SENATO DELLA REPUBBLICA
Per Forza Italia, Raffaele Fantetti (Europa) e Francesca Alderisi (America settentrionale e centrale), e per il Pd, Francesco Giacobbe (Africa, Asia, Oceania e Antartide) e Laura Garavini (Europa) tornano a ribadire la necessità di costituire il Comitato per le questioni dgli italiani all’estero
ROMA – Nell’ambito delle procedure informative relative all’indagine conoscitiva sulle condizioni e sulle esigenze delle comunità degli italiani nel mondo, la cui realizzazione è stata deliberata dalla Commissione Esteri del Senato, il presidente della Commissione, Vito Rosario Petrocelli, nel corso della seduta svoltasi ieri in proposito, ha esortato i senatori – in particolare gli eletti all’estero – a partecipare attivamente all’implementazione di tale indagine.
Pur segnalando la sua disponibilità a contributi di analisi e conoscitivi sul tema, rilievi critici sono stati mossi in prima battuta da Raffaele Fantetti (Fi, ripartizione Europa) che ritiene la tematica oggetto dell’indagine divergente dalle competenze della Commissione e ribadisce come il fenomeno complessivo della comunità degli italiani all’estero costituisca un “unicum che non ha riscontri in altri Paesi, e che, proprio per tale motivo, nelle passate legislature, ha giustificato la costituzione di un apposito Comitato”. “Peraltro, i concittadini in mobilità da un Paese all’altro dell’Unione europea non possono essere considerati degli emigranti, in quanto il loro spostamento è avvenuto all’interno di un territorio comune – fa notare Fantetti, sottolineando come ci si trovi al cospetto di “una realtà considerevole, che tocca il 10% della popolazione italiana e che, sicuramente, non può essere oggetto di attenta disamina nell’ambito di una mera indagine conoscitiva”. Per il senatore di Forza Italia resta dunque prioritaria la costituzione del Comitato per le questioni degli italiani nel mondo, tanto più che un omologo Comitato risulta essersi formato proprio in questi giorni in seno alla Commissione Esteri della Camera dei Deputati. Fantetti sottolinea il rischio invece che l’indagine oggetto dei lavori possa precludere tale costituzione. Concorda con quanto dichiarato da Fantetti anche Francesca Alderisi (Fi, ripartizione America settentrionale e centrale) che ritiene si debba tener conto “da un lato, della necessità di istituire, come in passato, un Comitato permanente per gli italiani all’estero e, dall’altro, di dare attuazione alla menzionata indagine conoscitiva che, in ultima analisi, è stata autorizzata dalla Presidente del Senato”.
Andriano Cario (Maie, ripartizione America meridionale) sottolinea come nella sua ripartizione di elezione le problematiche che interessano i connazionali siano legate essenzialmente ai servizi della rete diplomatico-consolare che “registrano un organico purtroppo insufficiente a fronte di una collettività numerosa”, mentre Francesco Giacobbe (Pd, ripartizione Africa, Asia, Oceania e Antartide) torna a ribadire come i temi oggetto dell’indagine dovrebbero essere affrontati e coinvolgere il più possibile tutto il Parlamento. Giacobbe reitera così le riserve espresse sull’indagine in sede di votazione da parte della Commissione Esteri – e che avevano determinato l’astensione al voto da parte del gruppo Pd, – ribadendo come essa non sia uno “strumento ordinamentale idoneo e sufficiente ad analizzare, in maniera esaustiva, la complessa fenomenologia in questione”.
L’esponente democratico segnala dunque come l’opportunità di costituire il Comitato per le questioni degli italiani all’estero, che egli condivide, vada sostenuta “agendo di nuovo e convintamente nella sede decisionale propria, ossia la Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari”. In merito all’indagine, inoltre, ritiene opportuno “procedere stabilendo una ragionata metodologia d’inchiesta, nonché una attenta elencazione dei temi da affrontare”, tra i quali annovera, “in via del tutto provvisoria e propedeutica, le comunità italiane come risorse; la promozione della lingua e della cultura italiana come importante investimento di ritorno per il Paese; il rapporto in loco con le altre comunità nazionali; il ruolo dei patronati e dei servizi da loro offerti”. Propone poi di avviare le audizioni a partire dalle pertinenti istituzioni, come Maeci, Cgie e etc., per poi coinvolgere studiosi ed accademici, esperti della materia, e, quindi, gli esponenti del mondo associativo.
Enrico Aimi (Fi) auspica una sinergia tra l’indagine conoscitiva, al momento in fase di avvio, e la costituzione del Comitato per le questioni degli italiani all’estero, evitando contrapposizioni che nuocerebbero all’approfondimento della questione, mentre Laura Garavini (Pd, ripartizione Europa), che condivide quanto esposto da Giacobbe, sottolinea come l’indagine conoscitiva vada focalizzata il più possibile su “temi circostanziati”: “ad esempio, risulterebbe di indubbia utilità conoscere meglio quale tipologia di servizi consolari sarebbe opportuno predisporre per le nuove modalità di migrazione, quelle, per intenderci, che interessano le nuove generazioni di italiani che decidono di andare a vivere all’estero, anche al fine di immaginare delle forme adeguate e aggiornate di tutela dei diritti di queste ultime – segnala.
Il presidente esprime apprezzamento per i contributi forniti ed invita i colleghi a predisporre anche in forma scritta le loro proposte e i loro suggerimenti sulle tematiche da approfondire e gli enti da audire, inviandoli agli uffici della Commissione. In ultimo ribadisce come la Commissione non abbia “alcuna titolarità quanto al destino del Comitato per le questioni degli italiani all’estero, che è nelle mani della Conferenza dei Capigruppo”.
Il seguito della procedura informativa viene quindi rinviato ad altra seduta. (Inform)