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INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

Il saluto del presidente Andrea Riccardi ai Comitati presenti in tutto il mondo

SOCIETÀ DANTE ALIGHIERI

 

Video-messaggio anche in occasione del Dantedì, giornata ideata per aprire l’anno delle celebrazioni dei 700 anni dalla morte di Dante Alighieri

 

ROMA – Il presidente della Società Dante Alighieri, Andrea Riccardi, ha inviato un  saluto in video a tutti i Comitati della Dante nel mondo, in vista del Dantedì, giornata che avrebbe dovuto aprire l’anno delle celebrazioni dei 700 anni dalla morte di Dante Alighieri, il 25 marzo.

“Vi saluto tutti da Palazzo Firenze, cuore dell’attività della Dante Alighieri, un luogo che tutti coloro che sono stati a Roma conoscono bene, centro della nostra Società. Vi voglio dire che noi, a Roma e in Italia, stiamo vivendo un momento molto difficile, come sapete dai giornali e dalle notizie, comune ad altri paesi europei e non solo, paesi dove si trovano i nostri Comitati – ricorda Riccardi, soffermandosi sull’emergenza coronavirus.

“È stato strano, venendo qui stamattina, sentire un grande e inedito silenzio per le strade di Roma, con le strade e le piazze vuote; la città sembra disabitata perché i romani e gli italiani seguono le regole dettate dal governo, cercano di uscire il meno possibile e di evitare il contagio. La prima cosa che vi voglio dire è che noi stiamo bene e sappiamo che tutto questo passerà, anche se non sappiamo quando – afferma il Presidente della Dante, che rileva poi come “il popolo italiano, che ama anche scherzare su se stesso, sta reagendo molto bene e responsabilmente, mettendo in pratica le linee guida che ci sono state date e con umanità”.

“Molto spesso io ho parlato di un’umanità italiana che è connessa alla nostra cultura e alla nostra lingua. Noi siamo stati attenti ai nostri anziani ed è lontana da noi l’idea che debbano essere curati i più giovani e gli anziani no. Siamo stati attenti alle persone più deboli, ai più fragili. Sappiamo che tutti si debbono salvare e tutti devono essere salvati e assistiti. Nel grande silenzio della città italiane – prosegue Riccardi – c’è uno spirito di solidarietà che passa per i fili del telefono, per le lunghe conversazioni nelle chat, per la spesa ai vicini che non possono uscire, nella riscoperta dei rapporti antichi; questo fa emergere il carattere del popolo italiano, un carattere umano. Non siamo un popolo di eroi ma nei momenti difficili sappiamo conservare la nostra umanità e vogliamo salvare tutte le persone”.

“Vi trasmetto anche la mia solidarietà nei momenti difficili in cui vi potrete trovare. Noi stiamo lavorando al futuro e a progetti nuovi. Purtroppo non potremo celebrare il Dantedì, giornata in cui avrei dovuto presentare il volume di Giulio Ferroni L’Italia di Dante e in cui Dante stesso ci accompagna a scoprire l’Italia, piena di cultura, lingua e archeologia, un paese storico, culturale ma soprattutto un paese umano – rileva Riccardi, segnalando come in questo momento di difficoltà “la nostra Società non allenta i suoi legami ma anzi li restringe” e invitando i Comitati a fare avere loro notizie. “Andiamo avanti e celebreremo il Dantedì a casa nostra, avendo più tempo libero per approfondire la lingua e la nostra cultura – aggiunge Riccardi, che ricorda poi il congresso della Dante celebrato a Buenos Aires, “come  un sogno, così pieno di vivacità argentina e di gente”. “Oggi, in questa solitudine e in questo silenzio, è anche un’utopia del nostro futuro, del nostro poterci ritrovare insieme per fare una grande festa della liberazione da questa malattia, che ci allontana ma che ci fa sentire anche il bisogno di essere più vicini – conclude. (Inform)

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