CAMERA DEI DEPUTATI
La Convenzione è stata adottata a Ginevra il 21 giugno scorso nel corso della 108ª sessione della Conferenza generale dell’OIL
ROMA – E’ stata dibattuta nei giorni scorsi alla Commissione Esteri della Camera, l’opportunità di ratificare e quindi di dare esecuzione alla Convenzione dell’Organizzazione Internazionale del Lavoro contro la violenza e le molestie sul luogo di lavoro: il testo era stato adottato d Ginevra nell’estate scorsa nel corso della 108ª sessione della Conferenza generale dell’OIL. La relatrice Laura Boldrini (PD) ha ricordato che il 21 giugno 2019, proprio nel centenario della creazione dell’Organizzazione Internazionale del Lavoro, sia stata adottata questa Convenzione sull’eliminazione della violenza e delle molestie nel mondo del lavoro: si tratta della Convenzione OIL n.190. Boldrini ha evidenziato come la Convenzione, corredata da una raccomandazione esplicativa, rappresenti “un importante passo in avanti nella lotta alle violenze e alle molestie nel mondo del lavoro: nello specifico, il suo valore aggiunto si manifesta sotto molti punti di vista nel quadro dell’ordinamento giuridico internazionale”, ha spiegato Boldrini osservando come la Convenzione fornisca in primo luogo una definizione decisamente ampia di violenza e di molestia, intese come comportamenti e pratiche che provocano, mirano a provocare o sono suscettibili di provocare danni fisici, psicologici, sessuali o economici.
La relatrice ha poi precisato come tale definizione possa pertanto comprendere non solo l’abuso fisico ma anche quello verbale, oltre a fenomeni quali lo stalking e il mobbing: in particolare, essa fa espresso riferimento alle violenze e alle molestie fondate sul genere. La Convenzione provvede altresì a tutelare chi lavora e, più in generale, ogni persona nel mondo del lavoro, a prescindere dal relativo status contrattuale, comprendendo, pertanto, anche i volontari e le volontarie, le persone che frequentano corsi di formazione, di tirocinio o di apprendistato e coloro che sono alla ricerca di un lavoro nonché i lavoratori e le lavoratrici il cui rapporto di lavoro sia terminato; in maniera speculare, la Convenzione protegge anche i datori di lavoro, cioè gli individui che esercitino l’autorità, i doveri e le responsabilità di datrice o datore di lavoro e si applica a tutti i settori, sia privati che pubblici. Essa riconosce che le violenze e le molestie possono verificarsi anche in luoghi diversi da quello di lavoro, inteso in senso fisico, comprendendo, dunque, tutte le condotte che si verificano, ad esempio, durante viaggi di lavoro o eventi sociali, nonché a seguito di comunicazioni di lavoro, anche per via telematica. Vi è inoltre un articolato quadro di obblighi per gli Stati membri, a partire da quello di adottare disposizioni interne che definiscano la violenza e le molestie prescrivendo ai datori di lavoro di porre in essere, proporzionatamente al loro grado di controllo, le misure atte a prevenire le condotte lesive. Più in generale vi è l’obbligo, per gli stessi Stati, di adottare le misure necessarie, tanto preventive quanto repressive. La Convenzione chiede agli Stati di garantire alle potenziali vittime di violenze o di molestie l’accesso alla giustizia in maniera effettiva e di predisporre misure rimediali: anche in tale contesto, essa dedica una particolare attenzione alle violenze e alle molestie basate sul genere.
La Convenzione fissa inoltre alcuni obblighi particolarmente specifici nei confronti degli Stati: ad esempio il conferimento di poteri incisivi agli ispettori del lavoro e alle pertinenti autorità e l’attribuzione del potere di adottare, ove necessario, misure immediatamente esecutive. Essa entrerà in vigore dodici mesi dopo che, almeno due Stati membri dell’OIL, l’avranno ratificata; l’applicazione dell’atto internazionale è soggetta ai meccanismi di controllo previsti dall’OIL, sia quello ordinario (il sistema dei rapporti periodici presentati dagli Stati), sia quelli speciali.
Boldrini ha poi ricordato che la nostra legislazione si muova nella stessa direzione della Convenzione, soprattutto dopo che è entrata in vigore una modifica all’art. 26 del Codice delle pari opportunità tra uomo e donna, di cui al Decreto legislativo n. 198 del 2006, introdotta dalla legge di bilancio per il 2018, che ha previsto una specifica tutela per chi agisce in giudizio a seguito di una molestia subìta nel luogo di lavoro. La relatrice ha auspicato che, coerentemente con questo organico indirizzo legislativo, “il nostro Paese possa essere tra i primi a ratificare questa importante Convenzione e soprattutto che, in sede di attuazione di questi impegni internazionali, Parlamento e Governo adottino tutte le iniziative necessarie per assicurare in ogni luogo di lavoro una tolleranza zero verso questi fenomeni di violenza e di sfruttamento che esistono, sia pure in forme differenti, in tutto il pianeta”.
Il Sottosegretario agli Esteri, Manlio Di Stefano, ha espresso pieno appoggio da parte del Governo alla ratifica della Convenzione in esame come confermato, peraltro, dallo stesso Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, Nunzia Catalfo, in occasione del suo incontro, il 25 novembre scorso, con il Direttore Generale dell’OIL, Guy Rider. Di Stefano ha ricordato che, su richiesta del Maeci, è in corso un’intensa attività di consultazione con le Amministrazioni coinvolte: i Ministeri della Giustizia e del Lavoro, i Dipartimenti della funzione pubblica e delle Pari opportunità, oltre alle organizzazioni sindacali. Il tutto è finalizzato ad acquisire elementi in ordine ai profili attuativi della Convenzione nell’ordinamento interno. Il Sottosegretario ha inoltre sottolineato come eventuali attività conoscitive, che potranno essere svolte dalla Commissione, non potranno essere considerate sostitutive degli approfondimenti in corso a livello governativo, che saranno comunque condotti nel modo più celere possibile. Come precisato da Di Stefano, allo stato attuale nessun Paese ha ancora proceduto alla ratifica. (Simone Sperduto/Inform)