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Il presidente Roberto Fico ricorda il rapimento di Aldo Moro e l’uccisione degli agenti della sua scorta nell’agguato avvenuto 43 anni fa

CAMERA DEI DEPUTATI

“Ricordare è un richiamo alle responsabilità di un Paese libero e democratico”

 

ROMA – Il presidente della Camera dei Deputati Roberto Fico ha ricordato ieri i 43 anni trascorsi dal rapimento di Aldo Moro da parte delle Brigate Rosse, e gli agenti della scorta che persero la vita in quell’agguato: Francesco Zizzi, Raffaele Iozzino, Giulio Rivera, Domenico Ricci e Oreste Leonardi, “cinque servitori dello Stato che oggi vogliamo ricordare con profonda gratitudine”.

“Questo evento – ha ricordato Fico – scosse il Paese, già profondamente provato da una lunga e sanguinosa stagione di terrorismo ed eversione. La prigionia dello statista democristiano e il suo assassinio sembrarono sancire la sconfitta dello Stato e la sua incapacità di gestire un attacco frontale alla nostra democrazia. Ma la nostra comunità riuscì a trovare la forza per reagire e fece fronte comune per difendere i valori consacrati nella nostra Costituzione. Ricordare Aldo Moro e gli uomini della sua scorta è dunque, ancora oggi, un richiamo alle nostre responsabilità di Paese libero e democratico. E impone di perseguire la verità e la giustizia sulle vicende degli anni di piombo”.

Il Presidente della Camera sottolinea la risposta data dalle istituzioni parlamentari a questo richiamo “attraverso un impegno di trasparenza, proseguendo un’azione di declassificazione e pubblicazione di tutti gli atti formati o acquisiti dalle commissioni di inchiesta” e ricorda come questi siano accessibile dal 2019 sul portale inchieste.camera.it. In particolare ricorda che in ultimo nello scorso luglio sono stati resi fruibili ulteriori duecento atti della Commissione d’inchiesta sul caso Moro che ha operato nella XVII legislatura.

“Siamo tutti chiamati a contribuire all’impegno per la verità e la giustizia – conclude Fico, – con la consapevolezza che è proprio nei momenti di maggiore difficoltà, in cui la collettività è più duramente messa alla prova, che dobbiamo mettere in campo tutte quelle energie di solidarietà e di responsabilità, che fanno del nostro stare insieme un Paese civile ed un’autentica democrazia”. (Inform)

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