SENATO DELLA REPUBBLICA
Relatore il senatore eletto in America Meridionale Claudio Zin (Maie)
ROMA – La Commissione Affari Esteri del Senato ha proseguito l’esame del provvedimento di ratifica ed esecuzione dell’Accordo fra Italia e Argentina sullo svolgimento di attività lavorativa da parte dei familiari conviventi del personale diplomatico, consolare e tecnico-amministrativo del luglio 2003 e con scambio di lettere interpretativo nel giugno e settembre 2012.
Ad illustrare il provvedimento Claudio Zin, senatore del Maie eletto nella ripartizione America meridionale, che ha rilevato come esso sia finalizzato a rafforzare le relazioni diplomatiche tra Italia e Argentina, “facilitando l’esercizio di attività lavorative dei familiari del personale diplomatico, consolare e tecnico-amministrativo delle missioni diplomatiche e consolari presenti nei rispettivi territori, nella consapevolezza dell’importanza del contributo fattivo che tali persone possono concorrere a realizzare”. Un contributo che deve svilupparsi – ha rilevato Zin – “senza venire meno al ruolo istituzionale che sono chiamati a svolgere in qualità di familiari del personale accreditato”.
Dopo aver definito ambito ed oggetto di applicazione dell’Accordo, che si estende anche ai familiari delle rappresentanze accreditate presso la Santa Sede e gli Organismi internazionali, il relatore precisa come le categorie cui si applica l’intesa siano i coniugi non separati, i figli non coniugati di età compresa fra i 18 ed i 26 anni o i figli non sposati affetti da invalidità fisica o psichica. Vengono poi definite le procedure autorizzative in Italia e Argentina, che seguono modalità pressoché analoghe, l’applicabilità della normativa locale in materia tributaria, di sicurezza sociale e del lavoro, la non applicabilità delle immunità civili, amministrative e penali con riferimento a qualunque atto riguardante l’esercizio dell’attività lavorativa e i limiti posti alla potestà autorizzativa. In ultimo la disciplina relativa all’entrata in vigore, la durata e la possibilità di denuncia dell’Accordo in esame. Zin ricorda poi come dall’applicazione del provvedimento non derivino oneri o minori entrate a carico del bilancio dello Stato.
Di seguito interviene il vice ministro agli Esteri Lapo Pistelli, che auspica una rapida conclusione dell’iter parlamentare del provvedimento e riconduce il ritardo della presentazione del disegno di legge alla lunga fase di concertazione tra le diverse amministrazioni dello Stato, visti i numerosi profili toccati dal provvedimento. Il seguito dell’esame viene quindi rinviato.
Sempre Zin è il relatore del provvedimento di contenuto analogo per la ratifica e l’esecuzione dell’Accordo stipulato questa volta tra Italia e Brasile nel 2008 e con scambio di lettere interpretativo nel 2012. Una norma che – evidenzia il relatore – “ricalca pressoché integralmente l’accordo con l’Argentina appena esaminato”. Anche in questo caso, dopo l’illustrazione dei contenuti da parte di Zin, il seguito dell’esame viene rinviato. (Inform)