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INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

Il Presidente Mattarella e la Presidente Metsola hanno incontrato una rappresentanza di studenti delle scuole ambasciatrici del Parlamento europeo

QUIRINALE

Il rapporto tra Europa e Africa nella risposta da Mattarella a una domanda degli studenti

(fonte foto – Presidenza della Repubblica)

ROMA – Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha ricevuto al Quirinale la Presidente del Parlamento Europeo, Roberta Metsola. Al termine del colloquio i due Presidenti hanno incontrato una rappresentanza di studenti di scuole secondarie di secondo grado, ambasciatrici del Parlamento europeo e hanno risposto ad alcune domande sui temi prioritari per il futuro dell’Italia e dell’Europa con particolare riguardo ai giovani. Il programma scuole ambasciatrici del Parlamento europeo è esteso in tutti i paesi europei, l’Italia quest’anno ha partecipato con 100 scuole.

A seguire la risposta del Presidente Mattarella a questa domanda:  Parlando di relazioni internazionali e del ruolo dell’Italia in Europa, l’Africa è un continente vicino e pieno di potenzialità ma che al contempo ha bisogno di un particolare sostegno. Come vede il rapporto tra l’Europa e l’Africa?

Questa è una domanda molto importante perché è un rapporto fondamentale, sempre più fondamentale. L’Africa è al centro di molte strategie globali, in tutto il mondo. Si diceva, un tempo: ‘l’Africa è il Continente di domani’. Quel domani è arrivato. Il momento dell’Africa è oggi, non soltanto per la quantità di ricchezze potenziali di cui dispongono quei Paesi: materie prime in quantità straordinarie che, se utilizzate adeguatamente, da loro, ne avrebbero una grande sollecitazione per lo sviluppo, così come sta avvenendo in molti Paesi. Ma è oggi anche per il dinamismo dell’attività che c’è in molti Paesi africani e anche per il tasso demografico molto alto.

Vedete, il tasso demografico dell’Africa e quello dell’Europa sono incomparabili. L’Africa è il Continente che oggi esprime le maggiori potenzialità e prospettive di crescita. Per l’Europa è un partner indispensabile. La mia opinione personale è che il futuro per Africa ed Europa sia un futuro comune. In tutto questo, naturalmente, è richiesto un forte impegno di collaborazione che l’Italia sta svolgendo per la sua parte, ma che sta volgendo anche l’Unione europea. E con l’Italia molti altri Paesi dell’Unione, anche bilateralmente, al di fuori della politica dell’Unione che è già impegnata in questa direzione.

Per aiutare la crescita veloce dei Paesi di quel Continente sul piano dell’istruzione, della salute, dell’agricoltura, della crescita industriale, vi sono molte collaborazioni avviate e concretamente in corso. Questo ha anche una ragione doverosa da parte dell’Europa che, per molto tempo, ha utilizzato le grandi risorse africane a beneficio proprio. E quindi l’Europa ha un debito nei confronti del Continente africano.

Ma è anche un reciproco interesse, un reciproco bisogno, quello di collaborare crescendo in questa collaborazione per un progettare insieme le forme di sviluppo del futuro. In questo, il nostro Paese è molto impegnato. Ogni anno vi è un Conferenza Italia-Africa che viene sviluppata con partecipazione molto alta, e sono rapporti molto consistenti e costanti. E questo consente anche una risposta alla domanda che c’è molto forte da parte del Continente africano, che è collegata ai flussi migratori che come sapete sono molto alti. Ne faceva poc’anzi cenno, in maniera puntualissima, la Presidente Metsola.

La risposta che hanno dato alcuni ‘vogliono venire perché qui c’è il futuro, perché in Europa vi sono possibilità’ è sulla bocca di tutti quelli che arrivano dal Continente africano. Questo ogni tanto preoccupa qualcuno; in realtà dovrebbe farci riflettere sul fatto che quell’Europa nel mondo rappresenta un’oasi di libertà, di democrazia, di benessere. Intorno all’Europa non è così, non lo è perlomeno in questa misura. Questo attrae naturalmente. Attrae soprattutto giovani che cercano futuro.L’obiettivo della collaborazione, sotto questo profilo, concordemente con i Paesi africani, è di far crescere lì le possibilità di sviluppo per non impoverire di risorse umane importanti i Paesi di provenienza. Ma questa collaborazione, sul piano dei flussi migratori, è indispensabile sotto ogni profilo, e ci fa riflettere guardando come sarà il futuro fra alcuni decenni, con una popolazione africana molto numerosa e una popolazione europea che è ferma o addirittura in declino da qualche parte, anche in Italia. Questo fa crescere ulteriormente l’esigenza di collaborazione, che si sta sviluppando – ripeto – in maniera molto concreta, molto fattiva, ma che ha bisogno di ulteriori spinte.

La consapevolezza, in Europa, che occorre collaborare molto, e molto di più di quanto avvenga già oggi in maniera significativa, con i Paesi africani è un elemento essenziale per il futuro d’Europa. Di questo, il Paese della Presidente Metsola e il nostro sono consapevoli perché noi, essendo nel Mediterraneo, abbiamo rapporti tradizionali, di lunga data, con la Africa. Ma questo riguarda l’intera Europa, non soltanto per i flussi migratori che riguardano persino la Scandinavia, ma per il futuro di collaborazione che chiama tutta Europa a collaborare con l’Africa. Questo è quello che davvero rende importante questo argomento.

Il tema del futuro è sempre più globale. Guai a pensarlo nell’orto di casa propria, perché lì non c’è il futuro, c’è un inganno, c’è una falsa prospettiva. In questo mondo sempre più interconnesso, in cui virtualmente non vi sono più distanze, in cui si comunica in tempo reale con persone in ogni parte del mondo, in questo mondo che è più piccolo e più raccolto, il futuro è sempre più globale. Naturalmente per l’Europa lo è, soprattutto con l’Africa. Per questo motivo questo rapporto è fondamentale. (Inform)

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