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INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

Il sottosegretario agli Esteri, Guglielmo Picchi, sul rafforzamento degli uffici consolari italiani nel Regno Unito

SENATO DELLA REPUBBLICA

 

In Commissione Esteri la risposta ad un’interrogazione degli esponenti di Forza Italia Lucio Malan e Raffaele Fantetti, eletto nella ripartizione Europa. “La Farnesina – assicura Picchi – continua a seguire con estrema attenzione la situazione Brexit e a valutare, ove necessario, eventuali ulteriori misure a tutela di cittadini e imprese nel Regno Unito”

 

ROMA – Il sottosegretario agli Esteri, Guglielmo Picchi ha risposto in Commissione Esteri al Senato all’interrogazione presentata dagli esponenti di Forza Italia Lucio Malan e Raffaele Fantetti, eletto nella ripartizione Europa, in merito al rafforzamento degli uffici consolari italiani nel Regno Unito.

In primo luogo Picchi ha ribadito come “la Farnesina riservi la massima attenzione all’efficienza della rete consolare, in particolare nelle sedi operanti in Paesi con importanti comunità italiane come il Regno Unito dove, in connessione con la Brexit, si è registrato un incremento esponenziale della domanda di servizi consolari”. “Quella nel Regno Unito è, infatti, secondo i dati ufficiali, la sesta comunità italiana per grandezza, con oltre 340.000 iscritti agli schedari consolari di Londra ed Edimburgo ma un numero simile di non iscritti, per un totale stimato di oltre 700.000 persone – ha affermato il Sottosegretario, ricordando come “il numero di connazionali iscritti alla sola Aire di Londra cresce ad un ritmo molto sostenuto: al 31.12.2017 i connazionali iscritti erano 305.671 (con un aumento del 9% rispetto al 2016); al 31 dicembre 2018 erano 329.955 – con un aumento di più di 24.000 persone; ed al 28 febbraio 2019 sono già 334.796, aumento di quasi 5.000 persone in soli due mesi”.

 

Viene poi richiamata la struttura della rete consolare in Uk, dove operano “due Consolati generali: uno a Londra in cui, oltre al Console generale e a due Consoli, prestano servizio attualmente circa 62 unità di personale; e uno a Edimburgo, in cui il Console generale è assistito da 8 collaboratori”. “Per mettere in condizione il Consolato generale a Londra di far fronte al forte aumento della richiesta di servizi da parte dei connazionali in connessione alla Brexit, la Farnesina ha recentemente disposto un piano di rafforzamento delle capacità della sede del tutto straordinario, viste anche le limitate risorse finanziarie e di organico di cui dispone – afferma Picchi, segnalando come sia stato disposto l’invio a Londra di “un ulteriore funzionario diplomatico con funzioni di Console dal gennaio 2019 e di sette funzionari consolari in assegnazione temporanea”. “Nel gennaio scorso è stata inoltre disposta la permanenza a Londra di altre due unità di ruolo per sei mesi ciascuna – aggiunge il Sottosegretario, precisando come “il rafforzamento della rete estera, e a maggior ragione l’istituzione di nuovi uffici, sarà possibile solo a fronte della disponibilità di nuove risorse umane e finanziarie”. A questo proposito l’esponente del Governo ricorda “l’incremento di 150 unità complessive, disposto dalle leggi di bilancio del 2018 e 2019, del contingente di personale a contratto presso le sedi all’estero”, che, “nonostante le mansioni svolte siano per loro natura diverse da quelle del personale di ruolo, contribuirà ad intervenire sulle situazioni più critiche in essere nella rete diplomatico-consolare, tra cui sicuramente quella degli uffici consolari”.

“Per quanto concerne il personale a contratto assunto localmente, nel 2018 è stato autorizzato il potenziamento del Consolato generale di Londra con l’assunzione di 15 unità temporanee, e ciò ha portato il numero delle unità a contratto presenti a 47. Al Consolato generale di Edimburgo, invece, sono presenti 5 unità a tempo indeterminato – prosegue Picchi, che ricorda poi le misure urgenti disposte dal decreto legge del 25 marzo 2019 in caso di no deal. Esso ha infatti “previsto maggiori risorse a favore della rete consolare italiana nel Regno Unito”, così di seguito riportate: “acquisto e/o ristrutturazione degli immobili già adibiti o da adibire a sedi di uffici consolari nel Regno Unito (2,5 milioni di euro per l’anno 2019 e di 1 milione di euro per l’anno 2020); incremento del numero di dipendenti di ruolo destinati agli uffici consolari (750.000 euro per l’anno 2019 e di 1,5 milioni di euro annui a decorrere dall’anno 2020); potenziamento delle risorse per il funzionamento delle sedi coinvolte (1,5 milioni di euro a decorrere dall’anno 2019); incremento di 50 unità il contingente del personale locale da destinare soprattutto ai consolati; nell’intento di fornire servizi più rapidi ed incisivi ai cittadini all’estero, rendere l’iscrizione dei connazionali all’Aire efficace dal momento della presentazione della dichiarazione fornita all’ufficio consolare, anziché dal momento della ricezione della stessa da parte dell’Ufficiale di anagrafe in Italia”.

Richiamata poi la rete consolare onoraria operante nel Regno Unito, composta – escludendo Gibilterra e i territori extraeuropei – da quindici uffici consolari onorari, di cui undici dipendenti dal Consolato generale di Londra. “Come noto, i titolari delle strutture onorarie, alla luce della normativa in vigore, prestano servizio su base del tutto volontaria e senza ricevere alcuna retribuzione, potendo contare esclusivamente su un parziale contributo per le spese di ufficio, oltre al rimborso delle spese postali e quelle sostenute per sussidi ai connazionali. Ciononostante, il ruolo svolto dagli uffici onorari – afferma Picchi – è di grande e crescente rilevanza in quanto assicurano una presenza capillare sul territorio. Molti di essi, inoltre, sono stati recentemente autorizzati a procedere alla captazione dei dati biometrici per il rilascio dei passaporti, fornendo così un ulteriore servizio assai apprezzato dalle nostre collettività”.

 

Sul fronte passaporti, il Sottosegretario segnala che “il Consolato generale a Londra emette ora, anche grazie alle 15 unità di personale a contratto temporaneo assunte nel 2018, una media di 3.000 passaporti al mese (5.950 nei primi due mesi del 2019, in aumento del 35% rispetto allo stesso periodo del 2018). Pertanto, tra appuntamenti fissati dai connazionali, canale emergenza, passaporti postali e quelli che ci giungono dalla rete consolare onoraria dotata di kit biometrico, il Consolato emette circa 150 passaporti al giorno, considerando una media di 20 giorni lavorativi al mese”.

“In merito alle modalità di prenotazione degli appuntamenti, il Consolato generale – prosegue Picchi – ha riferito che il centralino telefonico è stato dotato di una nuova piattaforma informatica con sistema di coda e call back che può gestire fino a 24 telefonate simultaneamente. Data l’enorme richiesta, in alcuni momenti della giornata tutte e 24 le linee possono risultare occupate. Tuttavia, gli stessi connazionali ci segnalano che il sistema funziona e che, con una ragionevole attesa, si riesce a prenotare. Stesso discorso per quanto riguarda il PrenotaOnLine, ripristinato nei mesi scorsi – afferma il Sottosegretario, segnalando come “ogni giorno alle ore 19 diventano disponibili nuovi slot (40) per gli appuntamenti pomeridiani che attualmente vengono dati a 12 settimane”. Richiamato anche il fatto che gli accessi giornalieri al Consolato generale gestiti come emergenze, previa analisi delle situazioni specifiche, possono talvolta essere limitati per motivi di sicurezza.

“La Farnesina – conclude il Sottosegretario – continuerà in ogni caso a seguire con estrema attenzione la situazione e a valutare, ove necessario, eventuali ulteriori misure a tutela dei nostri cittadini e imprese nel Regno Unito”.

In sede di replica, Malan evidenzia una discrepanza tra i dati a sua disposizione rispetto a quelli forniti dal Governo e prende atto delle ulteriori nuove assunzioni di personale, volte a rafforzare i servizi a favore dei connazionali, previste, per ultimo, dal recente decreto-legge sulla Brexit. (Inform)

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