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INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

Il sottosegretario agli Esteri Emanuela Claudia Del Re sul rafforzamento della rete consolare, in particolare a Londra e Manchester

CAMERA DEI DEPUTATI

Interrogazione presentata da Massimo Ungaro (Pd, ripartizione Europa)

Richiamato il “piano di rafforzamento straordinario che permetterà di venire incontro alle esigenze dei connazionali”. La replica di Ungaro: “Continuare nel solco della decisione presa dal Governo precedente, con la riapertura del Consolato a Manchester”

ROMA – Il sottosegretario agli Esteri, Emanuela Claudia Del Re ha risposto alla Camera dei Deputati all’interrogazione presentata da Massimo Ungaro (Pd, ripartizione Europa) in merito a possibili iniziative per incrementare personale e risorse finanziarie della rete consolare italiana all’estero, con particolare riferimento alle sedi di Londra e Manchester.

Tra le richieste formulate dall’esponente democratico, anche quella “sullo stato complessivo delle risorse di personale ed economiche messe a disposizione per la rete consolare italiana all’estero” e su una rapida implementazione delle procedure di assunzione delle unità di personale previste per il biennio 2018-2020 e da distribuire prioritariamente – scrive – nelle strutture di quei paesi in cui più numerosa è la collettività italiana.

Nella sua risposta Del Re ha segnalato come la questione stia “particolarmente a cuore alla Farnesina”, ricordando come la situazione determinatasi con la “pesante riduzione del personale di ruolo” degli ultimi anni e il “drastico innalzamento dell’età media” di quest’ultimo – 56 anni – abbia inciso sul funzionamento delle strutture e sull’erogazione dei servizi all’estero. Richiamata anche l’ulteriore redistribuzione di personale avvenuta in concomitanza con il piano di aperture di nuovi uffici in Paesi emergenti o di forte interesse strategico per l’Italia, e che ha concorso ha generare “aspetti che non mancano di destare preoccupazione – ammette il sottosegretario.

“Per fare fronte a tale situazione il Maeci ha introdotto negli ultimi anni incisive riforme per favorire la mobilità del personale e la flessibilità del suo impiego sulla rete – afferma Del Re, segnalando poi l’avvio delle procedure per la selezione e assunzione di 177 funzionari amministrativi e consolari nel biennio 2018-2019, e di 44 funzionari appartenenti all’area della promozione culturale, personale che “sarà decisivo per preservare la funzionalità della rete all’estero”. Obiettivo dell’amministrazione è l’assunzione dei vincitori di concorso – il cui bando è stato pubblicato la settimana scorsa sulla Gazzetta Ufficiale – entro il 2019 e “possibilmente anche dei candidati dichiarati idonei”. Ad essi si aggiungeranno i 100 contrattisti la cui assunzione è stata disposta dalla legge di bilancio del 2018 per “intervenire sulle situazioni più critiche, tra cui sicuramente quella degli uffici consolari – rileva il sottosegretario, ribadendo la massima attenzione della Farnesina in particolare “alle sedi con più rilevante presenza di comunità italiane espatriate”. Tra esse vi è anche il caso del Regno Unito e, in particolare, il Consolato generale a Londra, che “in connessione con la Brexit, ha registrato un incremento esponenziale della domanda di servizi consolari – segnala il sottosegretario, rilevando come tale Consolato sia “ormai il più grande ufficio consolare italiano al mondo”, con più di 320.000 connazionali residenti iscritti all’Aire. Oltre a questi ultimi, inoltre, le stime parlano di altrettanti connazionali residenti in loco, ma non ancora registrati, “per un totale di circa 600 mila connazionali stabiliti nel Regno Unito”. “A fronte di questi numeri in forte crescita, il Consolato generale a Londra dispone di 18 dipendenti di ruolo, compreso il console generale, e 37 contrattisti – precisa il sottosegretario, rilevando come sia stato recentemente disposto “l’invio di 5 funzionari consolari in assegnazione temporanea e assunte 5 unità a contratto locale temporaneo”. “È stata inoltre disposta l’assunzione di ulteriori 10 persone a contratto per un anno; l’assunzione di tali ultime unità di personale non è ancora stata finalizzata – precisa – e gli effetti della loro presenza saranno pertanto visibili a breve”. Si tratta dunque “viste le risorse attualmente disponibili” di “un piano di rafforzamento del tutto straordinario” e che permetterà di venire incontro anche alle esigenze dei connazionali residenti a Manchester e in altre località del Regno Unito – prosegue Del Re, che a proposito di una possibile riapertura del Consolato di Manchester spiega che essa “potrà costituire oggetto in esame, così come qualsiasi altra ipotesi di istituzione di sedi diplomatico-consolari, nell’eventualità di un rafforzamento delle risorse umane e finanziarie a disposizione del Maeci”. Infine, viene richiamato l’impegno messo in campo per la digitalizzazione dei servizi consolari, con il servizio Fast.it per l’iscrizione all’Aire, mentre a breve “andrà a regime la distribuzione ai consoli onorari dell’attrezzatura per la captazione e l’invio a distanza dei dati biometrici necessari per il rilascio di passaporto – conclude Del Re.

In sede di replica, Ungaro ringrazia il sottosegretario per “l’impegno della Farnesina e del Governo nel cercare di fare fronte a questa emergenza”, ma ribadisce come la situazione da lui segnalata resti “estremamente grave” “perchè l’esodo di italiani continua” e “a fronte di questo aumento della domanda, il personale dei consolati nel mondo è diminuito del 30%: nel 2006 erano quasi 4.000 unità e oggi sono neanche 2.700 – ricorda.

L’esponente democratico rileva dunque come occorrano “molte più persone, molti più mezzi e accelerare assolutamente la digitalizzazione dei nostri servizi consolari”. “È veramente difficile  pensare di promuovere il sistema Paese fuori dai confini nazionali se lo Stato neanche è capace di fornire quei servizi più basici e più semplici, come un banale rinnovo del passaporto – segnala Ungaro, ricordando poi come le difficoltà non siano confinate al caso inglese. “Vorrei segnalare -rileva – il caso di Charleroi, in Belgio, dove ci sono oltre 200.000 cittadini italiani e c’è una cronica carenza di personale, ma anche il Lussemburgo, varie parti della Germania e della Svizzera; il caso della Spagna, con Madrid e a Barcellona in cui la popolazione italiana è in aumento esponenziale; le isole Canarie, dove non c’è neanche un consolato, ma solo un consolato onorario a Las Palmas; l’Olanda, dove abbiamo cittadini italiani della prima emigrazione, pensionati che hanno grandi problemi a Delft e a Enschede e dove la chiusura del consolato di Amsterdam sta creando problemi all’utenza”.

Per tornare al Regno Unito, la richiesta ribadita da Ungaro al Governo è quella di “continuare nel solco della decisione presa dal Governo precedente, con la riapertura del Consolato a Manchester dato che sono oltre 50.000 i cittadini italiani che al momento devono andare in quello di Londra”. (Inform)

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