ITALIANI ALL’ESTERO
ROMA – Ha avuto luogo a Roma, presso il Caffè delle Esposizioni in Via Nazionale, l’evento “Il Soft Power delle origini”. Il Direttore Generale del Maeci per gli Italiani all’Estero Luigi Maria Vignali che ha presentato ad una platea di studenti universitari il Progetto del Turismo delle Radici. Dopo l’intervento introduttivo del Direttore Generale (Vedi Inform Turismo delle Radici, a Roma l’evento “Il Soft Power delle origini” con il Direttore Generale Luigi Vignali: “Basta un viaggio così per legare per sempre gli italo discendenti al proprio paese d’origine” | www.comunicazioneinform.it), sono iniziate le domande degli studenti che hanno permesso di approfondire vari aspetti del Progetto e altre tematiche riguardanti gli italiani nel mondo. Fra le “leve” evidenziate che possono favorire il turismo delle radici sono state segnalate: l’importanza del turismo lento e vicino alla natura, in proposito è stato attivato un partenariato con l’associazione che cura i cammini d’Italia; la centralità della pratica artigianale in loco; la ricerca del legame familiare, su questo aspetto si stanno formando esperti in genealogia, e la necessità di riscoprire il senso di appartenenza verso l’Italia e l’italianità. Un valore, quest’ultimo – ha spiegato Vignali – che a volte è stato perso per favorire l’integrazione nei Paesi di accoglienza dei nostri emigrati. In questo ambito dal Direttore Generale è stata sottolineata l’importanza di investire sui corsi di lingua italiana all’estero anche per attirare gli italo discendenti in Italia e fargli recuperare questo senso di appartenenza. Nel corso del dibattito è stata anche affrontata la questione dell’acquisto cittadinanza e del rilascio dei passaporti. “Gli italo discendenti – ha rilevato Vignali – che vogliono diventare cittadini italiani sono molti. Vi sono centinaia di migliaia di persone che sono già in coda per acquisire la cittadinanza presso i nostri consolati e le nostre ambasciate. Un fenomeno di grande portata dunque a cui noi cerchiamo di dare risposta. Però bisogna ricordare che non tutti chiedono la cittadinanza perché amano l’Italia o per senso di appartenenza verso il nostro Paese… Avere il passaporto italiano, per cui solo 60 Paesi chiedono il visto, permette ad esempio di poter entrare negli Stati Uniti o di venire a studiare in Europa senza richiedere visti. Noi vorremmo – ha aggiunto il Direttore Generale – che queste persone studiassero l’italiano, recuperassero il senso di appartenenza e la nostra cultura e che si sentissero orgogliosi di essere italiani”. Tornando al programma del Turismo delle Radici Vignali ha poi segnalato come a novembre si svolgerà la Settimana della Cucina Italiana nel Mondo che sarà dedicata alla cucina delle radici, poiché la grande diffusione all’estero della nostra enogastronomia è dovuta in gran parte alla diaspora dei nostri emigranti che portavo con loro il libro delle ricette tradizionali italiane. Dopo aver ricordato che il fumetto sul turismo delle radici è stato recentemente presentato alla Fiera del Libro di Francoforte, il Direttore Generale ha sottolineato come uno degli strumenti principali per la diffusione del Progetto delle Radici sia dato dall’utilizzo dei social e dal coinvolgimento degli Influencer. Vi è poi la piattaforma Italea e ci sono gli eventi promozionali realizzati in varie città del mondo. Vignali si è anche soffermato sui programmi di conoscenza, come ad esempio borse di studio, per i giovani italiani all’estero che voglio venire a studiare in Italia e che a volte vengono finanziati delle stesse comunità dei nostri connazionali nel mondo. (L.M- Inform)