QUIRINALE
Alla Camera dei Deputati
Anche un saluto agli italiani all’estero nel primo discorso ufficiale dinanzi al Parlamento riunito
“Parlare di unità nazionale significa ridare al Paese un orizzonte di speranza. Occorre ricostruire quei legami che tengono insieme la società. A questo sono chiamate tutte le forze vive delle nostre comunità in Patria come all’estero. Ai connazionali nel mondo va il mio saluto affettuoso. Rivolgo un pensiero di amicizia alle numerose comunità straniere presenti nel nostro Paese”
ROMA – Questa mattina il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha prestato giuramento di fedeltà alla Repubblica e di osservanza della Costituzione dinanzi al Parlamento riunito, presso l’aula di Montecitorio, in seduta comune integrato dai delegati regionali.
Nel suo discorso inaugurale il Capo dello Stato ha anche rivolto un saluto ai connazionali all’estero “Parlare di unità nazionale significa ridare al Paese un orizzonte di speranza, – ha detto Mattarella – perché questa speranza non rimanga un’evocazione astratta, occorre ricostruire quei legami che tengono insieme la società. A questa azione sono chiamate tutte le forze vive delle nostre comunità in Patria come all’estero. Ai connazionali nel mondo va il mio saluto affettuoso. Un pensiero di amicizia rivolgo alle numerose comunità straniere presenti nel nostro Paese”.
Nel suo discorso Mattarella, dopo aver rivolto un pensiero deferente ai suoi predecessori Carlo Azeglio Ciampi e Giorgio Napolitano e un omaggio alla Corte Costituzionale, ha ricordato come l’incarico che gli è stato affidato preveda “la responsabilità di rappresentare l’unità nazionale innanzitutto. L’unità – ha aggiunto il Capo dello Stato – che lega indissolubilmente i nostri territori, dal Nord al Mezzogiorno. Ma anche l’unità costituita dall’insieme delle attese e delle aspirazioni dei nostri concittadini. Questa unità rischia di essere difficile, fragile, lontana. L’impegno di tutti deve essere rivolto a superare le difficoltà degli italiani e a realizzare le loro speranze. La lunga crisi, prolungatasi oltre ogni limite, – ha ricordato Mattarella – ha inferto ferite al tessuto sociale del nostro Paese e ha messo a dura prova la tenuta del suo sistema produttivo. Ha aumentato le ingiustizie. Ha generato nuove povertà. Ha prodotto emarginazione e solitudine. Le angosce si annidano in tante famiglie per le difficoltà che sottraggono il futuro alle ragazze e ai ragazzi. Il lavoro che manca per tanti giovani, specialmente nel Mezzogiorno, la perdita di occupazione, l’esclusione, le difficoltà che si incontrano nel garantire diritti e servizi sociali fondamentali. Sono questi i punti dell’agenda esigente su cui sarà misurata la vicinanza delle istituzioni al popolo”.
Per Mattarella bisogna inoltre saper scongiurare il rischio che la crisi economica “intacchi il rispetto di principi e valori su cui si fonda il patto sociale sancito dalla Costituzione”. Al fine di superare la crisi, va quindi alimentata “l’inversione del ciclo economico, da lungo tempo attesa” ed è indispensabile “che al consolidamento finanziario si accompagni una robusta iniziativa di crescita, da articolare innanzitutto a livello europeo”.
“Sussiste oggi l’esigenza – ha proseguito il Capo dello Stato – di confermare il patto costituzionale che mantiene unito il Paese e che riconosce a tutti i cittadini i diritti fondamentali e pari dignità sociale e impegna la Repubblica a rimuovere gli ostacoli che limitano la libertà e l’eguaglianza. L’urgenza di riforme istituzionali, economiche e sociali deriva dal dovere di dare risposte efficaci alla nostra comunità, risposte adeguate alle sfide che abbiamo di fronte”. Risposte positive che potranno giungere attraverso “una tenace mobilitazione di tutte le risorse della società italiana”, in un paese unito nella piena partecipazione alla vita pubblica.
Il Capo dello Stato ha poi chiesto ai giovani parlamentari presenti in Aula “un contributo positivo al nostro essere davvero comunità nazionale, senza dimenticare mai l’essenza del mandato parlamentare. L’idea, cioè, – ha spiegato Mattarella – che in queste aule non si è espressione di un segmento della società o di interessi particolari, ma si è rappresentanti dell’intero popolo italiano e, tutti insieme, al servizio del Paese. Tutti – ha aggiunto – sono chiamati ad assumere per intero questa responsabilità”.
Il Capo dello Stato ha anche auspicato sia il completamento del percorso di riforma della seconda parte della Costituzione, un cammino volto a rafforzare il processo democratico, sia l’approvazione della nuova legge elettorale.
Per Mattarella inoltre garantire la Costituzione significa “garantire il diritto allo studio dei nostri ragazzi in una scuola moderna in ambienti sicuri, garantire il loro diritto al futuro. Significa riconoscere e rendere effettivo il diritto al lavoro. Significa promuovere la cultura diffusa e la ricerca di eccellenza, anche utilizzando le nuove tecnologie e superando il divario digitale. Significa amare i nostri tesori ambientali e artistici. Significa ripudiare la guerra e promuovere la pace. Significa garantire i diritti dei malati. Significa che ciascuno concorra, con lealtà, alle spese della comunità nazionale. Significa che si possa ottenere giustizia in tempi rapidi. Significa fare in modo che le donne non debbano avere paura di violenze e discriminazioni. Significa rimuovere ogni barriera che limiti i diritti delle persone con disabilità. Significa sostenere la famiglia, risorsa della società. Significa garantire l’autonomia ed il pluralismo dell’informazione, presidio di democrazia. Significa – ha proseguito il Capo dello Stato – ricordare la Resistenza e il sacrificio di tanti che settanta anni fa liberarono l’Italia dal nazifascismo. Significa libertà. Libertà come pieno sviluppo dei diritti civili, nella sfera sociale come in quella economica, nella sfera personale e affettiva. Garantire la Costituzione significa affermare e diffondere un senso forte della legalità”.
Su questo punto Mattarella ha precisato come la lotta alla mafia e alla corruzione, che ha avuto fra i suoi eroi Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, rappresentino priorità assolute. Per quanto riguarda invece la sfida del terrorismo internazionale il Capo dello Stato ha evidenziato l’esigenza di non considerare tutto questo nell’ottica dello scontro tra religioni o tra civiltà. “La minaccia – ha precisato Mattarella – è molto più profonda e più vasta. L’attacco è ai fondamenti di libertà, di democrazia, di tolleranza e di convivenza. Per minacce globali servono risposte globali. Un fenomeno così grave non si può combattere rinchiudendosi nel fortino degli Stati nazionali….La lotta al terrorismo va condotta con fermezza, intelligenza, capacità di discernimento”.
Mattarella ha anche ricordato sia l’esigenza di avere un’Unione Europea più attenta alle emergenze umanitarie delle grandi masse di profughi che approdano anche sulle nostre coste, sia la vicenda dei due nostri fucilieri di Marina, Massimiliano Latorre e Salvatore Girone da anni trattenuti in India e in attesa di processo. Un caso che, per il Capo dello Stato, deve trovare una conclusione positiva, con il definitivo ritorno in Patria dei due soldati italiani. Mattarella ha infine espresso solidarietà ai famigliari di padre Paolo Dall’Oglio, Giovanni Lo Porto e Ignazio Scaravilli, i tre italiani, ancora nelle mani di gruppi terroristici, di cui da tempo non si hanno notizie. (Inform)