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INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

Il Presidente Mattarella incontra i vincitori del concorso per Segretari di Legazione – Corso “Tosca Barucco”

QUIRINALE

(Fonte foto Presidenza della Repubblica)

ROMA – Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha incontrato nel pomeriggio al Quirinale i vincitori del concorso per Segretari di Legazione – corso “Tosca Barucco”. L’ambasciatrice Tosca Barucco è stata una “figura di rilievo nella vita della nostra diplomazia” ha ricordato Mattarella, salutando e ringraziando i familiari , il Vicepresidente del Consiglio e Ministro degli Esteri Antonio Tajani, il Segretario Generale della Farnesina Guariglia, il Capo di Gabinetto, la  Direzione Generale delle Risorse e quella della Formazione e, in particolare, i Segretari di Legazione, vincitori del concorso nel 2023 ai quali ha dato il benvenuto in Quirinale. “Fate  parte- ha detto il Presidente rivolgendosi ai giovani diplomatici – della generazione Erasmus e Schengen, le due misure simbolo del valore sociale della integrazione europea. Avete già fatto alcune esperienze significative nei mesi passati, penso particolarmente a quella di un mese di applicazione all’estero, che vi ha già proiettato nella dimensione operativa della Farnesina. La Repubblica deve prosperità e autorevolezza nel mondo all’azione dei suoi diplomatici, alla loro opera, alla dedizione, all’impegno, alla competenza che pongono in campo. Anche la vostra, come quella dei colleghi che vi hanno preceduto, di quelli più anziani, nelle file più avanzate della vita diplomatica, sarà caratterizzata da una paziente tessitura, che abbia visione strategica, che sappia esprimere i valori della nostra Costituzione: quelli della pace, della collaborazione, della giustizia nelle relazioni internazionali. Questo è un periodo – ha proseguito Mattarella –  pieno di grandi incertezze e tensioni nella vita internazionale, di grandi tensioni a causa dei conflitti e a causa di ritorni ottocenteschi a una politica di potenza. Sembra quasi che siamo in presenza di una sorta di ritorno a una visione di politica di potenza, estranea ai tempi, ed estranea alla coscienza comune maturata dalla civiltà in questo nostro tempo. È una condizione di conflitto stridente, di stridente contrasto tra le esigenze che il mondo ha davanti, le sfide che deve affrontare: da quella della salute globale, come la pandemia ci ha insegnato, a quella del mutamento climatico, a quella delle distanze abissali di carattere alimentare nel mondo, a quella della difficoltà provocata dagli squilibri che nel mondo vi sono, che richiederebbero risposte comuni e condivise. E, dall’altra parte, le tensioni, le guerre, le aggressioni, la volontà di imporre agli altri Stati la propria volontà con la forza. È davvero una singolare contraddizione tra esigenze dell’umanità e condizioni che, in questo periodo, presenta la comunità internazionale. Anche per questo, contro questa deriva internazionale di violenza, di rifiuto del dialogo e dell’attitudine alla collaborazione, alla reciproca comprensione, la nostra diplomazia è sempre stata impegnata nella ricerca della pace, della collaborazione, della comprensione reciproca, appunto, dell’intendimento di trovare soluzioni condivise nelle difficoltà che inevitabilmente si pongono nei rapporti internazionali. E questo compito viene svolto dai nostri diplomatici con grande sagacia, che merita riconoscenza. Nel corso della recente conferenza delle ambasciatrici e degli ambasciatori nel nostro Paese, ho rinnovato la fiducia e la riconoscenza della Repubblica ai nostri diplomatici per l’impegno che svolgono con competenza e con grande dedizione. È una dimostrazione – che nel mondo viene offerta – di alta professionalità. Che rende onore al compito elevato di missione che i diplomatici hanno affidato. Vedete, questa è un’attitudine che voi avete certamente già avuto trasmesso nella formazione e che vedete nel campo concretamente. Quella di sapere trovare continuamente, individuare gli strumenti, i percorsi per la ricerca di strade di collaborazione, di legami costruttivi del nostro con gli altri Paesi, sapendo, con efficacia, intendere e interpretare le situazioni, comprendere le condizioni degli altri Paesi, interpretare fenomeni che affronterete, che vi si presenteranno. In tutta questa azione così impegnativa, decisiva per il nostro Paese, avrete anche da interloquire con le nostre comunità all’estero, che sono in larga misura gli avamposti della nostra presenza in Paesi amici, anche lontani. È questo un compito di grande rilievo, che sarà affidato a voi e ai vostri compiti”. In conclusione Mattarella ha rammentato come l’ambasciatrice Tosca Barucco “ricordasse frequentemente, esortasse a mantenere una mentalità aperta, caratterizzata da curiosità, da interesse per investigare e interpretare le situazioni e le novità che presentano. Quest’attitudine deriva dalla nostra caratteristica, dal nostro grande patrimonio culturale, della nostra attitudine a dialogare culturalmente con altri Paesi, importatori di altre culture. E quindi sviluppare un dialogo interculturale farà parte della vostra azione, una parte non marginale, ma fondamentale della vostra azione, come tratto specifico – del resto – della nostra vocazione nel mondo. “Non aggiungo altro, se non ringraziarvi per l’impegno che spiegherete, e farvi gli auguri per il giuramento di fedeltà che, a giorni, presterete alla Repubblica, e auguri per la vostra carriera.E ancora una volta, benvenuti al Quirinale”, ha concluso il Capo dello Stato. (Inform)

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