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Il sottosegretario Vincenzo Amendola in occasione della Festa dell’Europa: “Al via la Conferenza sul futuro dell’Europa, grande prova di democrazia”

POLITICHE EUROPEE

ROMA – “Il 9 maggio si è festeggiata l’Europa e, con la sua nascita, celebriamo la pace, la cooperazione e la solidarietà. Era il 9 maggio 1950 quando l’allora ministro degli Esteri francese Robert Schuman pronunciava il Discorso dell’Orologio, gettando le fondamenta della costruzione europea. Settanta anni fa gli Stati europei si univano intorno alla produzione del carbone e dell’acciaio, intorno alla CECA. Oggi siamo uniti in questa battaglia contro il Covid, con una solidarietà europea mai vista prima, a passi spediti verso le nostre ambizioni di decarbonizzazione e neutralità climatica, verso il Green Deal Europeo”: così in un suo post su Facebook il sottosegretario per gli Affari Europei, Vincenzo Amendola, ha ricordato nei giorni scorsi l’evento.

“Nel giorno di un anniversario così importante prende avvio la Conferenza sul futuro dell’Europa, una grande prova di democrazia e partecipazione europea che durerà fino al 2022. L’occasione giusta – scrive Amendola – per chiederci che tipo di Unione vogliamo disegnare per il futuro. Cambiamenti climatici, migrazioni, tendenze demografiche sono sfide urgenti che richiedono sforzi, a volte anche ‘creativi’, per cui abbiamo bisogno del contributo di tutti. Saranno coinvolte le istituzioni, speriamo partecipino il maggior numero di cittadine e cittadini europei, ma vogliamo che al centro di questo momento di discussione ci siano i giovani. Saranno loro gli autori del futuro dell’Unione. Loro, la prossima generazione”.

“La pandemia ha messo a dura prova l’Unione e ha richiesto una risposta rapida, coesa e solidale, risposta che si è concretizzata nel Next Generation EU: lo straordinario piano di rilancio da 750 miliardi dedicato alla futura generazione europea. Grazie ad esso, l’Italia, primo paese beneficiario, ha potuto varare l’epocale Piano nazionale di ripresa e resilienza che prevede riforme ed investimenti per 245 miliardi. Transizione verde e digitale ne sono i pilastri portanti. Ma non basta. Affinché nessuno sia lasciato indietro, è necessaria una ripresa sostenibile ed inclusiva – ricorda il Sottosegretario.

Amendola richiama poi la conclusione del vertice sociale di Porto, in cui “i leader nazionali hanno discusso del Pilastro sociale europeo, con particolare attenzione ai più colpiti da questa crisi, giovani e donne. Per i giovani, si vuole incentivare l’assunzione e la formazione e contrastare l’abbandono scolastico; per quanto riguarda le donne, si vuole ridurre il divario occupazionale di genere e la disparità salariale, aiutare a conciliare vita professionale e vita familiare. Ed è per questo – prosegue il Sottosegretario – che è bene ricordare che oltre ai padri fondatori, vi furono anche molte madri fondatrici della nostra Unione Europea. Louise Weiss, pioniera della lotta per il diritto di voto delle francesi e per la costruzione europea. Simone Veil, sopravvissuta alla deportazione, prima presidente del Parlamento europeo eletto, poi Ministra alla salute in Francia. E la nostra Nilde Iotti, partigiana, madre costituente, deputata europea e prima presidente donna della Camera dei deputati. La strada è ancora lunga, ma la direzione è quella giusta – conclude Amendola. (Inform)

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