direttore responsabile Goffredo Morgia
Registr. Trib. Roma n.338/2007 del 19-07-2007
INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

In Commissione Esteri la vice ministra Marina Sereni risponde all’interrogazione di Fucsia FitzGerald Nissoli (Fi, ripartizione America settentrionale e centrale) sugli aiuti ai connazionali all’estero in stato di necessità

CAMERA DEI DEPUTATI

 

Sereni ha fornito i dati su modalità e quantità di spesa già effettuata, in particolare in Nord e Centro America

 

ROMA – La vice ministra agli Esteri Marina Sereni ha risposto in Commissione Esteri alla Camera dei deputati all’interrogazione di Fucsia FitzGerald Nissoli (Fi, ripartizione America settentrionale e centrale) sugli strumenti utilizzati dal Maeci per informare i connazionali all’estero degli aiuti economici destinati a chi tra essi si trovi in stato di necessità.

Nissoli richiama a questo proposito i 6 milioni di euro per il potenziamento dell’assistenza ai connazionali in condizioni di indigenza stanziati dal decreto Cura Italia e successivi e chiede di sapere “quali siano i dati aggiornati circa le modalità e la quantità di spesa fino ad oggi compiutamente effettuata, con particolare riferimento ai connazionali in difficoltà nella ripartizione Nord e Centro America”.

Sereni ricorda come i 6 milioni di euro stanziati complessivamente in risposta all’emergenza Covid 19 siano “strumento importante a sostegno della comunità di connazionali all’estero, cui il Ministero degli Affari esteri ha garantito adeguata visibilità”. “Innanzitutto, l’Amministrazione centrale, con messaggio circolare del 29 luglio 2020, ha informato tutta la rete estera delle disposizioni normative che, in via eccezionale, allargano la possibilità di concedere sussidi anche ai cittadini italiani non residenti nella circoscrizione consolare, e dell’introduzione di una «casistica allargata» di aiuti, che contempla cinque nuove modalità di impiego delle risorse che vanno ad aggiungersi alle misure ordinarie di assistenza finanziaria per cittadini italiani all’estero indigenti o in difficoltà – evidenzia la Vice Ministro, elencando tali nuove modalità. Si tratta di: aiuti economici in favore di connazionali titolari di piccole/micro imprese che abbiano subito un danno dal blocco totale o dalla riduzione della propria attività a causa delle restrizioni collegate alla pandemia; bonus sussidio per il rimpatrio in favore dei connazionali all’estero che decidano di rientrare definitivamente in Italia; stipula di convenzioni o contratti con Enti e Istituti pubblici o privati al fine di fornire adeguata assistenza sanitaria (visite mediche, tamponi, esami sierologici, farmaci) ai connazionali in stato di necessità, colpiti da Coronavirus o altre patologie – misura destinata a chi non ha accesso alla sanità privata e non può contare su strutture sanitarie pubbliche in grado di offrire cure adeguate; sostegno all’apprendimento attraverso l’erogazione di sussidi finalizzati all’acquisto di strumentazione informatica quali PC, laptop, tablet, smartphone o comunque sistemi che consentano la connessione a internet; promozione di programmi di riqualificazione professionale di cui possono giovarsi i connazionali che, a causa della crisi da Coronavirus, abbiano perso il lavoro.

Tali modalità si aggiungono alle casistiche già previste per l’assistenza, che sono: sussidi destinati agli italiani stabilmente residenti nella circoscrizione consolare, previo accertamento del loro stato di indigenza; prestiti con promessa di restituzione, destinati ai connazionali residenti in Italia e temporaneamente all’estero e che si trovino in una situazione di occasionale necessità; sussidi ai detenuti all’estero non sufficientemente sostenuti dai familiari, qualora abbiano bisogno di viveri, generi di prima necessità, acquisto di farmaci o altre spese mediche; pacchi dono, contenenti prevalentemente generi alimentari e distribuiti in occasione di festività quali quelle natalizie; convenzioni con enti pubblici o privati per l’erogazione ai connazionali di servizi sanitari generici, legali, geriatrici (convenzioni con case di riposo), servizi di assistenza sociale e fornitura di beni di prima necessità; contributi per le spese funebri o per rimpatri, anche sanitari.

Sereni sottolinea poi come per dare adeguata visibilità alle iniziative le sedi diplomatico-consolari hanno coinvolto i Comites e le associazioni presenti sul territorio, che possono anche presentare proposte di progetto o segnalare i nominativi dei connazionali più in difficoltà. Ogni sede, inoltre, sul proprio sito istituzionale – sottolinea la Vice Ministro – ha una sezione assistenza ove vengono dettagliatamente spiegate le modalità di richiesta e i requisiti di ottenimento degli aiuti finanziari. “Sempre sotto il profilo della comunicazione, mi sembra opportuno ricordare che agli strumenti di sostegno dei connazionali all’estero è stato dedicato uno specifico episodio sul canale podcast «Voci dalla Farnesina», lanciato su tutti i social del Ministero degli esteri (Facebook, Twitter ed Instagram) e disponibile sulle principali piattaforme online, da Spreaker, a Google sino a Spotify. L’episodio – segnala Sereni – è stato il secondo più ascoltato dopo quello di lancio del canale e il primo per numero di download e ascolti, presumibilmente per l’impatto pratico e diretto che le misure descritte hanno sulla vita dei nostri connazionali all’estero più colpiti dalla crisi socio-sanitaria ancora in atto”.

La Vice Ministra si sofferma poi sulla ripartizione dei 6 milioni di euro sopra richiamati: “al 6 novembre 2020 – rileva Sereni – era stato distribuito circa un milione e 800 mila euro dall’Amministrazione centrale alle sedi diplomatico-consolari, in risposta alle singole richieste pervenute”. “Alle sedi dei Paesi dell’America settentrionale e centrale – prosegue – sono andati 607.009 euro di questi fondi erogati su richiesta, ossia quasi il 34 %. Dei 4,2 milioni di euro residui, 480.225 euro, pari all’11,4 % dei fondi complessivi residui, sono stati assegnati all’America settentrionale e centrale. Nel dettaglio, 355.182 euro sono andati alle sedi dell’America centrale, mentre 125.043 euro alle sedi dell’America settentrionale. In totale, alla rete diplomatico-consolare in America settentrionale e centrale è stato dunque assegnato oltre 1 milione di euro – oltre il 18 % di tutti i fondi”. “Per quanto attiene infine la quota già erogata dagli uffici all’estero nel corso del 2020, le sedi delle reti canadese e statunitense avevano speso, al 10 dicembre 2020, 52.978 euro in 44 interventi di aiuto, contro i 18 interventi di aiuto del 2019, mentre le sedi centro-americane avevano speso, al 10 dicembre 2020, 287.920 euro in 466 distinti interventi di aiuto, contro i 146 dell’intero 2019 – segnala Sereni.

La Vice Ministra Sereni assicura poi che i fondi “potranno essere spesi anche nel corso del 2021, secondo le modalità eccezionali menzionate precedentemente” e potranno quindi anche nei prossimi mesi sostenere i connazionali più colpiti dalla pandemia.

In sede di replica Nissoli si dichiara soddisfatta della risposta, anche se ribadisce l’esigenza di fornire indicazioni chiare sull’accesso alle misure di sostegno ai connazionali in situazioni di disagio, di elaborare “misure sempre più mirate ed efficaci e predisporre un’adeguata campagna comunicativa”. (Inform)

Facebooktwitterredditpinterestlinkedinmail
Powered by Comunicazione Inform | Designed by ComunicazioneInform