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INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

Il sottosegretario agli Esteri Benedetto Della Vedova ha risposto a due interrogazioni relative all’indicazione dello Stato di residenza sul passaporto degli iscritti all’Aire

CAMERA DEI DEPUTATI

In Commissione Affari Esteri Gianluca Pini (Ln), Lia Quartapelle ed Emanuele Fiano (Pd) segnalano le problematiche dei connazionali residenti in Israele, limitati nella libertà di circolazione per i non facili rapporti diplomatici che intercorrono tra quest’ultimo e alcuni Paesi arabi

 

ROMA – Il sottosegretario agli Esteri Benedetto Della Vedova ha risposto in Commissione Esteri alla Camera dei Deputati a due interrogazioni relative all’indicazione dello Stato di residenza sul passaporto dei cittadini italiani iscritti all’Aire.

Il caso cui fanno riferimento Gianluca Pini (Ln) – primo firmatario – e, nella seconda interrogazione, Lia Quartapelle ed Emanuele Fiano (Pd) è quello dei connazionali residenti in Israele, che possono incorrere in limitazioni della loro libertà di circolazione qualora sul passaporto venga indicato appunto tale Stato di residenza, a causa dei non facili rapporti diplomatici che intercorrono con Stati terzi e che impediscono di fatto l’ingresso o la permanenza sul loro territorio ai cittadini israeliani.

Gli interroganti chiedono pertanto se il Governo intenda assumere iniziative per prevedere per i cittadini italiani già in possesso di regolare passaporto e che ne facciano richiesta, il rilascio, in caso di rinnovo, di un secondo passaporto che preveda in luogo dell’indicazione dello Stato di residenza, quella relativa all’ultimo comune italiano di residenza.

Della Vedova segnala come il Maeci abbia già assunto iniziative per porre rimedio a tali difficoltà, grazie anche alla collaborazione con il Ministero dell’interno. Ricorda come “la residenza non costituisce elemento necessario all’identificazione del titolare del documento di identità”, pur essendo tale indicazione riportata ordinariamente nel nuovo modello di passaporto elettronico, adottato dal 2010. “Nel 2011 – rileva il sottosegretario – è stata avviata una riflessione fra la Farnesina e il Ministero dell’Interno per cercare di venire incontro alle esigenze segnalate da quei connazionali che, dovendosi spostare fra Stati ostili fra di loro, richiedono per questo il rilascio di un secondo passaporto”, come nel caso segnalato dagli interroganti di residenti in Israele che debbano recarsi in Paesi arabi. “In quella sede, è stata avanzata la proposta di riportare come luogo di residenza nel secondo passaporto il Comune di iscrizione Aire, in difetto, quello di ultima residenza in Italia – segnala Della Vedova, rilevando come il Ministero dell’Interno abbia concordato con questa soluzione “dopo averne appurata la fattibilità tecnica”, non richiedendo tale soluzione “alcuna modifica al sistema di sicurezza e controllo di emissione dei passaporti elettronici”.

“Alla luce di quanto sopra la soluzione è stata adottata – conclude il sottosegretario, – prevedendo, su richiesta dell’interessato, la possibilità di sostituire il luogo e lo Stato di residenza con l’indicazione del Comune di iscrizione Aire o di ultima residenza in Italia”. (Inform)

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