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Registr. Trib. Roma n.338/2007 del 19-07-2007
INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

Il senatore del Pd eletto nella ripartizione America meridionale Fabio Porta è intervenuto ad un convegno sul “Plan Condor”: “in tanti, anche tra i figli e i nipoti degli italiani che erano emigrati, le vittime di quel periodo”

PARTITI

 

ROMA – Intervenendo al convegno organizzato a Roma dal Partito Democratico su “La fine del Condor. Dalle dittature alla democrazia: Progressisti tra Italia e America latina”, il parlamentare del Pd eletto nella ripartizione America meridionale Fabio Porta ha esordito ricordando con emozione quando “l’allora presidente del Consiglio Enrico Letta, in risposta ad una mia lettera, mi comunicò la decisione del governo italiano di costituirsi parte civile nel processo Condor”.

Il senatore Porta è intervenuto in collegamento dall’Argentina, “probabilmente il Paese che ha pagato il prezzo più alto in Sudamerica a seguito del golpe del 24 marzo del 1976”; “una dittatura – ha ricordato l’esponente democratico – non isolata poiché negli anni ’60 e ’70 i regimi militari dominarono anche in Brasile, Cile, Uruguay, Bolivia, Paraguay e Perù”.  “Il ‘plan Condor’ era proprio questo: una terribile strategia, coordinata e sistematica per la repressione degli oppositori e la persecuzione di tutti i movimenti democratici. E furono in tanti, anche tra i figli e i nipoti degli italiani che erano emigrati in quei Paesi, le vittime di quel periodo – ricorda Porta, che ritiene il processo su quei fatti abbia “una valenza storica”.

L’esponente democratico ricorda anche che “non solo lo Stato italiano ma anche il Partito Democratico e le organizzazioni sindacali italiane Cgil, Cisl e Uil si costituirono parte civile nel processo”. “Non solo – aggiunge il parlamentare eletto in Sudamerica, – proprio grazie ai rapporti del nostro partito e alla nostra rete all’estero fu possibile la costituzione di parte civile di un’organizzazione politica straniera, il Frente Amplo dell’Uruguay.” “Tutti questi fatti devono spingere il Pd a rafforzare i suoi rapporti con la società civile e politica del continente latino-americano, anche in ragione della grandissima presenza delle nostre collettività – rileva Porta, e aggiunge che “Nunca Mas!” è “il più grande insegnamento di quel processo, oggi più che mai, in un mondo dove autocrature, dittature e democrature mettono a rischio sempre più spesso il pieno rispetto dei diritti umani e il diritto alla autodeterminazione dei popoli”.

Porta ha quindi concluso inviando un saluto e l’augurio di buon lavoro al presidente del Cile Gabriel Boric “che si insedia ufficialmente dopo la grande vittoria di qualche mese fa: per la prima volta un Presidente cileno è nato dopo il colpo di Stato del 1973, un grande segnale di speranza per tutti i democratici nel mondo!” (Inform)

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