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INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

Il Sottosegretario agli Esteri Silli risponde all’interrogazione del deputato Ricciardi (Pd- ripartizione Europa) sulla perdita del potere d’acquisto dei contrattisti in Svizzera: dal 1° gennaio 2024 le retribuzioni vengono corrisposte in valuta locale

CAMERA DEI DEPUTATI

 

ROMA – Il Sottosegretario agli Esteri Giorgio Silli ha risposto ad un’interrogazione del deputato del, Pd, eletto nella ripartizione Europa, Toni Ricciardi sulla retribuzione in euro dei contrattisti dell’Ambasciata d’Italia in Svizzera, che ha causa della svalutazione della moneta europea rispetto al Franco Svizzero, hanno perso potere d’acquisto.   Nell’interrogazione il deputato chiedeva “quali iniziative di competenza intendesse intraprendere il Governo per consentire di effettuare operazioni in valuta estera per le disponibilità esistenti nei conti costituiti presso le rappresentanze diplomatiche e gli uffici consolari, per le spese connesse alle esigenze di funzionamento, quali soprattutto gli emolumenti dei dipendenti”.

Nella risposta il Sottosegretario Silli ha spiegato che il Ministero degli Esteri, per rispondere agli effetti negativi del processo di svalutazione dell’euro rispetto al franco svizzero, si è fatto parte attiva per porre rimedio alla perdita del potere di acquisto da parte del personale a contratto retribuito in euro in servizio presso le sedi accreditate in Svizzera. In primis nel 2013, nel 2015, nel 2018 e nel 2021, l’amministrazione ha disposto quattro aumenti retributivi per questa categoria di personale, sempre al fine di contenere la perdita del potere di acquisto. Con l’adozione del decreto interministeriale dell’8 gennaio 2024, promosso dalla Farnesina, a decorrere dal 1° gennaio 2024 le retribuzioni di tutto il personale a contratto in servizio in Svizzera vengono corrisposte in valuta locale. Il provvedimento giunge al termine di un laborioso iter, necessario per integrare quanto disposto dalla normativa vigente in materia. In Svizzera, successivamente all’entrata in vigore dell’euro e del Decreto interministeriale del 31 dicembre 2002, il personale a contratto ha potuto esercitare volontariamente un diritto di opzione per la valuta di corresponsione delle retribuzioni. Molti avevano optato per l’euro. Fino al 31 dicembre scorso, dei 67 impiegati a contratto in servizio, 22 erano retribuiti in franchi svizzeri, 45 in euro. Il processo di svalutazione dell’euro nei confronti del franco svizzero ha fatto emergere le criticità legate a tale sistema retributivo e ha portato all’attenzione del Ministero degli Esteri la necessità di valutare un cambiamento. Silli ha spiegato che tali distorsioni possono considerarsi definitivamente risolte, alla luce dell’adozione del summenzionato decreto interministeriale dell’8 gennaio 2024. In merito alle spese per il funzionamento, le sedi – nell’ambito della propria autonomia gestionale – hanno la facoltà di richiedere i fondi nella valuta ritenuta più opportuna. Ambasciata e Consolati in Svizzera richiedono e ricevono regolarmente finanziamenti in franchi svizzeri. (Inform)

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