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Registr. Trib. Roma n.338/2007 del 19-07-2007
INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

Il Presidente Mattarella per i 130 anni dalla nascita di Antonio Segni

QUIRINALE

ROMA – “Ricorrono centotrenta anni dalla nascita di Antonio Segni, personalità politica eminente nell’Italia della riconquistata libertà e della costruzione democratica, uomo tenace, eletto Presidente della Repubblica nel maggio 1962 per un mandato che, a causa di una grave e improvvisa malattia, venne interrotto dopo poco più di due anni e mezzo”, dichiara il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella.

“Due volte Presidente del Consiglio – ricorda tra l’altro Mattarella . Antonio Segni fu anche ministro degli Affari Esteri, dell’Interno, della Difesa e della Pubblica Istruzione. Erano anni nei quali prendeva via via corpo la piena attuazione dei principi e delle disposizioni della Carta costituzionale e fu proprio durante il primo governo Segni che avvenne l’insediamento della Corte Costituzionale. Con il suo governo l’Italia entrò a far parte delle Nazioni Unite e fu tra i sei Paesi fondatori della Comunità Economica Europea, il cui Trattato reca la firma di Segni: due pietre miliari destinate a caratterizzare tutta la politica estera della Repubblica”.

Fu durante la sua Presidenza che un Papa – Giovanni XXIII, appena insignito del Premio Balzan per la pace – varcò la soglia del Quirinale per la prima volta dai tempi della breccia di Porta Pia, ricambiando la visita effettuata dal Presidente Segni in Vaticano proprio nelle settimane precedenti l’imminente apertura del Concilio – ricorda ancora il Capo dello Stato -. Esercitò sempre e sino in fondo le prerogative a lui attribuite dalla Costituzione, inaugurando, per la prima volta, la facoltà di indirizzare messaggi presidenziali al Parlamento secondo quanto previsto dall’art. 87. In occasione dell’avvio della IV legislatura repubblicana, il Presidente Segni ritenne infatti di segnalare l’opportunità di intervenire sui meccanismi di elezione e nomina dei giudici costituzionali al fine di evitare quelli che definiva “inconvenienti” nella durata dei mandati, per assicurare, invece, una certa continuità nella composizione del collegio e il Parlamento, pochi anni dopo, diede seguito a questa prima esortazione”.

La figura e l’opera di Antonio Segni  – conclude Mattarella – appartengono alla storia repubblicana, che lo annovera tra gli artefici della ricostruzione e dello sviluppo del Paese”. (Inform)

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