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INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

“Ilario Bagnariol – Mattmark: i sette metri della salvezza”: presentato a Fiume Veneto il nuovo volume della collana “Testimoni. Memorie, diari e biografie di emigranti della Destra Tagliamento” curata da Efasce Pordenonesi nel Mondo

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(Fonte foto Facebook)

PORDENONE – Presentato a Fiume Veneto, nell’Aula magna della Casa dello Studente,  “Ilario Bagnariol – Mattmark: i sette metri della salvezza”, il nuovo volume della collana “Testimoni. Memorie, diari e biografie di emigranti della Destra Tagliamento” curata da EFASCE – Pordenonesi nel Mondo e sostenuta dalla Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia e dalla Fondazione Friuli. L’incontro ha ripercorso le tappe fondamentali della vita di Bagnariol: dalla nascita in terra friulana alla partenza come emigrante, fino al drammatico ricordo della tragedia di Mattmark che Bagnariol visse all’età di 23 anni, giovane operatore di bulldozer emigrato da Fiume Veneto per lavorare in alcuni dei più grandi cantieri del secondo dopoguerra tra Lussemburgo e Svizzera.. Un racconto, dalle vive parole del corregionale rientrato per l’occasione dalla Svizzera – dove si è sposato con Margrit Lauper e ha dato vita a una famiglia italo-elvetica ancora profondamente legata alla provincia di Pordenone – , che non è solo cronaca di una vita, ma anche un atto di giustizia doveroso per onorare la memoria dei compagni scomparsi e il sacrificio di tanti lavoratori all’estero.  Il disastro della diga di Mattmark, avvenne il 30 agosto 1965. Quel giorno il distacco di un fronte del ghiacciaio Allalin colpì il sottostante cantiere della diga che si stava costruendo in materiali naturali come roccia e terra. Nella valanga perirono 88 lavoratori tra cui 56 italiani. “In un primo momento – racconta Bagnariol – non mi accorsi di nulla. Poi sentii un picchettio sulla macchina. Un capocantiere per attirare la mia attenzione tirava dei sassi. Così mi accorsi che attorno a me non c’era più nessuno: tutti erano scappati di fronte all’enorme massa di ghiaccio che stava per travolgerci, scendendo dall’alto ad una velocità spaventosa. Mi salvai per appena 7 metri”. In occasione dell’incontro   – al quale sono hanno portato il saluto il presidente Efasce  Angioletto Tubaro e il sindaco di Fiume Veneto Jessica Canton  – è stata data lettura del messaggio inviato dal Ministro ai Rapporti con il Parlamento Luca Ciriani, che ha scritto l’introduzione al libro. “L’impegno di tutti noi – si legge nell’introduzione – dovrebbe prendere esempio dal coraggio di Ilario Bagnariol. Si salvò per miracolo e fu tra i primi soccorritori dei suoi colleghi di cantiere. Oggi a lui e a quanti si impegnano per mantenere vivo il ricordo non possiamo che dire grazie: grazie per quello che fate ogni giorno, grazie perché lottate per quelle 88 persone che 60 anni fa nulla hanno potuto”.

“Ilario Bagnariol – ha sottolineato il presidente Tubaro – è testimone vivente dell’epoca dell’emigrazione italiana nel Dopoguerra, delle difficoltà dei nostri corregionali di integrarsi nei nuovi contesti, della loro laboriosità e stima che hanno saputo conquistare nei nuovi mondi in cui si sono trovati a vivere e lavorare, della precarietà della loro esistenza. Noi vogliamo che queste testimonianze rimangano scolpite nel tempo”. All’incontro sono intervenuti il professor Javier P. Grossutti, che nel libro ha curato un approfondimento sull’emigrazione friulana in Svizzera, e la professoressa Luisa Forte, vicepresidente Efasce e direttore editoriale della collana “Testimoni”, che ha curato il volume e la sua sezione fotografica. Moderatore  il giornalista Davide Francescutti, che ha  preso parte alla stesura dell’opera. Il libro ospita anche lo scritto del consigliere Efasce Didier Regini che ha accompagnato Bagnariol nell’agosto 2025 alla cerimonia del sessantesimo anniversario (alla quale ha partecipato anche il Ministro Ciriani in rappresentanza della Repubblica Italiana) a Mattmark.  La serata – arricchita dalle letture sceniche di Michela Passatempo e dalle  musiche del Duo AccorDòs – rientra nella serie di tre presentazioni primaverili della collana “Testimoni”. A fine febbraio al Polo Tecnologico di Pordenone si è tenuta quella dedicata al libro sulla vita di “Vittorio Infanti – Un uomo, cento storie”. Il 12 aprile al Museo dell’Emigrazione “Diogene Penzi” di Cavasso Nuovo alle 18.30 invece si terrà il concerto del Duo AccorDòs con lettura scenica di Michela Passatempo e Giovanni Vettorello di passi scelti dei libri della collana. (Inform)

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