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INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

In Commissione Esteri l’audizione sulla realtà dei connazionali in Cile: intervengono l’Ambasciatore d’Italia Battocchi, il consigliere del Cgie Gargiulo e il Presidente del Comies Curelli

SENATO DELLA REPUBBLICA

Prosegue l’indagine conoscitiva sulle condizioni e sulle esigenze delle comunità italiane nel mondo

 

ROMA – Alle Commissioni congiunte Affari esteri ed Emigrazione del Senato si è tenuto il seguito dell’indagine conoscitiva sulle condizioni e le esigenze delle comunità degli italiani nel mondo: l’audizione, in videoconferenza, ha riguardato l’Ambasciatore d’Italia in Cile, Mauro Battocchi, il Consigliere del Cgie per il Cile, Aniello Gargiulo, il Presidente del Comites  per il Cile, Claudio Curelli. Per capire meglio il contesto di questa audizione sugli italiani in Cile, bisogna ricordare alcuni eventi avvenuti nell’ultimo anno: dalle proteste dei cileni dell’ottobre 2019 contro il governo conservatore guidato da Piñera e contro le disuguaglianze socio-economiche del Paese, alla speranza di cambiamento riposta nell’imminente referendum costituzionale dell’ottobre 2020. Si ricorda, infatti, che ad un anno esatto da quelle proteste di piazza, il Cile sarà chiamato al referendum per cambiare una costituzione ereditata dall’epoca della dittatura di Pinochet. Questo è dunque il clima all’interno del quale va contestualizzata la presenza di connazionali in questo Paese, considerando che il 95% di essi è di nazionalità italo-cilena. L’Ambasciatore Battocchi ha evidenziato il grande lavoro svolto dall’Ambasciata in questi mesi difficili per la pandemia e in un contesto sociale già provato dall’escalation di tensioni politiche e sociali. “Compito importante della diplomazia è fare sistema con tutti i soggetti del Sistema Paese perché essere italiani rappresenta un onore ma anche una responsabilità in un Paese come il Cile che, negli anni, ha offerto opportunità interessanti ai nostri giovani di talento”, ha spiegato Battocchi sottolineando come il Covid abbia purtroppo costretto molti connazionali a rientrare in Italia, con i voli organizzati tramite l’Unità di Crisi della Farnesina.

Battocchi ha evidenziato un fenomeno inedito come quello delle richieste d’aiuto economico da parte di persone in età lavorativa, il tutto con un’assistenza economica diretta. “Fare sistema non è stato quindi un semplice slogan bensì una realtà concreta, grazie al gruppo di lavoro congiunto con le comunità sul territorio”, ha spiegato l’Ambasciatore facendo riferimento al sostegno alle attività italiane e alle missioni mediche. E’ stata menzionata per esempio la missione congiunta di medici italiani dell’ospedale Spallanzani che hanno lavorato con i colleghi cileni nelle terapie contro il Covid, in un progetto finanziato da privati. “Al Cile dobbiamo dare un’immagine attraente del nostro Paese per dare nuove opportunità all’ Italia. In questo aspetto rientrano la lingua, la cultura, la cooperazione scientifica e tecnologica”, ha evidenziato l’Ambasciatore sottolineando la presenza di un’attività di comunicazione congiunta all’insegna del ‘Vivere all’Italiana’ con un portale e una newsletter molto seguiti. “Per l’anno prossimo vorremmo un rinascimento e una ripartenza, attraverso un percorso di promozione culturale ed economica. Con la Farnesina, a Roma, c’è una visione congiunta verso questa promozione integrata senza distinzione tra cultura ed economia”, ha aggiunto Battocchi parlando del ruolo degli Istituti di Cultura, degli Uffici Ice, delle Camere di Commercio: un ringraziamento è andato al lavoro della Direzione Generale per gli Italiani all’Estero del Maeci guidata da Luigi Maria Vignali. “Diverse sono state le riunioni d’area online svolte con la Direzione Generale del Maeci per analizzare le necessità ed i temi più importanti tra cui quello del referendum costituzionale”, ha sottolineato l’Ambasciatore riferendosi al prossimo appuntamento referendario.

“Negli ultimi 30 anni il Cile è cresciuto molto nei cambiamenti e nelle aspettative, che non sono più quelle di una volta; tuttavia alle aspettative sono seguite anche le frustrazioni rispetto al permanere di divergenze evidenti nel tenore di vita”, ha aggiunto Battocchi ricordando a sua volta la possibilità per il Cile di arrivare ad un nuovo assetto costituzionale. In ultimo è stato prospettato un progetto per la poesia, che è materia letteraria molto seguita in Cile: esso dovrebbe consistere nel creare delle residenze per artisti italiani in Cile e viceversa per cileni in Italia.

Dal canto suo Aniello Gargiulo, consigliere del Cgie, ha ricordato le manifestazioni seguite alle proteste di piazza del 18 ottobre 2019 con epicentro proprio a Santiago. Alla base di tutto e della messa in discussione della pace sociale cilena, secondo l’analisi di Gargiulo, ci sarebbe “un distacco da parte dell’élite intellettuale e politica cilena rispetto al popolo, con un livello di diseguaglianze che non è più accettabile”, ha spiegato il consigliere del Cgie parlando di tre distinte crisi. “In Cile abbiamo tre crisi: sanitaria, economica, sociale. Oggi si sta tentando di trovare una strada nuova”, ha aggiunto Gargiulo riferendosi al prossimo referendum cileno. “La nostra stessa comunità ha bisogno di essere alimentata, dal punto di vista politico e culturale”, è stato l’appello dell’esponente del Cgie che ha auspicato la possibilità di una maggiore autonomia amministrativa dall’Italia per le nostre sedi diplomatiche e culturali. Claudio Curelli, Presidente del Comites, ha ricordato un aspetto importante dal punto di vista dell’integrazione tra i due popoli, anche nella comprensione reciproca di eventi politici e sociali determinanti nella storia degli ultimi decenni. Ad esempio in Cile vivono tuttora molti esuli dell’era della dittatura di Pinochet, venuti in Italia, che sono di fatto italo-cileni. Nell’attuale organico del Comites del Cile, le cui ultime elezioni sono del 2015, ci sono due esuli italo-cileni dell’epoca di Pinochet e quindi anche nel Comites è fisicamente rappresentata questa sensibilità, come ha voluto evidenziare proprio Curelli che ha ricordato anche una recente proposta per un progetto: piccoli fondi integrativi, approvati pochi giorni fa dall’Italia, per consentire al Comites di mettere a disposizione dei connazionali delle linee guida per accedere agli aiuti sociali previsti dal Governo cileno. (Simone Sperduto/Inform)

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