge a prima firma Nissoli la Commissione ha compiti di studio, approfondimento, indirizzo e iniziativa sulle questioni degli italiani residenti all’estero anche attraverso incontri e confronti con le comunità italiane all’estero, con il Governo, con le regioni, con le amministrazioni pubbliche, con il Cgie e con le principali associazioni e istituzioni degli italiani all’estero. Essa dovrebbe avere inoltre un ruolo di impulso per riforme sui temi della rappresentanza degli italiani all’estero, della legge elettorale per la circoscrizione Estero; dell’Aire e della cittadinanza degli italiani residenti all’estero; dell’adeguamento della rete e dei servizi consolari; degli istituti di previdenza sociale; dei patronati; nonché del coordinamento delle iniziative delle regioni italiane realizzate all’estero in favore dei rispettivi cittadini emigrati. Si prospetta anche la partecipazione costante di una delegazione parlamentare della circoscrizione Estero alle riunioni delle Commissioni continentali, dell’Assemblea plenaria e del Comitato di presidenza del Cgie.

Per la relatrice “tutte le proposte manifestano una forte sensibilità per l’impegno alla diffusione della lingua e della cultura italiane, anche attraverso azioni coordinate con i Paesi di insediamento, finalizzate ad una integrazione delle proposte formative italiane nei sistemi scolastici esteri e alla conoscenza e allo studio della storia e della realtà contemporanea dell’immigrazione italiana nelle scuole, anche in Italia”; in tale ottica muove poi “l’impulso ai media di lingua italiana all’estero, anche prevedendo il sostegno ad agenzie e organi di stampa specializzati”. Ulteriore tratto comune è – sottolinea ancora la relatrice – la “priorità riconosciuta al coinvolgimento delle comunità italiane all’estero per agevolare l’internazionalizzazione delle imprese italiane, nonché ad una ricognizione dell’imprenditoria italiana all’estero, anche ai fini di una banca dati utile a favorire le associazioni di imprese”; e il ruolo di proposta al Governo per la sigla di accordi e convenzioni internazionali di interesse per le comunità di connazionali all’estero, ad esempio per facilitare scambi tra università per studi, ricerche e attività di formazione professionale, ma anche per le comunità straniere in Italia; e l’impegno a sostenere in generale la politica italiana di cooperazione allo sviluppo per il contributo che può derivare dai nostri connazionali.

Per quanto riguarda la composizione, le proposte di Longo, Carè, Ungaro e Schirò contemplano tutte una composizione di diciotto deputati e diciotto senatori, con partecipazione di diritto per tutti gli eletti nella Circoscrizione Estero, a cui spetterebbe ricoprire le cariche di uno dei due vicepresidenti e segretari. Contemplano inoltre tutte un presidente nominato dai Presidenti della Camera e del Senato al di fuori dei componenti della Commissione. La proposta di legge Schirò contempla che il Comitato di presidenza del Cgie designi tre componenti del Consiglio medesimo quali propri rappresentanti permanenti presso la Commissione per partecipare alle sedute con diritto di parola, ma senza diritto di voto. In quella Nissoli, i venti senatori e i venti deputati della Commissione sarebbero nominati, rispettivamente, dai Presidenti di Camera e Senato, in proporzione al numero dei componenti dei gruppi parlamentari, comunque assicurando la presenza di un rappresentante per ciascun gruppo esistente in almeno un ramo del Parlamento e garantendo l’equilibrata rappresentanza dei sessi. Non appare invece esplicitato un criterio prioritario a favore dei parlamentari eletti all’estero. La stessa proposta, inoltre, a differenza delle precedenti, prevede un presidente eletto dalla Commissione tra i suoi componenti.

Per il funzionamento della Commissione, le proposte Longo, Carè, Ungaro e Schirò dispongono che per lo svolgimento delle proprie attività, il cui onere è calcolato da tutte le proposte abbinate in un limite annuo massimo ricompreso tra gli 80 e i 100 mila euro, essa possa effettuare audizioni e acquisire informazioni, dati e documenti dalle amministrazioni pubbliche e da qualunque altro soggetto che si occupa delle questioni attinenti all’emigrazione. Viene inoltre previsto che il Cgie trasmetta annualmente alla Commissione una relazione sullo stato delle comunità italiane all’estero e che la Commissione possa chiedere informazioni e ricevere comunicazioni e segnalazioni da tutti gli organi di rappresentanza degli italiani all’estero istituiti dalla legge. Nella proposta Longo viene anche precisata la durata in carica della Commissione, che sarebbe di tre anni.

Viene previsto da tutte le proposte che la Commissione presenti una relazione annuale alle Camere sul suo funzionamento e sulle risultanze della sua attività, unitamente ad eventuali segnalazioni sull’opportunità di specifiche esigenze di carattere legislativo.

La relatrice propone dunque la costituzione di un comitato ristretto, finalizzato alla stesura di un testo unificato delle proposte sopra richiamate.

Di seguito interviene Elisa Sirgausa, che sottolinea come le proposte di legge siano il frutto di “un impegno costante e trasversale dei parlamentari eletti all’estero, che si sono spesi in una intensa attività preparatoria che ha informalmente coinvolto anche i Presidenti di Camera e Senato al fine di sensibilizzarli sulla opportunità di istituire un’apposita Commissione bicamerale”. Siragusa concorda inoltre sull’istituzione del Comitato ristretto. Favorevole anche Ungaro, che precisa che la Commissione non dovrà limitarsi a rappresentare le istanze delle comunità italiane all’estero, ma “diventare, nella logica del Sistema-Paese, uno strumento di promozione dei loro diritti e del loro ruolo”.

Sì al Comitato ristretto anche di Piero Fassino (Pd); Paolo Formentini (Lega), che richiama in particolare il ruolo dei connazionali quali “ambasciatori del made in Italy nel mondo e quindi risorsa significativa per l’economia del nostro Paese”, Simone Billi (Lega, ripartizione Europa), che ribadisce come essi possano essere “un volano per il rilancio dell’economia nazionale, fortemente provata dagli effetti della pandemia”.

La Commissione delibera di nominare un comitato ristretto per la predisposizione di un testo unificato delle proposte di legge esaminate, da adottare come testo base per il seguito dell’esame. (Inform)

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