ELEZIONI PRESIDENZIALI USA
“Per le strade delle principali città americane il termometro politico segnava temperature diverse da quelle registrate da sondaggisti e opinionisti, troppo impegnati a inseguire l’audience anziché ascoltare la gente. Il voto, invece, non perdona; non è frutto di supposizioni, ma è la concretizzazione di un’ideale, di una protesta o della semplice voglia di cambiare”
ROMA – Il senatore del Pd Renato Turano, eletto nella ripartizione America Settentrionale e Centrale, è intervenuto ieri in aula sull’elezione del nuovo presidente dei Stati Uniti Donald Trump. “Voglio tornare indietro nel tempo di una settimana circa – ha esordito Turano – e rivivere con voi l’elezione di Donald Trump a Presidente degli Stati Uniti d’America, intanto, per rivolgergli i migliori auguri di buon lavoro a nome degli italiani residenti negli Usa e, poi, per focalizzare l’attenzione su un dato in particolare. Anche in Italia, così come negli Stati Uniti, l’elezione di Trump è stata accolta con troppo stupore dalla stampa più influente. Le televisioni italiane per mesi hanno spiegato come tutti i sondaggi puntassero in maniera univoca sulla vittoria di Hillary Clinton, un po’ come hanno fatto le principali emittenti americane nell’ultimo mese di campagna elettorale, seppur con un tono leggermente più prudente rispetto a quanto letto e visto in Italia. Gli organi di informazione – ha proseguito il senatore – non dovrebbero neppure pensare ai sondaggi. Dovrebbero invece informare, spiegare realmente come stanno le cose, anziché provare a influenzare il voto e l’opinione pubblica. Da cittadino americano ho vissuto in prima persona le elezioni presidenziali dello scorso 8 novembre e, ancora una volta, sono stato fiero di aver contribuito con il mio voto all’esercizio della democrazia, perché il voto della gente, del popolo è un diritto ed è sempre frutto della democrazia. Per le strade delle principali città americane il termometro politico segnava temperature diverse da quelle registrate da sondaggisti e opinionisti, troppo impegnati a inseguire l’audience anziché ascoltare la gente. Il voto, invece, non perdona; non è frutto di supposizioni, ma è la concretizzazione di un’ideale, di una protesta o della semplice voglia di cambiare. Quando si pensa troppo alla politica e ci si illude che occupare spazi televisivi e pagine di giornale possa radicalmente cambiare le convinzioni delle persone, – continua Turano – spesso si va a sbattere contro il muro della sconfitta. Noi che facciamo politica e che rappresentiamo il popolo abbiamo il dovere di informare e di ascoltare chi ci vota. Prima di provare a cambiare il Paese, – ha concluso il senatore del Pd – dovremmo capire in che modo la nostra gente vorrebbe il Paese del futuro. Ricordiamocelo bene, perché tra pochi giorni tutti noi parteciperemo a un altro grande e straordinario esercizio di democrazia: il referendum costituzionale. I sondaggi dicono tanto e niente. Le risposte le daranno gli elettori e speriamo di aver compreso bene le loro richieste e il loro pensiero”. (Inform)