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INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

Il ricollocamento del personale a contratto che presta servizio in Uffici all’estero in via di chiusura

CONTRATTISTI

La risposta del sottosegretario agli Esteri Mario Giro ad una interrogazione del senatore Aldo Di Biagio (PI), che si è dichiarato parzialmente soddisfatto

 

ROMA – La razionalizzazione della rete diplomatico-consolare nel quadro della revisione della spesa impone al ministero degli Esteri di raggiungere entro la fine del 2014 la chiusura in totale di 35 Uffici all’estero. Lo ha ricordato il sottosegretario Mario Giro, rispondendo in Commissione Esteri del Senato ad una interrogazione di Aldo Di Biagio (PI), eletto all’estero nella ripartizione Europa.

Per il personale a contratto presso le sedi in via di chiusura, il Dpr n. 18 del 1967 – ha spiegato Giro – prevede che il Mae, nei limiti consentiti dalle esigenze di servizio e delle disponibilità di bilancio, ricollochi entro tre mesi gli impiegati a contratto presso un altro ufficio all’estero; altrimenti si deve procedere alla risoluzione del rapporto di impiego. In caso di ricollocamento, fino al 2011 il ministero aveva sempre mantenuto in toto il precedente regime contrattuale. A tale prassi si è opposta la Ragioneria generale dello Stato mentre l’Avvocatura generale dello Stato ha ribadito che la ricollocazione comporta la risoluzione del precedente rapporto contrattuale con stipula di un nuovo rapporto regolato dalla legge locale.

In conclusione il sottosegretario Giro ha confermato l’impegno del Governo e in particolare del ministero degli Esteri a proseguire nella riorganizzazione della rete diplomatica, consolare e culturale, tesa a salvaguardare la futura funzionalità e con un’attenzione particolare alla più efficace utilizzazione delle risorse umane a disposizione dell’amministrazione.

Il senatore Di Biagio ha dichiarato di essere parzialmente soddisfatto: per i dipendenti a contratto delle sedi in via di chiusura, l’amministrazione sta infatti prevedendo una revisione contrattuale secondo la normativa del Paese di destinazione, e tale revisione comporta spesso il mancato riconoscimento dell’anzianità maturata, con conseguente riduzione della retribuzione. In tal modo viene negata la storia professionale dei lavoratori coinvolti, che si vedono privati di diritti e prerogative acquisiti in base alla precedente contrattazione. Di Biagio ha auspicato pertanto che il ministero possa venire incontro alle legittime aspettative dei dipendenti a contratto coinvolti nel processo di riorganizzazione della rete diplomatico-consolare. (Inform)

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