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INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

In collegamento con “l’Italia con Voi”, il consigliere del Cgie per il Cile Aniello Gargiulo

ITALIANI ALL’ESTERO

 

Il Cile è ancora in una fase critica dell’emergenza pandemica

 

ROMA – In collegamento con “l’Italia con Voi”, la trasmissione di Rai Italia dedicata ai connazionali all’estero, il consigliere del Cgie per il Cile Aniello Gargiulo, che ha spiegato come il Paese sudamericano stia ancora attraversando una fase critica dell’emergenza coronavirus.

“La situazione è ancora complicata perché il numero dei contagi è altissimo, specie a Santiago dove nei quartieri popolari è veramente difficile mantenere le quarantene, rispettare il distanziamento, portare i beni di prima necessità. La fase è complessa – spiega Gargiulo – anche perché qui siamo in inverno. A Santiago e in altre città siamo in quarantena totale, gli ospedali sono al limite della loro capacità. Lo sforzo è massimo. Speriamo che tra un paio di settimane si possano vedere gli effetti sul numero dei malati”.

Gargiulo ricorda che nei primi tempi non si erano adottate misure di contenimento massime “perché qui la maggior parte della popolazione ha lavori informali e se non si esce di casa, non ci sono entrate”. “Ora – aggiunge – si sta trovando il modo di mantenere di più in casa le persone. C’è molta solidarietà, organizzata e spontanea, che ha fatto rientrare le proteste”. Tra le buone prassi, il consigliere del Cgie cita l’impegno di “aziende italiane come la Ferrero, che fin da febbraio si è organizzata per proteggere i propri lavoratori; non si sono registrati casi di contagio e sono riusciti a fare tutta la raccolta delle nocciole. Anche Enel ha anticipato il lavoro a distanza prima che lo decretasse il governo”.

“Il giornale della nostra comunità, Presenza, ha segnalato queste esperienze e buone prassi per farle circolare. Per esempio – rileva Gargiulo – anche l’Accademia della cucina italiana si sta preoccupando di riunire in maniera telematica i ristoratori italiani per pensare al dopo emergenza e attivare anche sinergie con l’Italia per la ripresa. Una ripresa – sottolinea – che deve essere dell’Italia ma anche delle nostre comunità all’estero. Il made in Italy, infatti, non può essere solo un rapporto di andata verso l’estero, ci deve essere una bi-direzionalità e di questo stiamo molto parlando anche come Cgie. Bisogna riscattare i grandi valori dell’emigrazione italiana, l’innovazione e la solidarietà, valori che hanno fatto grande l’Italia, che sono stati portati all’estero e che oggi devono rientrare in Italia facendo sinergia”. Gargiulo si augura dunque che le misure per il rilancio dell’economia italiana considerino anche le collettività all’estero, per una ripresa reciproca.

Per quanto riguarda la situazione dei connazionali in questa fase di lockdown, egli ricorda come “circa 300 italiani sono rientrati in Italia con due voli organizzati dalla Farnesina e con la collaborazione di Comites, Cgie e associazioni italiane; una cinquantina sono rientrati con i voli commerciali. La ripresa dei voli è prevista tra 15-20 giorni e quindi il numero di coloro che vogliono rientrare si è molto ridotto”.

L’emergenza ha quindi reso effettiva la collaborazione del “Sistema Italia” su più fronti e Gargiulo richiama in particolare l’impegno “dell’ufficio scolastico del Consolato che ha supportato le scuole italiane qui presenti per la didattica a distanza”. (Inform)

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