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INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

In Commissione Affari Esteri l’esame del provvedimento di ratifica ed esecuzione dell’Accordo sulla cooperazione di polizia e doganale tra Italia e Svizzera

SENATO DELLA REPUBBLICA

Ad illustrarne il contenuto il relatore Antonio Razzi

ROMA – La Commissione Affari Esteri del Senato ha avviato l’esame del provvedimento di ratifica ed esecuzione dell’Accordo sulla cooperazione di polizia e doganale tra Governo italiano e Consiglio federale svizzero, fatto a Roma il 14 ottobre 2013. Ad illustrarne il contenuto Antonio Razzi (Fi, Pdl), che ha precisato come l’obiettivo sia quello di rafforzare ed intensificare la cooperazione transfrontaliera e il reciproco scambio di informazioni tra i due Paesi, al fine di combattere la criminalità e il terrorismo. L’Accordo, composto da un preambolo e da 43 articoli, definisce le rispettive zone di frontiera entro cui esercitare singole attività di cooperazione ed individua nel Ministero dell’Interno, e, per alcuni aspetti doganali, nel Ministero dell’Economia le autorità responsabili per la parte italiana. Il relatore si sofferma in particolare sull’articolo 5, che prevede che la cooperazione sia finalizzata al contrasto, fra l’altro, della criminalità organizzata transnazionale, della produzione illecita e del traffico di stupefacenti, del traffico dei migranti e dei reati economici e finanziari. Identificate quali forme di cooperazione più proficue lo scambio di informazioni e di esperienze, la formazione professionale e la definizione di misure congiunte di sorveglianza comune. Si richiama inoltre la disciplina di modalità particolari di cooperazione di polizia contenuta nel provvedimento, fra cui i casi di osservazione ed inseguimento transfrontalieri, le consegne sorvegliate, la protezione dei testimoni, l’assistenza e il sostegno i caso di eventi di vasta portata o in situazioni di crisi, il sostegno in caso di rimpatri e di allontanamenti congiunti.

Disciplinati anche l’organizzazione e le modalità operative del Centro comune, ovvero della struttura destinata ad accogliere personale composto da agenti di entrambe le Parti per la gestione congiunta delle informazioni relative alle pratiche di cooperazione bilaterale. Infine, sono richiamati i limiti di utilizzo delle informazioni e dei documenti contenenti dati personali, e i rapporti giuridici in essere per gli agenti di una Parte che operino temporaneamente sul territorio dell’altra Parte.

Il provvedimento di ratifica si compone di 4 articoli che dispongono, rispettivamente, in merito all’autorizzazione alla ratifica, l’ordine di esecuzione, alla copertura finanziaria e all’entrata in vigore. Gli oneri economici per l’Italia sono quantificati complessivamente in 100 mila euro annui.

Il seguito dell’esame viene quindi rinviato. (Inform)

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