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INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

Il sistema di prenotazione degli appuntamenti online nell’Ambasciata e nel Consolato d’Italia in Israele

ITALIANI ALL’ESTERO

Le precisazioni del presidente del Comites e dell’Ambasciata a Tel Aviv

TEL AVIV – Il Comites di Israele segnala il dibattito originato dalla notizia relativa alla presentazione alla Camera dei Deputati di un’interrogazione da parte dei deputati del Pd eletti nella circoscrizione Estero – tra cui Marco Fedi, eletto nella ripartizione Africa, Asia, Oceania e Antartide – in merito alle procedure del sistema delle prenotazioni di appuntamento online presso i consolati italiani all’estero, interrogazione volta a segnalare problematiche e chiedere un rafforzamento ed una semplificazione del sistema, insieme a opportune alternative e un miglior utilizzo dei consolati onorari (vedi http://comunicazioneinform.it/uninterrogazione-al-ministero-degli-esteri-sul-sistema-di-prenotazione-online-dei-consolati/).

Il presidente del Comites, Beniamino Lazar, ricorda come in proposito siano pervenuti commenti a apprezzamenti da parte di connazionali in merito al lavoro svolto dalla sezione consolare dell’Ambasciata di Tel Aviv e anche paragoni con quanto avviene al Consolato generale d’Italia a Gerusalemme. Commenti e segnalazioni a cui Lazar aggiunge alcune considerazioni: il disagio causato dal fatto che molti degli appuntamenti fissati con la sezione consolare di Tel Aviv non vengano rispettati dai connazionali, nonostante la riconferma avvenuta per telefono e posta elettronica; il fatto che presso il Consolato generale a Gerusalemme il sistema di prenotazione online sia stato adottato solo recentemente e solo per i visti; la difficoltà di formulare paragoni tra il lavoro delle due sedi per via del diverso numero di connazionali iscritti (a Tel Aviv vi sono circa 13 mila iscritti all’Aire con 2 dipendenti di ruolo e 4 a contratto; a Gerusalemme sono circa 2.900 gli iscritti all’Aire, 2 i dipendenti di ruolo e 3 a contratto).

A fronte dell’aumento della collettività italiana l’Ambasciata – si legge nella precisazione ricevuta dal Comites da parte di un funzionario dell’Ambasciata d’Italia a Tel Aviv – si trova a dover fare i conti con una riduzione delle risorse a disposizione, riduzione che ha determinato nello specifico lunghi periodi di vuoto (fino a 4 mesi) tra la partenza per fine missione di impiegati e l’arrivo dei loro sostituti. Una situazione che si aggrava ora, dato l’aumento di richieste di nuovi passaporti in vista dell’estate. Richiamata poi “l’obiettiva complessità del sistema centralizzato di prenotazione on-line degli appuntamenti”, che si è cercato di modificare con diverse altre modalità, ma che si è rivelato “il meccanismo più trasparente e meno gravoso”. Necessario comunque “trovare soluzioni tecnologiche per migliorare il sistema, che ha evidenti limiti”.

In merito alla disponibilità degli appuntamenti non vengono segnalate al momento lunghe attese, anche se frequente è il caso di connazionali che non si presentano agli appuntamenti, e incidono sui tempi di attesa, come ricordato dallo stesso Lazar. “Siamo comunque impegnati nel tentare di ridurre tali attese – assicura la nota dell’Ambasciata. “Cerchiamo di accelerare le procedure interne con l’uso della tecnologia ed invitando il più possibile i connazionali a fare riferimento ai siti internet dell’Ambasciata e del Ministero per ottenere le moltissime informazioni ed i formulari lì disponibili, anziché telefonare, riducendo il tempo che gli impiegati dedicano agli sportelli”. “Negli ultimi mesi abbiamo avuto l’autorizzazione per assumere localmente un impiegato, che è stato subito adibito ad un nuovo sportello per la gestione delle richieste di passaporti. Da alcune settimane abbiamo poi dimezzato ad una soltanto le giornate di ricezione richieste di visti d’ingresso, dedicando quella giornata ancora ai passaporti. È stata una scelta difficile – viene rilevato, – dato che colpisce i molti israeliani che vogliono andare in Italia per lunghi periodi (ad esempio gli studenti), ma abbiamo deciso di rafforzare invece i servizi ai connazionali. In questi giorni è finalmente arrivata dall’Italia un’impiegata in sostituzione della collaboratrice partita a gennaio. E siamo cercando ora di ottenere l’approvazione all’assunzione di un nuovo impiegato locale”. (Inform)

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