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INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

Il Presidente Mattarella alla cerimonia di consegna delle insegne dell’Ordine Militare d’Italia

QUIRINALE

In occasione del Giorno dell’Unità Nazionale e Giornata delle Forze Armate

ROMA – Si è svolta il 3 novembre al Palazzo del Quirinale, alla presenza del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, la cerimonia di consegna delle decorazioni dell’Ordine Militare d’Italia, conferite nell’anno 2021, in occasione della ricorrenza del Giorno dell’Unità Nazionale e Giornata delle Forze Armate. Il Capo dello Stato, coadiuvato dal Ministro della Difesa Lorenzo Guerini, ha consegnato le decorazioni agli insigniti: Ammiraglio di Squadra Paolo Treu; Generale di Divisione Stefano Giuseppe Del Col; Generale di Brigata Diodato Abagnara; Generale di Brigata Paolo Attilio Fortezza; Capitano di Vascello Riccardo Marchiò; Generale di Brigata Aerea Luca Maineri; Colonnello Sergio Cavuoti; Generale di Corpo d’Armata Carmelo Burgio; Luogotenente Andrea Palmisani.

Qui di seguito, una sintesi del discorso del Presidente della Repubblica.

Quest’anno ricordiamo quattro importanti anniversari: 160 anni dall’Unità d’Italia, 150 di Roma capitale, 100 anni dal trasferimento del Milite ignoto al Vittoriano, 75 anni della Repubblica. Quattro momenti della nostra storia che solennizziamo in occasione del 4 novembre – data che segna oltre che la fine del Primo conflitto mondiale il giorno dell’Unità nazionale e delle Forze Armate.

Rispetto e dolore accompagnarono, in tutte le città toccate dal tragitto, il trasferimento della salma del Soldato ignoto. Un dolore silente e raccolto unì, in quel momento, il Paese, con rinnovata speranza nel futuro. In quella triste bara le famiglie vedevano il proprio figlio, padre, fratello, atteso invano e mai più tornato a casa, spesso senza neanche una tomba, un luogo dove poter piangere.

Le undici salme, non identificate, provenienti dai campi di battaglia dove gli scontri erano stati più crudeli – Rovereto, il Pasubio, l’Ortigara, il Grappa, il Montello, il Basso Piave, il Cadore, Gorizia, il Basso Isonzo, il San Michele – furono raccolte nella basilica di Aquileia, e toccò alla madre di un caduto senza tomba, Maria Maddalena Bergamas, indicare, con dolore e turbamento – che furono particolarmente evidenti e coinvolgenti – quale tumulare a Roma.

Questa mattina ho voluto rendere omaggio, ad Aquileia, al cimitero dove riposano gli altri dieci Soldati ignoti e alla sepoltura di quella madre che aveva rappresentato tutte le mamme che avevano perso il proprio figlio, e che, alla sua morte, è stata inumata insieme a loro. Ho sostato al sacrario di Redipuglia, monito permanente della follia della guerra.

Il 4 novembre celebriamo la vittoria italiana nella Prima Guerra Mondiale, con il completamento del percorso di unificazione risorgimentale. È in questa Giornata dell’Unità nazionale e delle Forze Armate che il pensiero di tutti gli Italiani è rivolto a quanti hanno perso la vita per la Patria, alle vittime di tutte le guerre. Ci inchiniamo alla memoria di quei combattenti nel più terribile conflitto europeo, eroi ai quali va il nostro incondizionato riconoscimento. Un conflitto le cui conseguenze furono aggravate da ottuse scelte prive di lungimiranza, che sarebbero state premesse di una stagione ancora più buia dell’Europa, sfociata nella Seconda guerra mondiale.

La sconfitta del nazifascismo avrebbe consentito di scrivere una grande lezione: evitare di considerare la pace un semplice intervallo utile a preparare la guerra successiva. Evitare di passare dalla guerra alla guerra per ottenere, invece, di passare dalla guerra alla pace autentica. Ne è derivato in Europa il più lungo periodo di consolidamento di un clima di pace, di libertà e democrazia mai registrato in precedenza. Sono i valori che con la coesione sociale, il rispetto e la reciproca comprensione tra i popoli e le culture diverse, rappresentano il fondamento dell’Unione Europea.

La Repubblica Italiana è orgogliosa di avere recato il proprio apporto, sin dall’inizio, a questo risultato. Nazioni Unite, Alleanza Atlantica, Unione Europea, rappresentano i pilastri della nostra politica di sicurezza e difesa: in queste organizzazioni l’Italia svolge da protagonista un ruolo di riferimento. L’Unione è chiamata oggi a un cambio di passo deciso rispetto ai dossier principali, assumendo piena responsabilità anche nel campo della politica estera e di difesa.

Le Forze Armate della Repubblica sono un esempio di responsabilità, coesione e senso del dovere. I cittadini in uniforme dimostrano quotidianamente di essere una preziosa risorsa, in coordinamento con le altre articolazioni dello Stato, nello svolgimento dei compiti loro affidati dal Parlamento e dal Governo, con motivo di orgoglio per tutta la comunità nazionale. Particolarmente apprezzato è stato l’operato delle Forze Armate nel corso dell’emergenza sanitaria dove la componente militare, attraverso le sue varie competenze, ha agito con grande professionalità per sostenere la campagna vaccinale e per fronteggiare le situazioni logisticamente più disagevoli.

Vorrei dire a tutti i Soldati, i Marinai, gli Avieri, i Carabinieri, i Finanzieri, al personale civile della Difesa, di essere sempre orgogliosi e coerenti con il giuramento di fedeltà alla Repubblica, in nome e per l’affermazione dei suoi valori costituzionali. A voi tutti e ai vostri familiari porgo l’augurio e il saluto più cordiale, con le espressioni della stima più intensa, a nome dell’intero popolo italiano. Viva le Forze Armate, viva la Repubblica. (Inform)

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