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INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

Il segretario generale del Cgie introduce i lavori della seconda giornata illustrando le ragioni dei pareri espressi dal Cdp sulle proposte di riforma relative a Comites e Cgie

ASSEMBLEA PLENARIA CGIE

Il segretario generale introduce i lavori della seconda giornata illustrando le ragioni dei pareri espressi dal Cdp sulle proposte di riforma relative a Comites e Cgie

Dopo i saluti del sindaco di Zagabria, Milan Bandić, Elio Carozza apre ai suggerimenti dell’assemblea sulle misure riguardanti la riduzione dei numero dei consiglieri ed una diversa articolazione di plenarie e riunioni delle Commissioni continentali

 

ROMA – Ruolo e riforma del Cgie al centro dei lavori della riunione di stamani dell’assemblea plenaria del Consiglio generale degli italiani all’estero, aperta dal saluto del sindaco di Zagabria Milan Bandić, città che ha recentemente accolto la riunione della Commissione continentale del Cgie Europa-Nord Africa. Il primo cittadino ha segnalato come non esista Stato dell’Unione Europea che non abbia una consistenza – piccola o grande – di residenti espatriati, che arricchiscono il tessuto multiculturale dell’Europa. Ha richiamato l’importanza e le forti relazioni di amicizia esistenti tra Italia e Croazia, dovuti anche alla presenza delle rispettive minoranze nel territorio nazionale, “minoranze – ha detto – che rappresentando la ricchezza data dalle differenze e la cui qualità di vita misura la qualità di una democrazia, l’esercizio della tolleranza e il rispetto dei diritti civili delle persone da parte degli Stati”. A testimonianza della vivacità dei rapporti tra Italia e Croazia ha inoltre indicato l’esistenza di una pubblicazione bilingue, “testimone di relazioni che esistono sin dall’Umanesimo – ha precisato Bandić, congratulandosi con il Cgie per l’impegno e il coinvolgimento dimostrato nei confronti delle problematiche degli italiani all’estero e assicurando la sua amicizia e disponibilità rivolta alla collettività italiana presente nella sua città. Sindaco e Cgie si sono poi scambiati un simbolo di ringraziamento per la reciproca cordialità riscontrata.

Il segretario generale del Consiglio generale, Elio Carozza, ha poi introdotto l’argomento di discussione, richiamando quanto avvenuto poco prima di Pasqua, con la richiesta pervenuta al Comitato di presidenza da parte del Governo di un parere sulla proposta concernente la riduzione del numero dei Comites, proposta articolata dal Mae nell’ambito dell’esercizio di spending review e in parallelo – come ricordato ieri nell’intervento di apertura dal sottosegretario agli Esteri Mario Giro – con l’adozione di iniziative miranti alla riduzione del numero dei componenti degli organismi elettivi attuata a livello nazionale. Una richiesta che ha colto di sorpresa il Cdp – rileva Carozza – perché nulla era emerso in proposito nel corso della riunione del Comitato avvenuta solo poche settimane prima e a cui il Cdp ha risposto esprimendo all’unanimità un parere negativo “deciso e determinato” dal momento che l’iniziativa “intaccava la convinzione che i Comites, considerati prima e necessaria forma di rappresentanza dei connazionali nei territori laddove essi vivono, non si toccano”. Un principio difeso strenuamente nel corso di tutto il mandato di questo Cgie – ha ricordato Carozza, che ammette di essere stato colto da una nota di pessimismo sull’accoglimento di quel parere negativo trasmesso. Contrariamente alle attese, il Governo ha trasformato l’iniziativa in una serie di misure concernenti lo stesso Consiglio generale: la riduzione delle assemblee plenarie da due ad una nel corso dell’anno, la riduzione dei consiglieri eletti a 43, quella dei membri del Cdp a 9, quella dei consiglieri di nomina governativa a 20 o meno e l’abolizione per questi ultimi dell’indennità forfettaria. Su queste stesse misure il Cdp è stato interpellato con urgenza per un parere, urgenza che ha determinato una risposta – questa volta sostanzialmente positiva – che non è stata condivisa con tutti i consiglieri, come emerso da alcune critiche sollevate nel corso della prima sessione di lavori di questa plenaria. Carozza difende però l’operato del Cdp in questo frangente e rivendica la correttezza di un’operazione che ha garantito la salvaguardia del numero dei Comites, “da una parte – dice – i Comites non verranno toccati e sono convinto che, dopo questo secondo parere, anche il Cgie non verrà rimesso in discussione, almeno da parte del Governo – afferma Carozza, che non può escludere eventuali modifiche in Parlamento. Per il segretario generale, inoltre, l’obiettivo è la conservazione di quello che è il ruolo sostanziale del Cgie. “Non possiamo non tener conto del dibattito italiano legato alle riforme e alla richiesta di uno snellimento di enti statali ed organismi elettivi, sbaglia chi pensa che i nostri organismi di rappresentanza resteranno fuori dal quadro di questa discussione generale”: questa la convinzione di Carozza, convinzione che ha concorso alla formulazione di un parere conforme alla riduzione del numero delle plenarie per mettere l’accento invece sulle riunioni delle Commissioni continentali da svolgersi nelle aree territoriali di cui raccolgono le istanze, così da cogliere le peculiarità delle collettività rappresentate. “Si tratta infondo di un percorso già avviato dal Cgie e anche in linea con un dialogo più stretto che possa coinvolgere le giovani generazioni – afferma il segretario generale, ricordando un’esigenza emersa nella stessa Conferenza dei giovani italiani nel mondo, la cui importanza è stata richiamata da Carozza anche nell’intervento di apertura della plenaria. Anche nella formulazione di questo secondo parere il Cdp ha “rispettato il lavoro fatto dal Cgie nel corso di questo anni ed agito di conseguenza – assicura il segretario generale, che apre alla possibilità di modificare il testo sulla base dei suggerimenti provenienti da questa plenaria, in considerazione del fatto che – come evidenziato da Giro ieri – la proposta in oggetto ancora non è stata esaminata dal Consiglio dei Ministri. (Viviana Pansa – Inform)

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