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“Il Viaggio linguistico di Lara in Italia”: pubblicata dal Consiglio d’Europa la guida italiana per valorizzare i diritti linguistici e le lingue regionali nelle scuole

DIPARTIMENTO AFFARI EUROPEI

 

ROMA – A conclusione delle celebrazioni della Giornata Europea delle Lingue, il Centro Europeo per le Lingue Moderne (ECML) del Consiglio d’Europa ha reso disponibile in italiano “Il Viaggio linguistico di Lara in Italia”; una guida didattica pensata specificamente per le scuole italiane (oltre che europee), e dedicata a studenti e docenti. Ne informa  il Dipartimento Affari Europei della Presidenza del Consiglio dei Ministri. La guida, che intende accompagnare i giovani lettori alla scoperta della straordinaria diversità linguistica del nostro Paese, offrendo una prospettiva scientificamente fondata sulle lingue storicamente parlate in Italia, si apre con una mappa linguistica che mostra l’italiano accanto ad altre 26 lingue (tutte dotate di codice ISO 639-3), presenti nella penisola. Rigoroso nel metodo e nella terminologia, il booklet analizza ciascuna lingua con cenni storici, autori di riferimento, frasi base e audio per la pronuncia. Infine, un albero genealogico riassume il viaggio di Lara, restituendo una visione d’insieme del ricco mosaico linguistico italiano.

La ricchezza linguistica d’Italia, un primato in Europa. Il viaggio di Lara esplora, regione dopo regione, il patrimonio linguistico italiano – tra i più vasti in Europa – e supera la concezione dell’Italia come paese monolingue. Come ricorda il testo, prima dell’Unità nel 1861 oltre il 95% della popolazione non parlava italiano nella vita quotidiana. La diffusione scolastica del Novecento ha spesso marginalizzato le lingue locali, considerate erroneamente inferiori e il cui uso veniva scoraggiato o punito nelle classi. Oggi, grazie anche alle tutele costituzionali (artt. 6 e 9) e al dibattito sull’ampliamento della Legge 482/1999, cresce la consapevolezza di queste lingue come espressioni preziose dell’identità storica e culturale della nazione.

Lingue, non “dialetti”. Le cosiddette “lingue regionali” sono lingue a pieno titolo, dotate di propria grammatica, storia e tradizione letteraria. Il testo spiega che, sebbene in Italia siano spesso indicate impropriamente come “dialetti”, esse meritano piena dignità linguistica, riconosciuta anche dagli standard internazionali usati come criterio di selezione (ISO 639-3). Queste lingue vantano secoli di letteratura, poesia e teatro anche a livelli eccelsi e sono oggi parlate, nonostante tutto, da quasi metà della popolazione italiana. Preservare il bilinguismo regionale. Studi generali sul bilinguismo ne hanno evidenziato i rilevanti vantaggi in termini cognitivi, sociali e persino medici. Attraverso il fenomeno del “bilinguismo regionale” milioni di italiani possono passare con relativa facilità dall’italiano alla lingua locale a seconda del contesto. Si tratta, però, di un equilibrio fragile in quanto studi recenti indicano che sempre meno giovani acquisiscono queste lingue, mettendone a rischio la sopravvivenza. Il messaggio rivolto a educatori e famiglie è chiaro: la trasmissione generazionale è, insieme alle scuole, la chiave per garantire un futuro vitale a questo patrimonio e il plurilinguismo delle generazioni a venire, unitamente alla consapevolezza identitaria e alla sensibilità interculturale.

Il ruolo del Dipartimento per gli Affari Europei. Il progetto, realizzato dall’ECML in collaborazione con Aurelio La Torre, Dirigente della Presidenza del Consiglio dei ministri in servizio al Dipartimento per gli Affari Europei (DAE), si inserisce nel più ampio impegno del DAE per la promozione dei diritti linguistici nel quadro dei diritti fondamentali e dei principi europei in materia. Nel 2023 e nel 2024 il Dipartimento ha organizzato due webinar di ampia rilevanza in occasione della Giornata Europea delle Lingue, collegando da remoto oltre 7.000 scuole italiane.

Con questa pubblicazione realizzata in collaborazione con l’ECML, il DAE conferma il proprio impegno nella promozione dei diritti fondamentali e dei valori europei, valorizzando allo stesso tempo il contributo specifico dell’Italia. La diversità linguistica è infatti un valore cardine dell’Unione Europea, sancito dall’art. 3 del Trattato sull’Unione europea (TUE), che impegna l’UE a “rispettare la ricchezza della sua diversità culturale e linguistica e a vigilare sulla salvaguardia e sullo sviluppo del patrimonio culturale europeo”.

Qui: La guida “Il Viaggio linguistico di Lara in Italia” – PDF (Inform)

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