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INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

Il vice presidente del Maie, Angelo Viro sul rimpatrio dei connazionali dall’estero

MOVIMENTI ASSOCIATIVI

Viro segnala l’impegno della Farnesina: “Rimpatriare più di 60.000 cittadini italiani, nelle condizioni attuali, non è stata cosa facile”

SANTO DOMINGO – “Tanti nostri connazionali che si trovano all’estero per motivi di lavoro, studio o turismo, sono rimasti bloccati nei paesi ospitanti. Rimpatriare più di 60.000 cittadini italiani, nelle condizioni attuali, non è stata cosa facile”: così il vice presidente del Movimento Associativo Italiani al’Estero (Maie) Angelo Viro in un intervento pubblicato da ItaliaChiamaItalia, in cui segnala come l’impegno della Farnesina abbia consentito anche in questi ultimi giorni la partenza di voli dalla Repubblica Dominicana, da Orlando (Usa) e Cuba, per il rientro dei connazionali.

“L’Unità di crisi della Farnesina e il suo personale, così come coloro che lavorano nelle diverse Rappresentanze diplomatiche consolari, stanno facendo il loro dovere, operando con altruismo e sicuramente dando il massimo, così come stiamo osservando a distanza per quanto riguarda, ad esempio, i nostri operatori sanitari, le nostre forze dell’ordine, la protezione civile. È una situazione senza precedenti – ricorda Viro – e le nostre istituzioni stanno facendo la loro parte”.

“Ogni Stato ha messo le proprie regole, per quanto riguarda l’apertura e chiusura dei propri porti ed aeroporti. Queste regole vanno rispettate ed è con questo che il nostro Governo ha dovuto fare i conti per poter rimpatriare il più velocemente possibile i nostri connazionali all’estero. Ottenere autorizzazioni per poter operare i voli delle linee aeree, in circostanze come quella che stiamo vivendo, non è un compito facile – ribadisce il vice presidente del Maie.

“Alla fine, ciò che conta sono i risultati ottenuti e non le parole che, se mal espresse, rischiano di dividerci. Personalmente, in casi di emergenza, ho imparato a cercare sempre di risolvere le cose e di non perdere tempo in critiche, perché con le critiche non si risolvono i problemi – conclude Viro, augurandosi che una volta terminata questa emergenza globale, le collettività residenti in Centro e Nord America “diventino più forti ed unite che mai”, scegliendo di anteporre sempre il dialogo costruttivo alla critica. (Inform)

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