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Il sottosegretario agli Esteri Manlio Di Stefano ha risposto in Aula all’interrogazione della deputata Elisa Siragusa (M5S, ripartizione Europa) sull’Istituto italiano statale comprensivo di Barcellona

CAMERA DEI DEPUTATI

 

L’interrogazione era stata presentata in seguito alle incertezze sull’avvio di questo anno scolastico. Le lezioni sono ripartite ma è ancora in corso la ricerca di una soluzione stabile

(foto fonte Camera)

ROMA – Il sottosegretario agli Esteri Manlio Di Stefano ha risposto alla Camera dei deputati ad un’interrogazione rivolta ai Ministeri degli Esteri e dell’Istruzione da parte di Elisa Siragusa (M5S, ripartizione Europa) su iniziative che possano assicurare la piena operatività dell’Istituto italiano statale comprensivo di Barcellona.

L’interrogazione era stata presentata nel giugno scorso, periodo in cui non si era certi che le lezioni potessero riprendere a settembre, come poi è avvenuto.

Di Stefano ricorda che l’Istituto è stato istituito nel 2003 e riunisce la scuola primaria statale “Maria Montessori”, la scuola secondaria di primo grado “Edoardo Amaldi”, entrambe situate nella sede di Carrer de Setantì, a Sarrià, e il liceo scientifico “Edoardo Amaldi”, situato nella sede storica di Pasaje Mendez Vigo. Ricorda anche il numero degli studenti iscritti nell’anno scolastico 2019-2020: in totale 549, suddivisi tra scuola primaria, 253, scuola secondaria di primo grado, 150, e liceo scientifico, 146. A questi si aggiungono cento iscritti alla scuola dell’infanzia paritaria ospitata presso i locali di Pasaje Mendez Vigo. “I titoli di studio finali hanno valore legale a tutti gli effetti sia in Italia che in Spagna e l’insegnamento delle materie curriculari italiane è integrato con lo studio della lingua e cultura spagnola – segnala ancora Di Stefano, richiamando il contingente del personale della scuola inviato dall’Italia per l’anno scolastico in corso: “35 unità; di queste 33 sono docenti, di cui uno in servizio alla scuola dell’infanzia paritaria e 3 di sostegno, cui si aggiungono un dirigente scolastico e un direttore dei servizi generali ed amministrativi. Oltre al personale inviato dall’Italia – aggiunge il Sottosegretario, – la scuola può contare su 16 unità, di cui 7 docenti e 9 amministrativi, contrattate localmente a tempo indeterminato”.

Di Stefano precisa poi che gli edifici che ospitano la scuola statale di Barcellona sono di proprietà dell’Ente Casa degli italiani, associazione nata in seno alla comunità locale nel 1911 con lo scopo iniziale di acquisire o costruire immobili destinati ad ospitare le scuole italiane. “L’ultimo contratto relativo ai plessi dell’Istituto comprensivo di Barcellona firmato dal consolato generale e dall’Ente Casa degli italiani risale al 2012, con scadenza il 30 giugno 2018. Nel corso del negoziato relativo al rinnovo del contratto è emersa l’assenza di alcuni documenti necessari all’operatività della scuola, in particolare le specifiche licenze d’uso scolastico degli edifici, richiesti dalla nuova normativa locale. La necessità di uniformare gli edifici alla nuova normativa di riferimento al fine di ottenere le licenze prescritte è divenuta dunque l’elemento centrale del negoziato. Le nuove e più rigorose normative locali in materia di sicurezza degli edifici scolastici imponevano, infatti, l’effettuazione di importanti lavori di ristrutturazione in entrambi i plessi, con problemi particolarmente complessi per l’edificio di Mendez Vigo – rileva Di Stefano, segnalando anche che il Consolato generale in Barcellona “si è attivato da subito per sollecitare l’ente proprietario ad attuare le misure necessarie”. “Sulla base delle indicazioni dei tecnici dell’amministrazione locale, è emersa la possibilità di una piena messa a norma del plesso di Sarrià. Per l’edificio di Mendez Vigo – segnala il Sottosegretario – si è verificata la praticabilità di soluzioni che garantiscano l’utilizzo ai fini scolastici soltanto per un periodo di tempo limitato. Parallelamente alle verifiche di natura tecnica, il Consolato ha ricercato soluzioni immobiliari alternative, anche con l’obiettivo di riunire l’Istituto statale in un unico edificio”.

Tale ricerca tuttavia non ha avuto ad oggi esito positivo – prosegue Di Stefano, – sia per l’onerosità delle offerte immobiliari ricevute che per le difficoltà legate all’emergenza Covid; “per tale  ragione si è quindi negoziato con l’Ente Casa degli italiani il rinnovo del contratto di affitto ed  è stata raggiunta un’intesa preliminare che definisce di comune accordo, nel rispetto della normativa locale ed italiana, gli adempimenti e gli adeguamenti relativi ai due edifici. Inoltre – aggiunge il Sottosegretario, – è stata concordata la stipula di contratti separati per i due plessi, che si differenziano, oltre che per l’entità del canone, anche per la durata. In attesa della firma dei contratti definitivi, sono quindi state completate le misure e le attività di adeguamento strutturale”, “un intenso lavoro – conclude – che ha permesso di assicurare l’avvio dell’anno scolastico 2020-2021”. In sede di replica, Siragusa si dichiara soddisfatta della risposta, rilevando che lo sforzo del Ministero ha consentito l’avvio di questo anno scolastico nei tempi previsti. Auspica quindi che si prosegua in tal senso, per “trovare una soluzione duratura affinché gli studenti e i genitori non debbano trovarsi, l’anno prossimo, a doversi chiedere ancora se l’anno scolastico ripartirà”. (Inform)

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