CAMERA DEI DEPUTATI
In Commissione Esteri
“L’azione del Maeci ha contemperato le esigenze di razionalizzazione della spesa con la necessità di garantire nella Repubblica dominicana, attraverso rinnovati ed agili strumenti, la tutela e la promozione degli interessi nazionali, inclusa l’assistenza alle nostre collettività”
ROMA – Alla Commissione Esteri della Camera dei Deputati sono state discusse le interrogazioni presentati dai deputati Alessio Tacconi (Pd), eletto nella ripartizione Europa, e Colomba Mongiello (Pd) in cui si chiedono informazioni su come il Maeci intenda garantire i servizi amministrativi e di assistenza per i nostri connazionali a Santo Domingo, dopo la chiusura dell’Ambasciata italiana. Sollecitati inoltre lumi sia su un’eventuale riapertura della rappresentanza diplomatica, sia sullo stato dei fatti riguardanti gli effetti prodotti dall’annullamento del decreto del Presidente della Repubblica 25 giugno 2014, a norma della sentenza del Tar del Lazio n. 09731/2015 che stabiliva la mancata soppressione dell’ambasciata d’Italia in Santo Domingo.
Nella sua risposta il sottosegretario agli Esteri Benedetto Della Vedova ha ricordato come la soppressione dell’Ambasciata d’Italia in Santo Domingo, a decorrere dal 31 dicembre 2014, rientri tra le misure di riorganizzazione della rete all’estero imposte dal decreto sulla revisione della spesa (DL n. 95 del 2012), che ha comportato per il Maeci l’attuazione di interventi su ben 35 strutture all’estero nel biennio 2013-2014. “Per ammortizzare gli effetti della chiusura della nostra Rappresentanza diplomatica nella Repubblica dominicana e assicurare il proficuo sviluppo delle relazioni con le Autorità locali, – ha ricordato Della Vedova – la Farnesina ha ridisegnato la presenza istituzionale italiana nel Paese caraibico.
In primo luogo è stata creata una struttura diplomatica, sotto forma di sezione distaccata dell’Ambasciata d’Italia in Panama, che opera presso la Delegazione UE in Santo Domingo, nel quadro di una moderna sinergia logistica e funzionale con il Servizio Europeo di Azione Esterna. Attivo dal 1o gennaio 2015, tale Ufficio è guidato da un funzionario diplomatico stabilmente residente nel Paese, accreditato con titolo di Incaricato d’affari presso il Governo dominicano, ed agisce in costante raccordo con l’Ambasciata a Panama, il cui titolare è stato a sua volta accreditato presso lo Stato dominicano quale ambasciatore d’Italia non residente. Nel quadro di tale riassetto, – ha proseguito il sottosegretario -.è stato inoltre posto in essere un mirato piano di riorganizzazione e potenziamento della nostra rete consolare onoraria nel Paese, in particolare attraverso la creazione di un Consolato Generale Onorario in Santo Domingo e di un Consolato onorario a La Romana, che sono stati recentemente avviati ad operatività, una volta acquisite le necessarie autorizzazioni da parte delle Autorità locali. Peraltro, proprio il ritardo con cui queste ultime hanno concesso, in conformità alle vigenti normative internazionali, gli assensi alla ristrutturazione della rete consolare onoraria, nonché il gradimento al nostro Capo Missione a Panama, ha fatto sì che la realizzazione del piano sopra descritto si sia completata con ampio ritardo rispetto alle tempistiche programmate”. Della Vedova ha poi precisato come sul piano dei servizi consolari l’Ambasciata a Panama abbia attuato una serie di concrete misure per venire incontro alle esigenze dei connazionali residenti nell’isola e ai cittadini dominicani. “Periodicamente – ha spiegato il sottosegretario – i funzionari consolari dell’ambasciata si recano a Santo Domingo, in particolare per captare i dati biometrici necessari all’emissione del passaporto ai connazionali. La fruizione dei servizi connessi allo stato civile avviene anche avvalendosi della rete dei consoli onorari sull’isola, presso i cui uffici gli interessati possono presentare le relative istanze. Nel settore dei visti d’ingresso, – ha continuato Della Vedova – è stato attivato da qualche mese a Santo Domingo un centro di raccolta delle domande, affidato in outsourcing, che permette di esentare i richiedenti dominicani dal recarsi a Panama per presentare l’istanza di ottenimento del visto di ingresso. Tale struttura, operativa dal 1o ottobre 2015, ha sensibilmente migliorato la qualità del servizio visti erogato ai cittadini dominicani”.
Per quanto riguarda gli esiti della sentenza da Della Vedova è stato inoltre precisato come, in data 29 febbraio 2016, il Consiglio di Stato abbia accolto l’appello presentato all’Amministrazione avverso la sentenza con cui il TAR Lazio in data 20 Luglio 2015 aveva annullato, in accoglimento di un ricorso dell’Associazione “Casa de Italia”, il provvedimento di soppressione dell’Ambasciata a Santo Domingo. “Nel ribaltare la sentenza del TAR e confermare la piena legittimità del Decreto presidenziale di soppressione dell’Ambasciata in parola, – ha puntualizzato il sottosegretario – il Consiglio di Stato ha affermato la totale coerenza dell’operato dell’Amministrazione, proprio laddove la chiusura della sede è stata accompagnata da un ampio ed articolato ventaglio di misure ‘compensative’. L’azione del Maeci – ha proseguito Della Vedova – ha dunque efficacemente contemperato le esigenze di razionalizzazione della spesa con la necessità di garantire nella Repubblica dominicana, attraverso rinnovati ed agili strumenti, la tutela e la promozione degli interessi nazionali, inclusa l’assistenza alle nostre collettività, e la più proficua collaborazione con il Governo locale”.
In conclusione Della Vedova ha assicurato, su un piano più generale, “che la Farnesina è sempre disponibile ad aprire uffici diplomatico-consolare all’estero quando se ne ravvisi l’opportunità, se dotata delle risorse umane e finanziarie necessarie. A tal fine – ha aggiunto – stiamo esplorando, ove si rendessero disponibili le risorse, la possibilità di alcune limitate aperture e in questo ambito potremo proseguire la riflessione sulla situazione di Santo Domingo”.
In sede di replica il deputato Tacconi si è dichiarato soddisfatto dalla risposta ricevuta dal sottosegretario e ha ricordato di aver presentato l’atto in titolo nel 2014, quando ancora non erano state adottate le misure compensative ora descritte, come l’istituzione di una sezione distaccata, l’apertura di due consolati onorari e la raccolta di dati biometrici. Per Tacconi il quadro descritto dal sottosegretario Della Vedova assicura un presidio diplomatico idoneo a garantire i connazionali residenti o ivi presenti per turismo. In ogni caso il deputato ha espresso l’intenzione di voler continuare a monitorare il buon andamento della situazione al fine di prevenire l’emergere di nuove criticità. Da canto suo la deputata Mongiello si è detta parzialmente soddisfatta della risposta del Governo in ragione delle reiterate gravi segnalazioni ricevute dai connazionali in merito alla qualità dei servizi consolari resi a Santo Domingo. “Trattandosi di un Paese ad alto tasso di criminalità, – ha spiegato la deputata del Pd – i turisti e i residenti italiani rappresentano l’esigenza di tutele più elevate rispetto ad altri Paesi, che l’attuale sistema di outsourcing non riesce ad assicurare, con la conseguente necessità di doversi rivolgere all’Ambasciata di Panama, situata a tre ore di volo”. Dello stesso tono l’intervento della deputata del Pd Francesca La Marca che ha riferito in ordine alla precarietà dei servizi resi dalle autorità consolari a Santo Domingo, da cui, secondo la deputata eletta nella ripartizione America Settentrionale e Centrale, deriva una reazione di allontanamento da parte dei nostri connazionali residenti. La Marca ha inoltre segnalato la positiva situazione, anche in termini di bilancio, in cui si trovava l’Ambasciata dominicana prima della chiusura. (Inform)