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“Il XX secolo non è finito. Transizioni e ambiguità”: un libro dell’Ambasciatore Sergio Vento

CULTURA

 

SOVERIA MANNELLI (Catanzaro) – “Il XX secolo non è finito. Transizioni e ambiguità”: è il titolo del libro dell’Ambasciatore Sergio Vento, uscito da poco per i tipi dell’editore calabrese  Rubbettino e con la prefazione del prof. Mario Caligiuri.

“Il superamento della Guerra Fredda, definizione mediatica di indubbio successo che aveva mascherato per 45 anni le spartizioni dell’Europa a Yalta e della Germania a Potsdam fra i due Imperi vincitori della Seconda Guerra Mondiale, ha riaperto il vaso di Pandora delle identità e delle sovranità che avrebbero dovuto diluirsi nella ambigua e concomitante globalizzazione finanziaria e tecnologica”, si legge nella nota dell’editore. “Tutte le crisi di un Ventesimo Secolo, di cui si era frettolosamente decretata la fine (o la “brevità” secondo Eric Hobsbawm), si sono puntualmente riproposte, dal Baltico al mar Nero, dal Vicino Oriente al Golfo, dai vari scacchieri africani all’Indopacifico. Tale dinamica è stata accompagnata da una duplice sfida: il risveglio degli Imperi dell’Eurasia (ottomano, russo, cinese, persiano, indiano); la simmetrica crisi della democrazia rappresentativa, con le sfide del crescente astensionismo e dell’indebolimento della classica forma-partito, sostituita da movimenti populisti. La cosiddetta policrisi geopolitica si manifesta sullo sfondo della competizione economica e tecnologica fra Stati Uniti e Cina ed è accompagnata da fenomeni quali le incognite climatiche, le minacce pandemiche e i flussi migratori incontrollati. Il XX Secolo non è finito è una raccolta di esperienze e testimonianze attraverso le dinamiche sfociate nell’attuale, evidente erosione della governance, viceversa indispensabile ad un sistema multipolare di relazioni internazionali”. Sergio Vento. Dopo la laurea in Scienze Politiche presso l’Università di Roma è entrato nella carriera diplomatica nel 1963, collaborando con i Sottosegretari di Stato Arialdo Banfi e Mario Zagari. Ha in seguito prestato servizio all’Aja, Buenos Aires e Ankara tra il 1967 e il 1975. Responsabile dell’Ufficio Medio Oriente-Nord Africa fino al 1978 e vice Rappresentante Permanente all’OCSE a Parigi fino al 1985, ha poi collaborato con i vice Presidenti del Consiglio Giuliano Amato e Gianni De Michelis. Ambasciatore a Belgrado dal 1989 al 1992, è stato Consigliere Diplomatico di quattro Presidenti del Consiglio fino al novembre 1995 quando è stato nominato Ambasciatore a Parigi. Successivamente Rappresentante Permanente alle Nazioni Unite a New York dal 1999 al 2003, ha concluso la carriera come Ambasciatore d’Italia a Washington nell’autunno del 2005. Ha tenuto dal 2005 al 2010 un corso di Relazioni Internazionali e Geopolitica presso la LUISS. Si è interessato di consulenze legali, private equity ed infine editoria quale membro del Consiglio di Amministrazione dell’Istituto Treccani.(Inform)

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