ASSOCAMERESTERO
“Assocamerestero vede con grande preoccupazione le ipotesi di un ridimensionamento delle azioni di promozione del territorio da parte del sistema camerale italiano, in particolare sui temi dell’internazionalizzazione”
ROMA – “Le Camere di Commercio Italiane all’Estero vedono con grande preoccupazione le ipotesi di un ridimensionamento delle azioni di promozione del territorio da parte del sistema camerale italiano, in particolare sui temi dell’internazionalizzazione. Crediamo che il sistema camerale svolga un ruolo essenziale di promozione di una capillare internazionalizzazione per così dire ‘al dettaglio’ rivolta ad imprese e gruppi di imprese che domandano un approccio di vicinanza per la proiezione all’estero, che può essere assicurato in Italia dalle camere di commercio e dalle loro aziende speciali e all’estero dalle camere italiane nel mondo”. Lo afferma Gaetano Fausto Esposito, segretario generale di Assocamerestero, l’associazione delle Camere di Commercio Italiane all’Estero, a margine del presidio del personale del Sistema Camerale Italiano che si è tenuto ieri in Piazza di Pietra a Roma, per sostenere l’importanza del ruolo dell’intero sistema per un progetto di riforma che rischia di non considerare la fondamentale azione svolta in favore del tessuto imprenditoriale e delle economie locali.
“Il nostro paese – continua Esposito – ha una rete capillare di intervento su questi temi, in Italia e all’estero, che spesso viene assunta come modello anche dai nostri principali competitor. Del resto gli interventi per l’internazionalizzazione sono al secondo posto, per risorse erogate ed attivate in maniera moltiplicativa sui territori, dopo quelli riferiti al credito, con un moltiplicatore ‘esplicito’ di quasi 170 milioni di euro e effetti indotti di gran lunga superiori. Non si discute la necessità di una riforma degli assetti e si possono recuperare spazi di efficienza. Le stesse CCIE – prosegue Esposito – sono state sotto molti versi antesignane di questo percorso rivedendo, d’intesa con il Governo, le modalità di intervento e improntandole a una valutazione sul merito dei progetti e sull’efficienza delle strutture. Oggi più che mai, considerato il ruolo di sviluppo dei processi di internazionalizzazione, ribadito recentemente con forza dal Presidente del Consiglio Renzi, occorrono azioni capillari che, in una logica di rete, connettano territori italiani ai territori esteri, ampliando il potenziale di aziende che hanno effettive capacità di presenza internazionale, ma che per mancanza di supporto continuativo non riescono ancora a concretizzarle in business”. (Inform)