RETE CONSOLARE
In Commissione Esteri della Camera dei Deputati
Richiamata la natura temporanea degli sportelli consolari, soluzioni individuate nella fase di riorganizzazione della rete consolare di prima categoria. In fase di conclusione l’iter finalizzato all’individuazione di un console onorario in loco
ROMA – Il sottosegretario agli Esteri Benedetto Della Vedova ha risposto in Commissione Affari esteri alla Camera dei Deputati ad un’interrogazione di Gessica Rostellato (Pd) relativa alla chiusura dello sportello consolare di Manchester.
Rostellato si era soffermata sulla “disagevole situazione” che i connazionali si trovavano ad affrontare con la chiusura, da luglio 2014, dallo sportello consolare di Manchester, struttura che serviva un’area vasta quanto il Nord Italia e una popolazione italiana di oltre 40 mila persone, secondo i dati ufficiali dell’Aire. Un numero di presenze che però si ritiene senz’altro maggiore delle stime, visto che “il Regno Unito, in questo momento storico, registra il più alto flusso di arrivi di cittadini italiani – segnalava l’interrogante, ricordando come i soli consolati operativi in Inghilterra restassero quelli di Londra ed Edimburgo, richiedendo così spostamenti non agevoli in termini di tempo e denaro. Si chiedeva pertanto se il Ministro degli Affari esteri “non intendesse riconsiderare tutte le decisioni fin qui prese per il riordino della rete consolare”, visti i disagi connessi a tale riorganizzazione, e “cosa intendesse fare al fine di salvaguardare e assicurare la tutela degli interessi italiani fuori dai confini nazionali”.
Della Vedova ricorda nella sua risposta il “complesso e articolato piano di riorganizzazione della rete diplomatica, consolare e culturale, che ha coinvolto 35 strutture all’estero” e messo in atto per “ottemperare agli obblighi di riduzione della spesa pubblica”, piano formulato “attraverso un processo di condivisione promosso dalla Farnesina, in uno spirito di trasparenza e di apertura al dialogo, con una pluralità di attori istituzionali interessati tra i quali Commissioni parlamentari, istanze rappresentative dei connazionali all’estero ed organizzazioni sindacali”. “In tale contesto – ribadisce – sono stati inoltre presi in esame, in particolare per quanto riguarda gli uffici consolari, molteplici parametri obiettivi, tra i quali il volume dell’attività consolare, la consistenza della collettività dei connazionali residenti, la distanza tra la sede in soppressione e quella che riceve le competenze e la facilità dei relativi collegamenti”. Riafferma come la “razionalizzazione delle risorse finanziarie ed umane è al contempo condizione indispensabile per assicurare l’adeguamento della rete stessa, la cui intelaiatura ha avuto origine in contesti storici profondamente diversi da quello attuale, specie con riferimento al cammino dell’integrazione europea, ai nuovi scenari internazionali in cui l’Italia si trova ad operare”. “In tale ottica – aggiunge il sottosegretario, – il rafforzamento delle nostre posizioni in Paesi di nuova priorità e nei mercati emergenti, similmente ai processi in corso anche presso i nostri principali partner europei, si pone al servizio di una diplomazia della crescita, mirando a fare della rete estera uno strumento moderno ed aggiornato, nonché finanziariamente sostenibile, a sostegno della proiezione del Sistema Paese e della competitività dell’Italia nel nuovo sistema globale delle relazioni internazionali”.
Per quanto riguarda nello specifico lo sportello consolare di Manchester, egli ricorda come si sia trattato di una “soluzione-ponte”, individuata nella fase di riorganizzazione della rete consolare di I categoria e dunque “sin dall’inizio concepita come misura temporanea e transitoria in attesa del completamento dei lavori presso il Consolato Generale di Londra che funge ora a tutti gli effetti da polo consolare di riferimento per l’intera area inglese, avendo anche assorbito le competenze dello sportello consolare di Bedford”. “Lo sportello, peraltro, impiegando esclusivamente personale a contratto, aveva una funzionalità fortemente limitata in quanto la maggior parte delle pratiche dovevano necessariamente essere finalizzate presso il Consolato generale di Londra – afferma Della Vedova, segnalando come “dovendo operare una scelta” la chiusura di uno sportello consolare risulti “per la collettività nel suo insieme, e facendo astrazione dalla comunità territorialmente più direttamente interessata, ben meno gravosa che la chiusura di un ufficio di prima categoria, che priverebbe l’utenza della totalità dei servizi consolari”.
Il sottosegretario segnala infine come “in attuazione del più generale impegno governativo a favorire nelle circoscrizioni interessate da provvedimenti di riorganizzazione della rete la creazione di strutture sostitutive” sia stato recentemente istituito a Manchester un Consolato onorario, quale “strumento di continuata assistenza verso le collettività e di dialogo con le autorità locali”. In via di conclusione l’iter finalizzato ad individuare il candidato alla titolarità dell’ufficio in questione, “che potrebbe tra l’altro essere interessato dal progetto pilota di estensione agli uffici onorari delle apparecchiature per la rilevazione dei dati biometrici ai fini dell’emissione del passaporto – conclude Della Vedova.
In sede di replica, Rostellato afferma di essere “parzialmente soddisfatta per ciò che è stato fatto per venire incontro ai cittadini italiani presenti nella zona di Manchester, quanto al sostegno complessivo e alla consegna dei documenti”. L’auspicio è che “tale attività possa proseguire, in modo che questi ultimi non debbano rivolgersi al lontano Consolato generale di Londra”. (Inform)