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In Aula la vice ministra agli Esteri Emanuela Del Re ha risposto ad un’interrogazione sulle iniziative di supporto per il rientro in Italia dei connazionali presenti nel Regno Unito

CAMERA DEI DEPUTATI

Un’interrogazione del leghista Eugenio Zoffili, e firmata anche dagli eletti all’estero della Lega Simone Billi (ripartizione Europa) e Luis Roberto di San Martino Lorenzato di Ivrea (America meridionale), richiama le difficoltà dei connazionali generate dal blocco dei collegamenti deciso il 20 dicembre scorso, per il contenimento della “variante inglese” del Covid-19

 

ROMA – La vice ministra agli Esteri Emanuela Del Re ha risposto in Aula ad un’interrogazione a prima firma di Eugenio Zoffili (Lega) relativa ad iniziative di supporto per il rientro in Italia dei connazionali presenti nel Regno Unito, alla luce degli sviluppi dell’emergenza epidemiologica da Covid-19 e dell’interruzione dei collegamenti aerei e ferroviari con il Paese.

Tra i firmatari dell’interrogazione anche i deputati leghisti Simone Billi (ripartizione Europa) e Luis Roberto di San Martino Lorenzato di Ivrea (ripartizione America meridionale).

Del Re ha ricordato che a partire dal 20 dicembre 2020 molti Paesi europei hanno deciso di sospendere i collegamenti aerei e ferroviari, e non solo, con il Regno Unito, “in risposta alla circolazione della cosiddetta variante inglese del virus Covid-19”, tra cui l’Italia, che quello stesso giorno ha adottato l’ordinanza di “sospensione del traffico aereo dal Regno Unito, il divieto di ingresso per tutti i viaggiatori in provenienza dal Regno Unito o che vi avessero transitato o soggiornato nei quattordici giorni precedenti e il test molecolare o antigienico per quanti fossero già entrati in Italia”. La Vice Ministro ribadisce come in tale contesto “organizzare mezzi di trasporto alternativi”, come voli straordinari, così come suggerito nell’interrogazione, “senza aver prima istituito uno specifico piano di monitoraggio e controllo dei flussi di passeggeri dal Regno Unito, avrebbe privato di senso” l’intervento volto a “primaria tutela della salute pubblica in un periodo di più intenso traffico quale quello delle festività natalizie”. “In questa circostanza, l’obiettivo primario del Governo è stato quello di delineare con rapidità le linee guida per consentire un rientro in sicurezza dal Regno Unito – sottolinea la Vice Ministro, segnalando come la sala operativa dell’unità di crisi della Farnesina abbia fatto fronte in quel frangente alle richieste di assistenza pervenute da parte dei connazionali tra il 20 e il 23 dicembre – oltre 1500. In questa circostanza – ricorda Del Re – “hanno svolto un ruolo importante anche le maggiori risorse stanziate negli scorsi mesi a sostegno della collettività italiana all’estero; abbiamo, infatti, suggerito ai connazionali che necessitavano di assistenza, di rivolgersi in prima battuta ai Consolati generali competenti di Londra ed Edimburgo. In particolare, la task force Covid-19 del Consolato generale di Londra, istituita a marzo e tuttora operativa, ha assistito durante le festività natalizie circa 2.500 persone, che vi si sono rivolte per telefono, e-mail o tramite i profili social della sede”. “Oltre a fornire indicazioni sulle ordinanze emanate, la task force ha orientato i connazionali verso i centri dove era possibile effettuare i test molecolari o antigenici e sulla graduale ripresa dei collegamenti aerei – prosegue la Vice Ministro, sottolineando che “entrambi i Consolati generali di Londra ed Edimburgo hanno anche assicurato interventi di assistenza economica, quali sussidi e prestiti con promessa di restituzione” e ricordando che “in 48 ore il Governo ha emanato le linee guida e, in meno di 72 ore dalla prima ordinanza, ne ha adottata una successiva, che ha contribuito in modo decisivo a sbloccare la situazione”.

“L’ordinanza del 23 dicembre ha, infatti, previsto il ripristino del traffico aereo commerciale con il Regno Unito e la possibilità di ingresso per chi abbia la residenza anagrafica in Italia da prima del 23 dicembre o si trovi stato di assoluta necessità. Questa misura ha, di fatto, consentito l’ingresso o il rientro in Italia di tutti coloro che si trovavano in condizioni di effettiva urgenza – rileva Del Re, segnalando che “dal 24 dicembre ad oggi non si registrano particolari criticità in merito al traffico passeggeri da e per il Regno Unito”.

La Vice Ministra ricorda poi che l’ordinanza del 23 dicembre ha previsto che le disposizioni più stringenti non si applichino al personale viaggiante, agli equipaggi e al trasporto merci e che nel corso della congestione registrata sulle arterie stradali del Kent per le misure introdotte dalla Francia per l’ingresso dal Regno Unito, il Consolato generale di Londra e l’unità di crisi “sono rimasti in stretto contatto con i numerosi autotrasportatori italiani coinvolti”, sollecitando anche le autorità locali a fornire loro assistenza.

“Il 28 dicembre, le autorità britanniche hanno fatto sapere di avere smaltito circa 8 mila mezzi pesanti ed effettuato circa 20 mila test per il Covid-19, gran parte dei quali dopo il dispiegamento di assetti militari nell’area. Da quella data – rileva la Vice Ministra – non si sono registrate nuove richieste di assistenza da parte di personale impiegato nel trasporto merci”.

“Il Governo – conclude Del Re – è pienamente consapevole dei sacrifici derivanti dalle misure restrittive, che sono giustificate, tuttavia, dal dovere primario di tutelare la salute sul nostro territorio nazionale, in una fase particolarmente delicata. Il Governo si è mosso con tempestività, in linea con i principali partner europei, a protezione della salute pubblica, delineando poi con rapidità le linee guida per consentire un rientro in sicurezza e sbloccando la situazione anche grazie al contributo determinante dell’unità di crisi della Farnesina e delle nostre sedi consolari nel Regno Unito”.

In sede di replica, Zoffili si dichiara non soddisfatto della risposta e ribadisce come a suo avviso l’emergenza non sia stata gestita in modo efficace dal Governo e come con l’ordinanza del 20 dicembre “migliaia di connazionali che erano già negli aeroporti della Gran Bretagna si sono trovati bloccati” e senza informazioni.

Il deputato riconosce l’impegno dell’unità di crisi per l’assistenza e il supporto ai connazionali, ma ritiene che essa vada “assolutamente potenziata”, come già richiesto con una apposita mozione e un ordine del giorno approvati in Aula. Segnala in particolare come la sospensione dei voli sia stata decisa senza dare il tempo a coloro che erano già in aeroporto di poter tornare o considerando situazioni di fragilità e organizzando soluzioni alternative, uno stallo che si è protratto sino al 24 dicembre, allorché è partito il primo volo di rientro in Italia. In quelle giornate – ricorda Zoffili – molti connazionali in difficoltà si sono rivolti ai parlamentari della Lega, che ha cercato di richiamare l’attenzione del Governo sull’emergenza in corso. Zoffili in particolare ricorda di aver scritto al presidente Sergio Mattarella e il presidio messo in atto il 23 dicembre davanti alla Farnesina e al Ministero dei Trasporti per la firma della nuova ordinanza.

Si è trattato dunque di un’emergenza a fronte della quale la risposta viene giudicata inadeguata, specie per “i nostri connazionali all’estero che, con il loro lavoro, fanno grande la nostra Italia – conclude Zoffili. (Inform)

 

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