lunedì, 17 Febbraio, 2014 in
NOTIZIE INFORM
RETE CONSOLARE
Dalle pagine di “Gente d’Italia”
“Non abbiamo fatto propaganda sula riorganizzazione della rete diplomatica consolare. Grazie alle azioni politiche del Maie è stato convocato il Comitato per gli affari degli italiani all’estero del Senato dove abbiamo percepito un cambio di rotta per il Sudamerica. Siamo riusciti ad evitare le chiusure programmate”
ROMA – In relazione alla lettera del deputato del Pd Fabio Porta, eletto nella ripartizione America Meridionale, pubblicata dal quotidiano “Gente d’Italia” (vedi Inform N. 30 http://comunicazioneinform.it/fabio-porta-pd-risponde-dalle-pagine-di-gente-ditalia-alle-critiche-del-maie-agli-eletti-allestero-sulle-chiusure-delle-sedi-consolari/), in cui si criticava l’atteggiamento del Maie in riferimento alle iniziative politiche volte a contrastare le previste chiusure di un certo numero di sedi della rete diplomatica consolare italiana,, tra queste Lomas de Zamora, Moron, Recife, Maracaibo e Montevideo, segnaliamo l’intervento del senatore del Maie Claudio Zin che, scrivendo a sua volta al direttore di “Gente d’Italia” Mimmo Porpiglia, ricorda di essersi subito mobilitato dopo aver appreso la notizia del progetto di riorganizzazione della rete consolare “Ne parlai immediatamente – spiega Zin – con Ricardo Merlo, presidente del Maie, il partito a cui appartengo, e con il presidente del Gruppo Svp – Maie al Senato (del quale sono vicepresidente), l’On. Zeller. Entrambi si attivarono subito per cercare un modo per impedire queste assurde proposte di chiusura, che nella sola Argentina avrebbero comportato un aumento di oltre 100.000 connazionali del bacino di assistiti del consolato di Buenos Aires, questo il numero dei connazionali afferenti ai consolati di Morón e Lomas de Zamora. Una follia considerata la mancanza di spazio fisico, risorse umane e economiche di quel consolato generale, al di là, di ogni migliore disposizione dello stesso. Attraverso la mediazione del presidente Zeller, – prosegue Zin parlai immediatamente con il Ministro Dario Franceschini (Ministro per i Rapporti con il parlamento);parlai anche con il Ministro Emma Bonino per spiegare l’irrazionalità delle chiusure programmate. Ad entrambi feci capire che, senza un cambio di rotta, saremmo stati costretti a far mancare il sostegno dei nostri gruppi alla maggioranza, sia alla Camera che al Senato”.
“Successivamente a questi colloqui, e a queste azioni politiche del Maie, – ricorda ancora Zin – è stato convocato il Comitato per gli affari degli italiani all’estero del Senato, di cui sono vicepresidente vicario, e abbiamo percepito un cambio di rotta in Sudamerica. Abbiamo avuto un’enorme quantità di riunioni con funzionari di alto livello, per spiegare l’assurdità delle chiusure programmate. Risultato finale: siamo riusciti ad evitare le chiusure programmate, abbiamo anche evitato la chiusura di Montevideo, purtroppo non il suo declassamento. Ma abbiamo perso solo una battaglia a Montevideo, non la guerra: continueremo a lottare per salvaguardare i diritti dei nostri connazionali italo uruguayani”. “Il Maie – conclude Zin – non ha fatto propaganda su questo tema perché riteniamo sia un nostro dovere di parlamentari evitare che si prendano decisioni che mettono a rischio i diritti della comunità degli italiani residenti all’estero” . (Inform)



